Populismo in tournéeDe Magistris trasferisce Masaniello in Calabria (auguri ai calabresi)

Il sindaco di Napoli non lascerà l’incarico all’amministrazione cittadina, ma nel frattempo organizzerà una campagna elettorale non semplice in vista delle elezioni che dovrebbero tenersi a metà aprile, in una regione che 12 mesi fa aveva eletto Jole Santelli di Forza Italia. Forse saranno le elezioni più difficili della sua carriera: a differenza del 2011 stavolta non arriva da outsider e non ha un salvagente in caso di sconfitta

Roberto Monaldo/LaPresse

La candidatura di Luigi de Magistris alla Regione Calabria non è una sorpresa. La decisione era nell’aria da tempo e lui stesso aveva più volte aperto a questa possibilità. «Si tratta di un racconto che si legge sui giornali, il mio mandato termina la prossima estate e mi fa piacere che alcune persone abbiano lanciato questa suggestione», aveva detto in una trasmissione radiofonica di Radio Crc prima di Natale.

D’altronde negli ultimi dieci anni in cui è stato sindaco di Napoli de Magistris ha più volte ricordato il suo impegno per la Calabria all’inizio degli anni Duemila, il suo lavoro da procuratore della Repubblica a Catanzaro, che è anche luogo di nascita della moglie Maria Teresa Dolce e dove i due trascorrono spesso le vacanze estive.

La legge regionale calabrese non impone le dimissioni dalla carica di sindaco: de Magistris potrà rimanere a Palazzo San Giacomo fino al termine del mandato – che si concluderà verosimilmente entro la fine dell’estate. Nei giorni scorsi, a margine dell’ultimo rimpasto della sua amministrazione, aveva fatto sapere di essere ancora più vicino alla candidatura: «Sono molto vicino a sciogliere positivamente la riserva, se dovessi decidere per il sì si aprirà una fase di ascolto per vedere chi ci sta ad affrontare questa battaglia che sarà entusiasmante e che ci porterà alla vittoria». Ma aveva aggiunto che una sua candidatura sarebbe nata all’interno di una coalizione civica distante dagli schieramenti tradizionali.

Le elezioni regionali si terranno con buona probabilità il prossimo 11 aprile. Non c’è molto tempo per valutazioni e ripensamenti: già in giornata de Magistris sarà a Cosenza e Rende per alcuni incontri e l’organizzazione della campagna elettorale.

In caso di vittoria il sindaco di Napoli allungherebbe la sua striscia positiva di successi elettorali, che comprendono le due elezioni amministrative nel capoluogo campano – datate 2011 e 2016 – e quelle al Parlamento europeo del 2009.

De Magistris ha anche detto di notare «delle similitudini con ciò che accadde a Napoli 10 anni fa». Ma per lui le condizioni di partenza sono molto diverse: nel 2011 a Napoli vinse da outsider, era poco più che quarantenne e con la certezza di un posto da europarlamentare da conservare in caso di sconfitta. In questo caso sarebbe diverso.

Gli ultimi anni della sua amministrazione sono stati difficili: l’ultimo rimpasto della sua amministrazione è il dodicesimo da quando è in carica, e ancora la scorsa primavera qui a Linkiesta ci interrogavamo sul possibile futuro politico di un sindaco che in dieci anni ha dilapidato il suo consenso e non è riuscito a consegnare alla città di Napoli un’eredità politica stabile.

Più che un outsider, alle elezioni calabresi si affaccia come un politico che si gioca una grossa fetta del suo futuro, o quasi. E lo fa in una regione che appena un anno fa aveva votato al 55% Jole Santelli, esponente di Forza Italia. Se non altro è aiutato dal fatto che nell’ultimo anno, difficile per tutti, la Calabria è stata una delle regioni che ha sofferto di più la pandemia.

Paradossalmente però il pericolo maggiore dal punto di vista elettorale potrebbe arrivare dai partiti di governo, il Partito democratico e il Movimento 5 stelle da cui il sindaco di Napoli ha sempre preso le distanze negli ultimi anni. E appena qualche giorno fa i consiglieri comunali napoletani dei due partiti hanno espresso voto sfavorevole sul bilancio dell’amministrazione cittadina.

L’ex pm sembra molto vicino a un accordo con Carlo Tansi e le sue tre liste civiche – Tesoro Calabria, Calabria libera e Calabria Pulita. Tansi è un geologo del Cnr, ex capo della Protezione civile calabrese. Si era già candidato nel 2020 superando di poco il 7%. Da lui è già arrivato, nei giorni scorsi, un primo endorsement: «Ho sempre stimato de Magistris sin da quando, una quindicina di anni fa, si era schierato apertamente contro i poteri forti calabresi. Aveva messo mano su quella cupola affaristico-politico-mafiosa che muove i fili nella nostra terra. La stima si è consolidata vedendo l’operato da sindaco di Napoli. Ora viene qui in Calabria a proporre una sua idea di cambiamento, abbiamo le stesse idee sul rinnovamento dei vari territori. È chiaro che una nostra alleanza manderebbe a carte 48 tutta la resistenza di un Partito democratico che non vuole cambiare e puzza di muffa». A questo punto non è escluso un ticket politico con de Magistris presidente e Tansi suo vice.

C’è l’ipotesi di includere nel pacchetto anche Nicola Gratteri, il procuratore di Catanzaro che ha messo in scacco i rapporti tra mafia e politica con 350 arresti. Così come si parla anche di un possibile accordo con il Movimento 24 agosto – Equità territoriale presieduto dallo scrittore e meridionalista Pino Aprile: un primo cenno d’intesa in questa direzione è arrivato con una nota firmata da Massimo Mastruzzo, tra i componenti del direttivo nazionale del movimento: «Il lavoro fatto dall’ex magistrato Luigi de Magistris in Calabria è stato il solco che ha permesso a Gratteri di costruire il percorso che porterà la Calabria alla riEvoluzione».

La candidatura dell’attuale sindaco di Napoli sembra avere una base di consenso – almeno in potenza – già piuttosto solida. Che possa essere sufficiente per una vittoria, l’ennesimo successo elettorale, è ancora tutto da vedere.

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