Corona EconomyUn po’ di ottimismo sul futuro del lavoro, tra nuovi sostegni e Recovery Plan

Nella newsletter di questa settimana: le previsioni dell’Economist sulla nuova età dell’oro dell’occupazione, l’esecutivo italiano impegnato tra Def, scostamento di bilancio, ristori e Pnrr. Ma anche il dossier Alitalia da chiudere in fretta e la scadenza dei permessi di soggiorno per gli extracomunitari. Mentre Bezos vorrebbe monitorare le fasce muscolari usate dai magazzinieri per fare il calendario dei turni. Il tutto anche in podcast

(Pixabay)

UN PO’ DI OTTIMISMO SUL FUTURO DEL LAVORO
Mettiamo da parte, per un attimo, il milione di posti di lavoro persi in Italia nell’ultimo anno. Mettiamo da parte le previsioni catastrofiche su quello che ci aspetta, tra una crescita economica che – soprattutto in Europa – arranca e il blocco dei licenziamenti che sta per finire. E proviamo, per un attimo, a essere ottimisti sul futuro del lavoro. E a immaginare una nuova età dell’oro, come ha fatto l’Economist.

  • Vengo in pace Potrebbe sembrare prematuro prevedere un mondo del lavoro meraviglioso nel mezzo di una catastrofe economica, scrivono. Ma gli Stati Uniti, ad esempio, stanno già dimostrando come i posti di lavoro possano tornare a crescere man mano che il virus si allontana. E soprattutto è cambiato l’atteggiamento di istituzioni politiche e finanziarie, che si stanno rivelando più amichevoli con i lavoratori di quanto non lo siano state negli ultimi decenni. Le banche centrali guardano sempre più ai livelli di occupazione e sempre meno a quelli dell’inflazione. L’austero Fondo monetario internazionale a inizio aprile ha lanciato addirittura l’idea di una tassa di solidarietà una tantum sui ricchi e le aziende. E in una lettera agli azionisti, Jamie Dimon, capo di JP Morgan, ha chiesto salari più alti. Cosa interessante: non si riferiva agli amministratori delegati.
  • Anticorpi È come se la pandemia avesse indicato al mercato del lavoro gli anticorpi per essere più forte di prima. In Italia sono venute fuori le gradi disuguaglianze messe per anni sotto al tappeto. Si parla di una nuova massiccia campagna di assunzioni nella pubblica amministrazione. Si ipotizza la revisione definitiva del decreto dignità e l’avvio di una nuova fase di concertazione con sindacati e imprese. Le sigle sindacali si sono aperte a modalità di lavoro inimmaginabili prima del Covid. E gli imprenditori si sono accorti di quanto conti il capitale umano nel lavoro quotidiano. E soprattutto è emersa con forza la necessità di una riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro.

Spinta smart C’è poi l’accelerazione tecnologica. Quest’anno molte aziende, costrette dal lavoro a distanza, hanno speso di più in investimenti tecnologici e formazione del personale. Persino i più pessimisti ora si aspettano che questa raffica di investimenti determini una crescita della produttività più rapida, e quindi salari più alti.

To do list Cosa dovranno fare ora i governi?

  • Puntare ad aumentare la qualità del lavoro incentivando la produttività, risponde l’Economist, senza concentrarsi sulla sola protezione dei posti di lavoro. Il primo passo dovrà essere ridefinire i diritti dei lavoratori in un’era in cui la flessibilità è destinata ad aumentare. Si prospetta quella che dal Mit chiamano l’era del lavoro senza posti di lavoro. Il modello della gig economy, con il lavoro per mansioni affidato a risorse esterne non dipendenti, sarà sempre più diffuso. Ecco perché i governi dovrebbero preoccuparsi di fornire una rete di sicurezza universale, al di là della tipologia di contratto. E se lo faranno, i lavoratori godranno anche di maggiore potere contrattuale.
  • Senza dimenticare la formazione. La produttività può aumentare anche ampliando l’accesso alle opportunità e combattendo la polarizzazione del mercato tra persone altamente qualificate e persone scarsamente qualificate. Quindi occorre garantire accesso all’istruzione e opportunità di riqualificazione per reimpiegare i lavoratori nei settori in cui aumenterà la domanda di lavoro.

Ricostruiamoci Vista così, siamo già un po’ meno pessimisti insomma. Sembra un’operazione spericolata. Ma con il debito pubblico italiano più alto di quello del primo dopoguerra, qui c’è solo da ricostruire. Molto dipenderà, ovviamente, dalla classe dirigente che gestirà tutto questo.

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ASCOLTA IL PODCAST

 

PAZIENTE ITALIANO
Sostegni… Al via oggi nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato le audizioni sul Documento di economia e finanza (Def). Il ministro dell’Economia Daniele Franco sarà ascoltato domani 20 aprile. La scorsa settimana il governo ha anche approvato l’ulteriore scostamento di bilancio che libererà 40 miliardi per finanziare il decreto sostegni bis. Per l’approvazione della Relazione al Parlamento è necessaria la maggioranza assoluta: il documento è atteso il 22 aprile alle Camere.

  • Dopodiché l’esecutivo approverà il nuovo decreto sostegni. Draghi, annunciando le nuove aperture del 26 aprile, ha già anticipato che saranno coperti i costi fissi, ipotizzando che oltre alla perdita di fatturato si terrà conto anche della diminuzione del margine operativo lordo. Cosa che però potrebbe richiedere più tempo nell’erogazione dei ristori. Si parla anche di un piano da 1 miliardo per le assunzioni. E verranno prorogate a dopo l’estate le regole semplificate per lo smart working.

… E Recovery Questa è anche l’ultima settimana di lavoro per il governo sul Recovery Plan prima della presentazione a Bruxelles prevista entro il 30 aprile. Il sottosegretario Enzo Amendola oggi smentisce ogni ritardo, sollecitando i partiti a mettere da parte i tweet e a lavorare sulle riforme. Un gruppo di tecnici starebbe già progettando una legge per allargare la concorrenza. Il piano sarà approvato in consiglio dei ministri, poi Draghi lo illustrerà alle Camere il 26 e 27 aprile. Prima però il premier finisce oggi il giro di consultazione con i partiti e domani vede le parti sociali. E si dovrà poi sciogliere il nodo della governance con il varo di un decreto per la composizione di un organismo di supervisione.

Fact checking Il governo ha varato anche il piano per le grandi opere, con la nomina di 29 commissari per 57 cantieri che valgono 83 miliardi. Il ministro Giovannini ha detto che per controllare i lavori ci sarà un cronoprogramma online con l’indicazione dell’inizio e fine progetti.

Buone notizie L’Inps è intervenuta sulla questione della cassa integrazione prevista dal decreto sostegni 1. Le ulteriori 13 settimane risultavano fruibili dal 1 aprile e 6 milioni di lavoratori avrebbero perso fino a 280 euro. Il buco ora sarà coperto con una apposita circolare.

Portafoglio Oggi parte la terza emissione del Btp Futura, fino al 23 aprile. Il Tesoro ha fissato le cedole minime garantite.

 

DOSSIER CALDI
Sos Alitalia C’è da chiudere la vicenda Alitalia con l’Europa per permettere alla nuova compagnia Ita di decollare in vista della prossima stagione estiva. Martedì i commissari saranno sentiti dalle commissione Attività produttive e trasporti della Camera. Giorgetti ha fatto sapere che sta lavorando anche a piani alternativi se la trattativa dovesse andar male. Intanto si profila la condanna per aiuti di Stato relativa ai prestiti ponte erogati nel 2017 e 2019. E i lavoratori in esubero sperano nel passaggio in Fs.

Patto d’acciaio Dopo settimane di incertezze, Invitalia ha sottoscritto l’aumento di capitale da 400 milioni per l’ex Ilva, che porta il socio pubblico a controllare il 38% delle quote e il 50% dei diritti di voto. Si torna all’acciaio di Stato con la nascita di “Acciaierie d’Italia”. Ma l’assemblea e il primo cda sono già saltati e rinviati a data da destinarsi per una lite sul bilancio 2020.

Annunci di lavoro Il ministero dello Sviluppo economico intanto cerca un coordinatore per la gestione dei tavoli di crisi aziendale, a capo della struttura dedicata appena creata per decreto. La domanda va inviata entro il 20 aprile. Compenso lordo annuale: 150mila euro.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Braccia da lavoro A fine aprile scade l’ultima proroga per il rinnovo dei permessi di soggiorno ai lavoratori extracomunitari. E molte aziende, soprattutto nel settore agricolo, rischiano di rimanere senza operai. L’allarme arriva dalla Sicilia, dove si parla di 100mila posti a rischio, ma l’emergenza accomuna tutta Italia.

Maglia nera Secondo i dati Eurostat, la pandemia ha fatto perdere all’Italia 39,3 miliardi di euro di salari. Un calo di quasi il 7,5%, il maggiore nell’Unione europea, che registra un calo medio dell’1,9%.

Senza orari A maggio parte il “For Working” nella multinazionale del chimico Sasol di Milano. “For” sta per “flessibilità, obiettivo, risultati”. Non è smart working, ma una nuova modalità di lavoro senza luoghi, tempi e reperibilità, regolata da un accordo firmato lo scorso luglio da Federchimica e Farmindustria.

  • Arriva intanto il diritto alla disconnessione per chi è in smart working. Le commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera hanno approvato un emedamento ad hoc al decreto Covid.

Nuovo welfare? Nella sua ultima lettera da ceo di Amazon, Jeff Bezos propone di usare l’algoritmo per permettere una rotazione dei lavoratori nelle diverse mansioni dei magazzini in base ai gruppi muscolari che usano, in modo da ridurre i movimenti ripetitivi ed eventuali infortuni.

 

AGENDA Partono oggi le audizioni sul Def in Parlamento: domani è il turno del ministro Franco. Sempre domani i commissari di Alitalia vengono sentiti in commissione alla Camera. E il premier Draghi incontra le parti sociali sul Recovery Plan. Giovedì 22 aprile si votano Def e scostamento in Parlamento. Venerdì 23 aprile S&P deciderà sul rating dell’Italia.

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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