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Il lavoro che verràIl nuovo osservatorio de Linkiesta e The Adecco Group

Avremo ancora una scrivania? Quali competenze serviranno? E come andrà regolamentato lo smart working? Parte oggi un canale verticale di informazione e dibattito, costantemente aggiornato con le novità di mercato, per capire come sarà la nuova normalità nelle imprese e negli uffici dopo il Covid-19

(Pixabay)

Linkiesta e The Adecco Group lanciano “Il lavoro che verrà”, il nuovo osservatorio sul mondo delle professioni e delle imprese per orientarsi nell’era post Covid-19. Un contenitore innovativo di informazione e dibattito, costantemente aggiornato con le novità del mercato, per ridisegnare le mappe del lavoro e delle competenze dopo lo stravolgimento della pandemia.

Google ha appena annunciato che 200mila dei suoi dipendenti resteranno in smart working almeno fino al luglio del prossimo anno. Twitter ha comunicato ai suoi lavoratori che chi vorrà potrà lavorare da remoto «per sempre».

La nuova normalità è diversa da quella cui eravamo abituati. Le concezioni di impresa e lavoro sono cambiate. Gli uffici non saranno più gli stessi. E così anche le città. C’è chi lavorerà a migliaia di chilometri di distanza dalla sede della propria azienda. E chi andrà in azienda uno o due volte al mese. Robot e software hanno accelerato improvvisamente la loro presenza nelle nostre vite, e inevitabilmente diversi lavori ne saranno travolti.

Bisognerà imparare “sul campo”, capire quali competenze dovremo rafforzare e quali sviluppare. E non basterà la cassa integrazione a salvare il lavoro. Occorreranno nuove politiche del lavoro, con politiche attive vere e formazione continua.

«Serve un progetto di lavoro per il futuro», dice Andrea Malacrida, country manager Italia del Gruppo Adecco. E il principale investimento andrà fatto sul capitale umano. Cosa serve ora? «Servono l’umiltà e la consapevolezza per rendersi conto di quali competenze sia necessario sviluppare rispetto alle sollecitazioni del mercato del lavoro nel medio e lungo periodo, puntando quindi sulla formazione continua. Oggi abbiamo tutte le informazioni per predire quali siano le competenze che servono e modificarle immediatamente. Basta analizzare il mercato tramite indicatori e big data e indirizzare in questo modo la nostra formazione».

Davanti all’incertezza generata dal virus, è difficile dire oggi come sarà “Il lavoro che verrà”. Ma da come ci muoveremo in questo nuovo mondo dipenderà il nostro futuro.

Per questa ragione, Linkiesta lancia questo nuovo canale, che aggiornerà sulle novità e sugli input del mercato per consentire ai lavoratori e alle aziende di migliorare costantemente formazione e competenze. E stare al passo con “il lavoro che verrà”.

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