ControcorrenteMaurizio Cattelan compie 60 anni, ma fa di tutto per non dimostrare la sua età

Tolto forse qualche maestro dell’Arte Povera, MC è l’artista italiano vivente più importante, più costoso e soprattutto più aderente al nostro tempo. L’artista non è solo chi fa le opere, ma colui che si comporta come tale

Maurizio Cattelan compie oggi 60 anni e, come tanti della generazione dei boomer fa di tutto per non dimostrare quell’età che, rubando la frase a un’intervista di Emmanuel Carrère: «ho fatto quel che ho potuto, ho combattuto tutta la vita contro i miei difetti, adesso provo a prendermi per quel che sono», segna invece un passaggio cruciale nell’esistenza a cominciare dagli sconti anziani sui treni, al cinema e da altre parti. Però MC non ci sta alla dittatura del tempo, è un eterno ragazzo, il fisico asciutto lo aiuta e ora che non c’è più Philippe Daverio raccoglie il testimone del “vestito d’artista” che osa, stupisce e lo distanzia dalla noia e dal conformismo del total black.

Tolto forse qualche maestro dell’Arte Povera, MC è l’artista italiano vivente più importante, più costoso e soprattutto più aderente al nostro tempo. Non sono l’unico a pensarlo, anche Marco Belpoliti ne parlò in questi termini: MC è il risultato da laboratorio dell’arte ai tempi di Silvio Berlusconi che peraltro festeggerà il compleanno nei prossimi giorni, il 29 settembre, segno zodiacale bilancia. Su tale ipotesi critica peraltro le date coincidono. Il berlusconismo, nel bene e nel male, ha proposto un modello di lettura della società che si è spinto persino alla cultura, persino all’arte contemporanea e rispetto alla polvere del populismo contemporaneo resta uno strumento linguistico attraverso il quale leggere la storia.

Il ragionamento prende avvio nel 1993, lo stesso anno in cui MC partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia e SB, sostenendo Gianfranco Fini a sindaco di Roma, anticipa la propria discesa in politica. Entrambi sono estranei al mondo che tanto li attira, uno non hai mai fatto l’accademia, il suo curriculum parla di tanti lavoretti per mantenersi, l’altro è un imprenditore di successo, ha cambiato la storia della tv in Italia e forse anche del calcio. MC è invitato da Achille Bonito Oliva e Helena Kontowa alla sezione Aperto insieme ad altri cento e più artisti; il suo problema però è quello di farsi notare, di svettare sugli altri, ma questa cosa non la ottieni attraverso un’opera, ci vuole un coup de theatre improvviso che spiazza e ti sottrae dal giudizio corrente. Una barzelletta, per esempio. Così MC “vende” lo spazio a lui destinato a una ditta di cosmetici, prende i soldi (che gli sono sempre piaciuti) e va a New York. Il lavoro non c’è e tutti parlano di lui, del giullare MC, dell’abusivo MC, dell’outsider MC, del geniale, dell’impostore, del furbone MC.

MC, ci sei o ci fai?

Per vent’anni nell’arte italiana non si parlerà che di lui, con opinioni e pareri radicalmente divisi e opposti. Vi ricorda per caso qualcuno?

Il 2011 è l’inizio del tramonto politico di SB, costretto a lasciare il posto di premier a Mario Monti sulle cui conseguenze non è questo il luogo per un commento. Recordman di voti e di consensi, ultimo presidente del consiglio eletto dal popolo, gli italiani gli rinfacciano la crisi economica, non certo la passione per il gentil sesso che anzi in parte ci identifica. MC è al culmine della carriera, la personale All al Guggenheim Museum di New York è un traguardo insperato per i comuni mortali, soprattutto se italiani. Eppure il 1° aprile, sembra uno scherzo, annuncia il suo ritiro dalle scene. Troppo stress, poche idee, la condanna a inventarsi sempre qualcosa di nuovo e stupire, perché l’artista fondamentalmente è un giullare, un saltimbanco.

Esiste invece un MC dopo il 2011, che dire addio a soli 51anni è troppo presto. L’artista non è solo chi fa le opere, ma colui che si comporta come tale. Pochi mirati gesti allora: la campagna promozionale per Rimini insieme alla sua creatura Permanent Food, una mostra da curatore a Torino, il cesso d’oro al Guggenheim, la banana da oltre 100mila euro alla Fiera di Basilea. Niente da paragonare ai lavori migliori, però intanto c’è.

E c’è persino un SB dopo SB, dopo le condanne, dopo i servizi sociali, persino dopo il Covid e a lui oggi ci si appella come un garante della democrazia liberale, un padre della patria schierato a destra ma con giudizio, antipopulista, mai stato razzista, neppure demagogo a sto punto.

In questo dopo di MC e SB stupisce l’assenza di discepoli ed eredi, nessuno che abbia lo stesso talento neppur lontanamente paragonabile. MC resta a 60 anni l’artista italiano più importante anche se da dieci non fa quasi nulla, SB quello che ha cambiato la politica anche se da tempo lo dicono fuori dai giochi, gli altri l’hanno solo riportata indietro.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta