Il non-dibattitoTrump-Biden, com’è andato il primo duello tv a distanza della storia americana

Il presidente a Miami ha difeso teorie complottiste, ma incalzato da Savanna Guthrie, la anchor della Nbc, è apparso più di una volta poco pronto. Lo sfidante, in diretta sulla Abc da Philadelphia, è stato chiaro e più calmo ma ha riscosso meno audience

Afp

La town hall dello zio matto
È stato il primo non-dibattito della storia americana, l’unico in cui il presidente degli Stati Uniti ha fatto da controprogrammazione polemica. L’unico in cui ha difeso teorie complottiste. Stanotte Donald Trump ha detto di non sapere cos’è Qanon, la teoria secondo cui c’è una cabala satanica di vip e democratici che bevono il sangue dei bambini e Trump li combatte in segreto.

Poi ha detto che i seguaci di Qanon «sono fortemente contro la pedofilia». Per il resto, non ha detto se ha fatto un test per il Covid il giorno del primo dibattito con Joe Biden («non me lo ricordo, ero sempre molto  in forma»), e non ha detto a chi deve 421 milioni di dollari.

Moderatrice e pubblico erano stati scelti in base al buon carattere, o così si pensava. Savannah Guthrie è la conduttrice del Today Show la mattina; un’elettrice di nome Paulette ha detto a Trump «lei è così attraente quando sorride». Ma poi Guthrie ha fatto presente a Trump: «Lei non può ritwittare qualunque cosa come se fosse lo zio matto», e così via.

Alla fine, qualcuno si chiedeva se Biden debba inserire le town hall di Trump nel resoconto dei contributi elettorali. Anche se non si sa; di sicuro Trump, più che convincere gli incerti, ha cercato di motivare il suo pubblico, perché vada a votare.

Errori e vaccini
Intanto Biden ha aperto al vaccino obbligatorio, e all’obbligo di mascherina, e questo provocherà un putiferio. Per il resto, la sua town hall è stata normale, civile, evasiva ma non troppo. Biden ha detto che è stato «un errore» aver appoggiato il Crime Bill del 1994, decisivo per l’incarcerazione americana, ma soprattutto afroamericana, di massa.

Ha promesso di prendere posizione sul “court packing”, sull’idea di aggiungere altri giudici alla Corte Suprema per annullare la maggioranza conservatrice (i progressisti vorrebbero, lui era contrario ma ora chissà). Biden aveva un’aria vecchia e mite, è stato abbastanza noioso, e Trump si vanterà per giorni di avere avuto più audience.

Corona means Italy
«Barron Trump. Sapete, ha avuto, ha avuto il… Corona19. Il virus cinese. Ha 21 nomi diversi. Ma per me, corona vuol dire Italia. La Cina è la Cina». Come no.

Così ha detto Trump l’altra sera a Des Moines, e ci si è chiesti a cosa si riferisse. I romantici hanno detto che confonde il corona con Verona. Secondo altri è convinto che la birra messicana Corona sia italiana. I newyorkesi pensano sia una cosa rionale: Trump è di Queens, un quartiere di Queens si chiama Corona ed era storicamente abitato da italiani e poi da greci. Sono partiti dei meme su Corona, Italy, ovviamente.

Rupert, Donald e Slayer Pete
Fox News, come molte altre cose, è di Rupert Murdoch. Murdoch disprezza Trump ma lo ha appoggiato, creando un tremendo corto circuito elettori/spettatori-rete tv-Trump che ha fatto danni seri. Ma ora, secondo il Daily Beast, Murdoch pensa che Joe Biden stravincerà le elezioni. Pare abbia detto che «dopo tutto quel che è successo, la gente è pronta per Sleepy Joe», Joe il dormiglione, come lo chiama Trump, apprezzato per la tranquillità a causa di Trump

E Fox News, la rete che lo ha aiutato e ha governato con lui (anchorman come Sean Hannity e Tucker Carlson erano sempre al telefono col presidente; che ritwittava le notizie demenziali date dalle rete), si sta pian piano riposizionando (anche perché, se sconfitto, Trump potrebbe portarsi via i fans con una nuova tv).

Qualcuno quasi obietta sulle politiche trumpiane. E l’ospite onnipresente del momento è Pete Buttigieg, candidato alle primarie democratiche e ora surrogato di Biden in campagna elettorale, il più efficace in campo avverso. Lo chiamano Slayer Pete, Pete l’assassino: fa a pezzi le argomentazioni trumpiane con obiezioni che possono piacere ai conservatori, poi gli spiega – educatamente, è educatissimo – che per essere bravi patrioti americani bisogna votare Biden.

La campagna bloccata
Per la prima volta nella storia dei social network, l’account della campagna elettorale e la portavoce di un presidente in carica sono stati bloccati da Twitter. Per aver condiviso false accuse a Biden («un bugiardo» che «ha truffato il nostro Paese per anni») e notizie dubbie su Hunter Biden. Dopo il blocco, tutti gli altri account trumpiani protestavano contro il grave episodio di censura, e condividevano un video basato su un articolo del New York Post di cui si dubita.

Twitter aveva bloccato anche la portavoce di Trump, Kaleigh McEnany, sempre per notizie non si sa quanto vere su Hunter Biden e gli ucraini. «Twitter ha chiuso l’account personale dell’addetta stampa della Casa Bianca per aver dato notizie che non piacciono ai repubblicani», ha twittato l’account della campagna di Trump prima di essere chiuso (ora Twitter sta tentando di arginare le notizie false: Facebook sta cacciando negazionismi e QAnon, un po’ tardi).

Intervistato ieri mattina, Trump ha detto che non ne sapeva niente. Ma finirà tutto in una grossa causa, o forse neanche.

Sorpresa Texas
Forse sono i campi di concentramento al confine e i bambini nelle gabbie che portano a votare più ispanici del previsto. Forse sono i trasferiti dalla California e da New York che sono quasi tutti democratici. Comunque in Texas nei primi due giorni di voto anticipato sono stati battuti tutti i record di affluenza.

E di registrazione nelle liste elettorali: stavolta i texani iscritti a votare sono 16 milioni e 900 mila, e 300 mila sono arrivati nell’ultima settimana. E sembrano buone notizie per Biden. Nella democratica, multietnica e molto popolata Houston nei primi due giorni ha votato il 9 per cento degli elettori. Nella Travis County, dove c’è la capitale Austin, liberal a livelli da California del Nord, è ora iscritto a votare il 97 per cento degli aventi diritto.

Il governatore e l’amministrazione repubblicana continuano a fare del loro meglio per rendere disagevole il voto, ma c’è chi prova a credere nella Blue Wave. Anche Bernie Sanders, e twitta con l’impazienza che lo rende simpatico alla gente sbrigativa: «Se abbiamo un’affluenza alta in Texas e Joe Biden riceve quei 38 voti elettorali, vorrà dire che Biden sarà il prossimo presidente e potremo spegnere la televisione».

Florida Men
Un’organizzazione nonprofit democratica il Campaign Legal Center, ha presentato un ricorso alla Federal Election Commission, sostenendo che la campagna di Trump ha violato la legge. Parecchio.

Nel ricorso si legge la campagna ha occultato 170 milioni, spostandoli attraverso società create da Brad Parscale. L’ex campaign manager, arrestato il mese scorso a Fort Lauderdale per aver dato di matto, non dà notizie da giorni.

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