Come cambia il cinemaL’Academy apre ai film in streaming, Netflix entra in Anica

All’edizione 2021 degli Oscar potranno gareggiare anche le opere uscite su piattaforme digitali. In Italia il matrimonio tra i rappresentanti dell’industria e il gigante americano promette molte novità

Olivier DOULIERY / AFP
Olivier DOULIERY / AFP

Il mondo del cinema e quello dello streaming sono sempre più vicini. A Hollywood, causa coronavirus, è stato deciso di rendere candidabili per vincere l’Oscar anche i film usciti su piattaforme web.

Una decisione eccezionale, hanno comunicato i membri del board dell’Academy, dovuta agli stravolgimenti causati dalla pandemia. Il requisito – in vigore fino all’anno scorso – secondo cui ogni film candidato dovesse essere «proiettato in una sala della contea di Los Angeles per almeno una settimana, con tre visioni al giorno», è stato sospeso.

Si apre alla sperimentazione, insomma, ma con alcuni limiti: prima di tutto gareggeranno solo i film per i quali era stata pianificata un’uscita nelle sale (resa impossibile dal virus). Non solo: dovranno essere resi disponibili ai giudici almeno 60 giorni prima dell’uscita sulle piattaforme.

In generale, a segno che la resistenza dell’Academy nei confronti del mondo dello streaming continua, il comunicato precisa che si tratta di una decisione eccezionale, temporanea – cioè valida solo per la prossima edizione – e che, comunque, «non c’è modo migliore di sperimentare la magia dei film che vederli sul grande schermo».

Qualcosa però si muove anche sul versante italiano. Il gigante americano Netflix ha fatto richiesta di adesione all’Anica, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali.

Un incontro tra due mondi, insomma, la cui diversità non si limita soltanto alla modalità di fruizione dei contenuti, ma riguarda storie, tradizioni e orizzonti futuri. È un matrimonio che corona il dialogo, che prosegue da molto tempo, tra i due soggetti. E come fa sapere a Linkiesta Stefano Ciullo, direttore delle relazioni istituzionali per l’Italia di Netflix, «si inserisce in modo naturale nell’ecosistema creativo italiano».

Già all’inizio di aprile, come aveva spiegato a Linkiesta il presidente di Anica Francesco Rutelli, lo streaming veniva considerato una soluzione, almeno parziale, per offrire uno sbocco ai film già pronti e programmati nelle sale, purtroppo chiuse a causa dell’emergenza coronavirus.

Adesso sembra che ci sia qualcosa di più: i rappresentanti di Netflix parteciperanno all’attività di Anica, compreso il Consiglio Cinema, Audiovisivo e Digitale e ai vari Comitati. Il focus della loro attività sarà il miglioramento della regolamentazione italiana, attraverso nuove proposte che riguarderanno la creatività, la produzione e l’occupazione. E che interesserà tutta la filiera produttiva.

L’obiettivo è una crescita costante del settore, sia nel lato tradizionale (produzione, distribuzione e industrie tecniche) si ain quello innovativo (piattaforme, digitale, canali tematici).

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