Il governicchioConte ripete gli stessi errori della prima ondata, il Pd per una volta si oppone

Il confronto politico e sanitario con la Germania è impietoso e questa volta il nostro puntero non è il Pablito del Bernabeu, ma Rocco del Grande Fratello, pronto già a dare la colpa agli italiani

AP/LaPresse
«La Germania ha avuto finora 1,3,milioni di casi e 21mila morti. Noi 1,8 milioni di casi e 64mila morti. In Germania la media giornaliera è ora di 25.7 casi e 0.5 morti per 100mila abitanti. In Italia 27.4 casi e 1.1 morti. In Germania nuove misure restrittive fino al 10 gennaio». Questo non è un tweet qualunque. È di Paolo Gentiloni, commissario europeo ed ex premier italiano.
Significa che l’Italia, questa volta, a differenza di memorabili confronti calcistici, con la Germania sta perdendo. Ma questa non è una partita di calcio, qui non ci aiutano Rivera e il carissimo Paolo Rossi, qui stiamo perdendo vite umane come nessuno in Europa.
Non è frequentissimo scrivere che il Pd ha ragione, eppure stavolta va fatto, ha detto a Giuseppe Conte di non allentare restrizioni (o presunte tali) nei giorni di festa. E già, Angela Merkel chiude tutto, noi riapriamo tutto, al di là di divieti a questo punto ridicoli. Colpa di noi cittadini o del governo?
Dilemma inutile: colpa di tutti e due. Colpa di un meccanismo tipicamente umano: la rimozione. Ci sono le Feste, possiamo concederci una passeggiata al centro, magari troviamo due cose da comprare, ci sono pure i super-saldi e così diamo due soldi a ’sti poveri commercianti… Eccoli, gli italiani brava gente, egoisti e altruisti allo stesso tempo, eccoli a saziare sé stessi e le famigliuole di regali di Natale mai così fuori contesto, nelle loro case Cupiello a far finta che sia festa e invece la guerra continua, centinaia di morti ogni giorno («Ma prima erano di più!», esulta l’italiano medio) e anche se ieri è cresciuto l’indice di contagio questa storia finirà, no?, e poi è Natale e poi Capodanno e poi la Befana, al resto ci penseremo dopo, il Governo ha detto che possiamo uscire e noi usciamo.
Ma mentre Merkel si conferma una statista e striglia i presidenti dei Länder ottenendone peraltro l’immediato consenso (lì non ci sono i Deluken e i Fontanen), da noi Giuseppe Conte, capo di un governicchio da fine legislatura, sfarinato e inconcludente, si è inventato un meccanismo fatto col Lego che si monta e si smonta a seconda della convenienza valutata con i parametri casaliniani del consenso effimero, e infatti aveva già deciso che in vista del Natale si sarebbe riaperto alla grande. O perlomeno questo è stato il mieloso messaggio che si è voluto insufflare nelle orecchie dei cittadini, roba utilissima per arraffare un po’ di voti nel momento politicamente più complicato, una dolce caramella fra un veleno di governo e l’altro, non esitando, cinicamente, a trattare gli italiani come ragazzini, ma sì andate a fare shopping: e quelli ci cascano, ovviamente, il governo ha istigato agli assembramenti.
Persa la partita dell’intelligenza con la Germania, nella classifica del malgoverno ecco che ora siamo primi in Europa per numero di morti. Un numero destinato a crescere molto. Sta accadendo esattamente come quest’estate, tutti al mare, e ne stiamo pagando le tragiche conseguenze: anche perché è ormai acclarato che abbiamo perso tempo prezioso.
In un ottimo articolo sul Corriere della Sera, Marco Imarisio ha riportato una frase di Carlo La Vecchia, docente di epidemiologia alla Statale di Milano, che ha calcolato in venti giorni il tempo perduto: «Dal 10 al 30 ottobre ogni indice suggeriva di correre ai ripari, ma abbiamo dovuto attendere il Dpcm del 4 novembre. Ottobre è stato come febbraio durante la prima ondata». Complimenti, avvocato.
E adesso che sappiamo come funziona stiamo ripetendo lo stesso errore, e tutti dicono che a gennaio sarà un’altra botta, la terza ondata, almeno questo affermano tutti gli scienziati normali, non certo – per capirci – quella signora Gismondo, apprezzata interlocutrice del negazionisti-complottisti-mezzi nazisti tedeschi che, come ha scoperto Tonia Mastrobuoni di Repubblica, in un’intervista ha messo in dubbio persino le bare di Bergamo, e non c’è uno straccio di Ordine professionale che la sbatta fuori (poi sembra si sia pentita: e certo, come si pentì a marzo dopo aver detto che questa è un’influenza…).
Allo stesso modo a febbraio prepariamoci a vederli, i nostri governanti tentare di far sentire in colpa gli italiani, colpevoli di shopping. Sempre ammesso e non concesso che a febbraio ci saranno ancora, loro.