Senza mascherinaAnche la Germania ha i suoi negazionisti del covid

A Berlino, accanto ai militanti di estrema destra che sventolavano bandiere del Reich su cui si sono concentrati molti media italiani, c’erano ragazzi con la bandiera arcobaleno, vecchi hippies, antivaccinisti. Le proteste contro le misure attuate dal governo Merkel uniscono movimenti spesso antitetici tra loro

Afp

Così come successo in Italia questo weekend, anche in Germania le proteste contro le misure restrittive anti Covid-19 hanno visto unirsi in piazza anime molto diverse della società tedesca. 

A Berlino, accanto ai militanti di estrema destra che sventolavano bandiere del Reich su cui si sono concentrati molti media italiani, c’erano ragazzi con la bandiera arcobaleno, vecchi hippies, antivaccinisti, seguaci dell’omeopatia e manifestanti coi dreadlocks appartenenti alle frange più radicali dei movimenti a tutela dell’ambiente. Tamara K., ad esempio, una dei leaders della manifestazione, famosa per aver invitato ad «assaltare» il Bundestag, è una naturopata lontana dai movimenti neonazisti. 

Il fatto che queste categorie si siano trovate accomunate nella protesta contro il governo può sembrare una circostanza estemporanea, dettata solo dalla situazione contingente. Ma per quanto sia strano vedere nella stessa piazza movimenti che si sono spesso avversati, questa situazione nasce da alcuni tratti comuni, e del resto in certi settori della cultura tedesca i temi classici dell’estrema destra sono stati legati a una certa visione antimodernista e a una mistica del mondo naturale e del sapere scientifico. 

Già nel movimento völkisch, ad esempio, vero e proprio campo di coltura dell’estrema destra tedesca tra l’inizio del Novecento e il primo dopoguerra (al punto che nel Mein Kampf si legge che «le idee fondamentali del movimento nazionalsocialista sono völkisch e le idee völkisch sono nazionalsocialiste»), il nazionalismo e il razzismo si legano a una critica della modernità industriale e all’alienazione vissuta nelle realtà urbane, sfociando in una fascinazione romantica, quasi esoterica, verso uno stile di vita più naturale e legato alla terra. 

Nell’antroposofia di Rudolf Steiner, la critica alla democrazia e al liberalismo si accompagna a un rifiuto delle scienze del tempo in nome di una visione esoterica della natura (da cui nasce l’odierna agricoltura biodinamica, priva di fondamento scientifico). Nel nazismo stesso, la ricerca scientifica e il dominio della tecnica non impedivano ad alcuni esponenti del movimento di aderire al mito della provenienza degli ariani dalla leggendaria isola di Thule, o in alcuni casi di riscoprire le radici pagane dei germani in funzione anti cristiano-giudaica. 

Per quanto estrema destra, rifiuto della scienza e difesa dell’ambiente su basi misticheggianti non si implichino a vicenda, oggi in Germania queste categorie si trovano unite. Il rifiuto dei saperi e delle autorità ufficiali, il sospetto verso i media tradizionali e l’adesione a teorie del complotto accomunano le circa 83.000 persone scese in piazza contro le restrizioni.

In un’intervista del 2018 allo Ärtzliches Journal, la psicologa sociale Pia Lamberty ha evidenziato come alcuni studi mostrano legami fortissimi, in Germania, tra l’uso di medicina alternativa e l’adesione a teorie del complotto. È chiaro che non manca chi pone l’accento sul tema delle libertà individuali negate (in maniera analoga a quanto fanno alcuni settori della destra italiana), ma nelle proteste di Berlino l’aspetto complottista e la visione della pandemia come invenzione giocano un ruolo forte.

Attualmente, tuttavia, il consenso dell’opinione pubblica tedesca verso le manifestazioni sembra molto limitato: a inizio agosto, in un sondaggio dell’Istituto Forsa fatto a seguito delle prime proteste, il 91% degli intervistati si dichiarava contrario. Il risultato conferma i dati visti durante il lockdown, dato che a marzo secondo Infratest il 75% dei tedeschi approvava le misure varate dal governo, una percentuale che ad aprile scendeva all’58%, ma anche perché aumentava quella di coloro che desideravano misure più drastiche (15%, dal 9% di marzo). Inoltre, l’emergenza sanitaria ha visto aumentare la popolarità di figure come Markus Söder (governatore della Baviera il cui operato nella pandemia è stato molto apprezzato) o Jens Spahn (ministro della Salute).

All’interno del variegato movimento contro le misure del governo, è l’estrema destra a poter trarre i maggiori vantaggi dalle proteste. Non solo i movimenti neonazisti potranno tentare di sfruttare la situazione per raccogliere consenso presso gruppi finora estranei, ma grazie a una maggiore organizzazione potrebbero egemonizzare la rappresentanza del movimento. 

Lo stesso sindacato di polizia GdP ha denunciato di temere una radicalizzazione delle proteste proprio a causa del tentativo delle sigle neonaziste di porsi alla testa del movimento. Del resto, mentre gli altri gruppi non hanno una rappresentanza politica all’interno dello scenario tedesco, già in passato il partito di estrema destra Alternative für Deutschland aveva appoggiato le proteste contro le restrizioni, di fatto fornendo loro copertura politica. Nei prossimi mesi, su un eventuale allargamento del fronte anti-restrizioni peseranno molto il rinnovo di alcune misure a causa di una seconda ondata e lo sviluppo del vaccino. 

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