Paziente zeroIl Regno Unito dà il via alla campagna vaccinale

Si chiama Margaret Keenan, ha 90 anni ed è la prima a ricevere il farmaco sviluppato da Pfizer nel quadro del programma voluto dal governo e che sarà, dicono le autorità, il più grande di sempre per il Paese. «Mi sento molto privilegiata», ha dichiarato

Cecilia Fabiano/LaPresse

Margaret Keenan, 91 anni la prossima settimana, è la prima paziente al mondo a ricevere il vaccino contro il Covid-19 prodotto da Pizer BioNtech. Con la donna, originaria dell’Irlanda del Nord ma residente in Inghilterra, è partita, oggi 8 dicembre, la campagna per la vaccinazione di massa nel Regno Unito. L’iniezione è stata fatta all’ospedale di Coventry.

«Mi sento così privilegiata ad essere la prima persona a venire vaccinata. È il miglior regalo di compleanno che potessi sperare di ricevere. Finalmente, non vedevo l’ora di passare del tempo con la mia famiglia e gli amici», ha dichiarato.

La donna, una gioielliera in pensione da quattro anni, ha una figlia, un figlio e quattro nipoti. «Il mio consiglio per tutti è: fatelo. Se posso farlo io a 90 anni, allora potete farlo anche voi». Tra 21 giorni dovrà fare un richiamo.

(Tra le curiosità, va segnalato che dopo la signora, il vaccino è stato somministrato anche a un uomo chiamato, per pura coincidenza, William Shakespeare)

Per la Gran Bretagna è un momento storico. Lo sottolinea anche Simon Stevens, a capo del servizio sanitario pubblico nazionale: «Questo è il primo passo della più grande campagna vaccinale che questo Paese abbia mai visto. Ci vorranno dei mesi per finire il lavoro, nel frattempo avremo a disposizione altre forniture. Ma non dobbiamo abbassare la guardia: è necessario rimanere vigili per tutte queste settimane e mesi che abbiamo davanti».

Il programma di vaccinazione comincia dai pazienti più anziani, 80 e oltre, che figurano come pazienti ambulatoriali. Dopo di loro ci sarà il personale delle case di cura, cui è richiesto di prenotare un appuntamento. Chi rinuncerà, lascerà spazio a tutti i lavoratori della sanità (medici e infermieri) che lavorano in situazioni ad alto rischio contagio.