Tigre di cartaPerché il successo economico della Cina non dipende dallo Stato

I sostenitori del modello cinese si sbagliano nell’affermare che l’economia del Paese è cresciuta in maniera esponenziale grazie all’intervento statale. Sono le privatizzazioni e il libero scambio le forze trainanti dell’incredibile sviluppo economico

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Weiying Zhang, professore di economia all’Università di Pechino, contesta l’idea che lo straordinario successo economico della Cina sia il risultato della forte influenza esercitata dallo Stato. Questo fraintendimento è comune in Occidente, ma è sempre più diffuso anche in Cina, dove alcuni politici e accademici credono che la spiegazione del successo del paese risieda in un particolare modello cinese. «I sostenitori del modello cinese si sbagliano perché confondono “nonostante” con “grazie a”. La Cina è cresciuta velocemente non per mezzo dello Stato, ma nonostante il governo illimitato e il grande settore statale inefficiente», spiega Zhang nel suo articolo, ”The China model view is factually false”.

Infatti, privatizzazioni e libero scambio sono le forze trainanti della incredibile crescita economica della Cina. Zhang ha analizzato i dati di diverse regioni della Cina e ha concluso che «più una provincia aveva adottato riforme orientate al mercato, maggiore era la crescita economica che aveva raggiunto, e quelle province che si sono attardate nelle riforme economiche sono anche quelle più in ritardo nella crescita economica». Le regioni in cui sono state attuate le riforme orientate al mercato più consistenti, cioè Guangdong, Zhejiang, Fujian e Jiangsu, sono anche quelle che hanno avuto la maggiore crescita economica.

Un’intuizione chiave è che «la migliore misura del progresso delle riforme è la variazione dei punteggi di “mercatizzazione” nei periodi interessati, piuttosto che i punteggi assoluti di un anno particolare». Il tasso di crescita è più alto dove le imprese private e quelle estere giocano un ruolo decisivo. I dati mostrano che «le province le cui economie sono più “privatizzate” probabilmente crescono più velocemente. Sono i settori non statali, piuttosto che il settore statale, che hanno determinato l’elevata crescita».

Il processo di riforma in Cina negli ultimi decenni non è mai stato uniforme, e non è mai andato in una sola direzione. Ci sono state fasi in cui le forze del mercato hanno rapidamente guadagnato terreno, ma ci sono state anche fasi in cui il ruolo dello Stato è aumentato di nuovo. Anche se, nel lungo periodo, la tendenza prevalente è stata “Stato-fuori-e-privato-dentro” (guo tui min jin), ci sono sempre stati anche periodi e regioni in cui è avvenuto il contrario, cioè “Stato-dentro-e-privato-fuori” (guo jin min tui). Zhang ha esaminato i diversi tassi di crescita nelle regioni “Stato-fuori-e-privato-dentro” e li ha confrontati con le regioni “Stato-dentro-e-privato-fuori”. Ancora una volta, il risultato è chiaro: il Pil è cresciuto più velocemente nelle regioni della prima categoria. Questo, secondo Zhang, dimostra «che la rapida crescita della Cina degli ultimi quattro decenni è stata guidata dalla forza del mercato e dei settori non statali, piuttosto che dal potere del governo e del settore statale, come sostenuto dai teorici del modello cinese».

Il ritmo dell’innovazione è cruciale per lo sviluppo dell’economia cinese. Un’analisi dell’intensità della “ricerca e sviluppo” nell’industria, dei brevetti pro capite e della percentuale di vendite di nuovi prodotti sul totale delle entrate di natura industriale, conferma chiaramente che tutte queste cifre chiave per l’innovazione sono positivamente correlate statisticamente con il grado di apertura al mercato. 

Ho incontrato Weiying Zhang a Pechino, e durante la nostra conversazione ha sottolineato che, secondo lui, il malinteso sulle ragioni della crescita della Cina è un grande problema. Questo è vero non solo per la Cina, ma anche per l’Occidente. Se la gente in Occidente ha l’idea sbagliata che la ragione del successo della Cina risieda in una “terza via” esclusivamente cinese tra capitalismo e socialismo o in un “capitalismo di Stato”, questo porterà i politici e gli economisti in Occidente a trarre conclusioni completamente sbagliate. I sostenitori del big government in Europa e negli Stati Uniti vogliono convincerci che il successo economico della Cina confermi l’importanza di uno Stato forte per la crescita economica. Le analisi di Weiying Zhang dimostrano che è vero esattamente il contrario.

Rainer Zitelmann è l’autore di “La forza del capitalismo” (IBL Libri, 2020), in cui analizza dettagliatamente le ragioni del successo economico della Cina

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