Le riforme Đổi MớiIl sorprendente aumento della libertà economica in Vietnam

Negli ultimi 25 anni il Paese del sud-est asiatico ha scalato la classifica dell’Index of Economic Freedom basata su 184 Stati. Si distingue da esempi negativi, come Cuba e Venezuela, per le sue basse tasse, le finanze pubbliche sane e la spesa pubblica moderata

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L’Index of Economic Freedom utilizza 12 indicatori per misurare la libertà economica di ciascuno dei 184 paesi analizzati. I paesi che si classificano in cima all’Index sono Singapore, Nuova Zelanda, Australia e Svizzera, mentre Cuba, Venezuela e Corea del Nord occupano gli ultimi posti. Il punteggio più alto realizzato è 89,7 (Singapore), il più basso è 5,2 (Corea del Nord). Il punteggio fatto realizzare dal Vietnam nell’ultima edizione dell’Index è 61,7, con un aumento di 2,9 punti rispetto all’anno precedente. Questo punteggio mette il Vietnam nella categoria dei paesi “moderatamente liberi” per la prima volta da quando esiste questa classifica.

Il Vietnam ha avuto un successo straordinario
Il fatto che il Vietnam si collochi al 90° posto su 184 paesi può non sembrare di per sé così sensazionale. Ma quando si valutano le prospettive economiche di un paese, non è così importante dove il paese si trova attualmente nella classifica, ma come la sua posizione è cambiata nel tempo – se il suo livello di libertà economica è aumentato o diminuito. E in questo senso, il Vietnam ha avuto un successo straordinario. Quando l’Heritage Foundation ha pubblicato il suo primo Index nel 1995, il Vietnam ha ottenuto 41,7 punti. Nel 2005, il suo punteggio era salito a 48,1, e nel 2010 è salito ulteriormente a 49,8. La cosa notevole è l’enorme aumento della libertà economica dal 2015, quando il Vietnam ha ottenuto un punteggio di 51,7. Da allora, il Vietnam ha aggiunto altri 10 punti per raggiungere oggi 61,7 – un aumento di 20 punti dal 1995! 

In confronto, gli Stati Uniti hanno ottenuto 76,7 nel 1995 e sono scivolati leggermente indietro a 74,8 nel 2021. L’Italia e la Francia non hanno fatto praticamente nessun progresso nella libertà economica in 25 anni, segnando rispettivamente 61,2 e 64,4 nel 1995 e 64,9 e 65,7 oggi.

Ci sono solo cinque paesi al mondo che sono riusciti a eguagliare o addirittura a battere i miglioramenti nella libertà economica del Vietnam negli ultimi 25 anni, ma si tratta di paesi che hanno dimensioni diverse rispetto al Vietnam. Questi cinque sono Moldavia, Bulgaria, Bielorussia, Romania e Angola.

Il Venezuela come esempio negativo
Mentre un aumento della libertà economica equivale a crescita economica e a un più alto standard di vita – come conferma l’esempio del Vietnam – una diminuzione della libertà economica porta al declino della qualità della vita. 

Questo è evidente nel caso del Venezuela. Mentre il Vietnam si sta progressivamente evolvendo da un’economia pianificata a un’economia di mercato, il Venezuela si è mosso nella direzione opposta – da un’economia di mercato a un’economia pianificata centralmente. Nel 1995, l’Index of Economic Freedom ha assegnato al Venezuela un punteggio di 59,8. Poco dopo, nel 1999, Hugo Chavéz è salito al potere e ha lanciato il suo “Socialismo del XXI secolo”. Si è così imbarcato in un programma di nazionalizzazioni e controllo dei prezzi, riducendo sempre più la libertà economica. Il risultato? Nella classifica della Heritage Foundation del 2021, il Venezuela ottiene un misero 24,7. 

Questo significa che nello stesso periodo in cui il punteggio del Vietnam è aumentato di 20 punti, quello del Venezuela è sceso di quasi 36 punti! E mentre lo standard di vita in Vietnam è migliorato sensibilmente negli ultimi 25 anni, è sceso drammaticamente per il popolo venezuelano, dove il tasso di inflazione è più alto che in qualsiasi altra parte del mondo, un numero enorme di persone soffre la fame e più del 10% della popolazione è già fuggita dal paese.

L’ascesa economica del Vietnam è iniziata nel 1986 con il lancio delle cosiddette riforme “Đổi Mới” (Rinnovamento), che hanno fatto passare il Vietnam da un’economia pianificata centralmente a una più orientata al mercato. Il Pil del Vietnam è cresciuto in media del 6,7% all’anno tra il 1995 e il 2020. Anche il rapporto tra spesa pubblica e PIL è significativamente più basso che nella maggior parte dei paesi occidentali. Negli Stati Uniti, per esempio, la spesa pubblica ammontava al 35,7% del PIL nel 2019, contro appena il 29,1% del Vietnam nello stesso anno. 

È tempo di rafforzare lo stato di diritto
L’Index utilizza 12 indicatori suddivisi in quattro categorie. Il Vietnam ottiene punteggi particolarmente positivi per “Spesa pubblica”, “Pressione fiscale”, “Conti pubblici”, “Libertà commerciale” e “Libertà monetaria”. Il Vietnam moderno si distingue per le sue basse tasse, le finanze pubbliche sane e la spesa pubblica moderata. Al contrario, i suoi punteggi per “Integrità della pubblica amministrazione”, “Efficacia della giustizia” e “Libertà di investimento” rimangono relativamente bassi. La corruzione in particolare rimane un problema. 

La strada da seguire per il Vietnam sembra essere tracciata: ha bisogno di mantenere la stessa rotta verso una maggiore libertà di mercato e un minor intervento statale, allo stesso tempo deve però combattere la corruzione e rafforzare lo stato di diritto.

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