Sorprendentemente attualeIn “Sløborn” un virus letale si diffonde in una piccola isola del Mare del Nord

Nella nuova serie tedesco-danese una località fittizia diventa il focolaio di una pandemia: un thriller catastrofico che sembra sia stato scritto negli ultimi giorni (invece è stata scritta nel 2019) ed è l’ideale per chi non ne può più di storie sugli adolescenti e romanzi di formazione a puntate

Immagine tratta dal trailer

Se guardando Dark vi siete appassionati alle serie tedesche, ne abbiamo una da consigliarvi: Sløborn.

L’atmosfera è quella alla quale ci hanno abituato le serie nordiche, a partire dai classici del noir scandinavo come The Bridge (Svezia e Danimarca, 2011), o fantascientifiche/mystery come Dark (Germania, 2017), soprattutto concentrandosi sui rapporti tra i protagonisti e antagonisti, come in Broadchurch (Regno Unito, 2013). Dialoghi minimalisti, luci fredde, fotografia di paesaggi semi-deserti dove la natura ha il sopravvento sulla presenza umana, sempre in bilico e appena tollerata.

Ma qui non c’è la cupa foresta, come nella gran parte delle serie uscite su Netflix negli ultimi anni, a rappresentare l’ignoto e l’imminente rischio di sopraffazione: bensì il mare, il Mare del Nord. E, per una volta, non c’entrano gli anni ottanta: siamo infatti nel 2020 e da lì non ci si sposta. Come non ci si sposta dall’isola, in un’ambientazione di isolamento progressivo e claustrofobico.

La sorpresa di Sløborn è proprio la corrispondenza con la contemporaneità, nonostante la serie sia stata completata nel 2019 in tempi ancora non sospetti. Ci riferiamo al virus che si diffonderà in brevissimo tempo nella piccola isola (fittizia) di Sløborn, tra la Danimarca e la Germania, che diventerà il focolaio di una pandemia quasi inarrestabile.

Già nel primo episodio in sottofondo mentre i personaggi guidano, si preparano per andare a una festa in spiaggia o litigano, si sentono alla radio le notizie sui contagi in rapido aumento in Asia e in America. A dare il via a tutto per gli abitanti di Sløborn è il ritrovamento di una barca a vela arenata sull’isola, con a bordo due persone morte misteriosamente…

La serie si sviluppa esplorando l’impatto dell’arrivo del virus sulla piccola comunità, di cui conosciamo presto segreti e contrasti sopiti. Incontriamo subito alcuni personaggi chiave: una ragazza di 15 anni molto innamorata e immersa nelle tipiche dinamiche scuola/famiglia, uno scrittore di bestseller alcolizzato invitato a un evento sull’isola e due fratelli danesi in perenne conflitto.

Continua a leggere su Kater, un blog collettivo che parla di Germania – o almeno ci prova – al di là di semplificazioni, stereotipi e luoghi comuni.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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