Non solo coniglioConoscere Ischia in 10 mosse

Gli hotel più belli dove dormire (e non solo), le visite in cantina e le spiagge da non perdere: mappa del piacere per conoscere l’Isola Verde. Perché l’estate non è finita finché non decidiamo di tornare a casa

La cosa più difficile da fare in vacanza è seguire i consigli di chi è già stato nella meta da raggiungere. I desideri si accavallano. I piacevolissimi imprevisti – una spiaggia scoperta per caso o il gelato che non ti aspetti nel baretto lungo la strada – sconvolgono i più rigidi programmi. La stanchezza o anche solo la voglia di rilassarsi fanno tirare il freno a mano e dire: «Vabbe’, questa cattedrale la salto». Il 2021 si riconferma l’anno della riscoperta dell’Italia. Gli italiani hanno scelto di rimanere per lo più entro i confini, prendendo d’assalto grandi classici del turismo come la Puglia e la Sicilia. Ma come dimostra la scelta fatta da Chiara Ferragni e clan, il 2021 è stato anche l’anno di Ischia. Diventata famosa negli anni Sessanta come meta di turismo termale, ma soprattutto d’élite, quest’anno si è riscoperta ricca di attrattiva e incredibilmente accessibile. Ecco i nostri consigli: sentitevi liberi di seguirli.
Dove dormire
La magia di Ischia inizia dagli alloggi. La scelta dell’hotel o b&b è naturalmente condizionata dal budget, ma tante cose sono cambiate e – anche per brevi soggiorni – istituzioni come il Regina Isabella sono diventate un po’ più accessibili. L’unico cinque stelle lusso di Ischia resta un’esperienza indimenticabile anche solo da visitare. Chiedete ai concierge di fare un piccolo giro nelle sale al piano terra, ne resterete incantati.


Per la sua prima serata a Ischia, Chiara Ferragni ha puntato sul Mezzatorre Hotel & Thermal Spa, dove si respirano ancora le atmosfere dei grandi fasti turistici alimentati da personalità come Jacqueline Kennedy, frequente visitatrice dell’Isola. Per salvarla, la villa fu prima di proprietà del barone Fassini e poi, negli anni Cinquanta, del regista Luchino Visconti. Ora è passata in mano al comune, mentre l’hotel è gestito dal Gruppo Pellicano. Un’altra location suggestiva è quella dell’Albergo il Monastero. Situato sul Castello Aragonese, a Ischia Ponte, l’albergo nasce sulle ceneri di un convento delle Clarisse, costruito alla fine del XVI secolo. È stato restaurato e dotato di nuovi servizi, senza però alterare il fascino storico degli ambienti monacali. A proposito di fascino, uno dei tratti comuni di molte sistemazioni ischitane è quelle di aver ceduto pochissimo al design contemporaneo. Molti alberghi, come il graziosissimo Hotel Ideal, mantengono inalterati spazi comune e camere con vista mozzafiato sul mare di Forio e i suoi incredibili tramonti, ma anche sul maestoso Monte Epomeo. Su tutto domina la gentilezza e disponibilità del personale, pronto a soddisfare ogni curiosità e a supportare il turista che non ha la più pallida idea di come iniziare a innamorarsi dell’isola.


I Giardini
Moltissimi hotel sull’isola hanno attorno giardini lussureggianti, vere e proprie giungle curatissime, che rimettono in pace l’animo con l’elemento vegetale. Sarà il clima, sarà l’antica vocazione agricola dell’isola, ma a Ischia sorgono alcuni dei giardini più belli d’Italia. Tra questi ne segnaliamo due di particolare importanza: i Giardini La Mortella e i Giardini Ravino. «La realizzazione di un giardino è la più alta espressione delle ambizioni umane, la tensione verso un’utopia alla quale viene assegnato uno spazio territoriale concreto». Era questo, in sintesi, il pensiero di Giuseppe D’Ambra, creatore dei Giardini Ravino. Grande appassionato di succulente, durante la sua esperienza in marina ha incontrato i saguaro del deserto dell’Arizona. Fu amore a prima vista, tanto che negli anni portò a casa semi e talee da ogni suo viaggio. Aprire il suo giardino botanico è stato un sogno divenuto realtà: qui è possibile ammirare una collezione unica in Europa. Ma ancora più seducente è la storia dei Giardini La Mortella. I motivi sono due. Qui è possibile ammirare una grande varietà di piante (non solo succulente), orchidee, ninfeee grandi alberi. Ma, cosa più importante, l’intero giardino è un monumento alla vita di Susana e William Walton. Il loro amore è stata la linfa vitale di questo progetto diventato oggi un giardino che ha qualcosa da raccontare in ogni stagione. Per non interrompere la loro presenza sull’isola (stabile dal 1949) e il loro legame, le loro ceneri sono ancora custodite nel giardino.

Sul Monte Epomeo
Siamo su un’isola, eppure la terra qui è più presente che mai. Circa 55.000 anni fa Ischia non c’era: un’eruzione svuotò la gigantesca camera magmatica presente sotto la superficie che conosciamo oggi. Il coperchio della camera magmatica sprofondò e la conca che si creò nella crosta terrestre, chiamata “Caldera”, corrisponde a ciò che oggi chiamiamo Ischia. In seguito all’innalzamento del livello del mare, l’isola fu sommersa per svariati anni. Questo ha fatto sì che la roccia originaria, in seguito a trasformazioni chimiche, si sia tramutata in tufo verde. Ma del nuovo magma ha alimentato la vecchia camera magmatica e pian piano il coperchio di questa sacca ha iniziato a sollevarsi dal mare, facendo emergere l’isola. Questo innalzamento ha dato vita al Monte Epomeo, che oggi si staglia fino a 789 metri sul livello del mare. Ora il vulcano riposa, dando segni di vita attraverso le fumarole, attive in acqua, in diversi punti dell’isola, e alle famose sorgenti idrotermali per cui Ischia è famosa. Scalare il Monte Epomeo è una delle esperienze più emozionanti da fare durante un soggiorno a Ischia. Si può scegliere di partire da un parcheggio vicino alla cima, in località Serrara-Fontana, oppure di seguire percorsi più articolati (in quel caso meglio affidarsi a guide esperte come Marianna Polverino). Raggiunta la sommità dell’Epomeo, Ischia sarà ai vostri piedi: bellissima, selvaggia, pronta a riempirvi gli occhi. Per chi al cibo non rinuncia nemmeno quando fa sport, una volta in cima, non va saltata la tappa enogastronomica alla Grotta Da Fiore. “La Grotta”, ricavata a mano da un blocco tufaceo, nasce nel 1965 dalla mano di Trofa Orlando Fiore e Nocera Maria. Nel corso degli anni, grazie anche alla dedizione delle due figlie, Teresa e Fiorella, si è provveduto a renderlo più confortevole per tutti gli avventori che vi giungono. Affacciati su una commovente terrazza panoramica, è possibile gustare da formaggio di capra al prelibato coniglio di fossa. Consigliatissima la sosta post-scalata per integrare le calorie perdute con una buona omelette o per contemplare lo spettacolo più bello e atteso dell’Isola: il tramonto.

 

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Il piacere delle terme
I benefici delle acque termali sono noti dai tempi degli antichi greci. A Ischia i parchi termali sono dei veri e propri luoghi di pellegrinaggio. Prima appannaggio della classe nobiliare, dal XVII secolo divennero accessibili a tutta la popolazione, anche ai più poveri, grazie all’attività filantropica di alcuni nobili locali. È così che vennero costruiti i primi edifici termali, dando il via ad un progetto di costruzione dedicato agli stabilimenti durato fino al Novecento. Negli anni Sessanta, Ischia è diventata un punto di riferimento per il turismo termale di tutta Europa. Il parco termale più famoso è quello dei Giardini Poseidon, a Citara, che vanta 20 piscine, 3 delle quali di acqua marina, le cui acque termali variano per temperatura dai 28 ai 40 gradi. Si aggiungono la grotta di vapore, la zona in cui alternare bagni freddi e caldi, una zona dedicata alle gambe e agli esercizi vascolari, una Spa, tre ristoranti e moltissimi metri quadrati di spiaggia. Ma l’esperienza più bella la si fa passeggiando per le terrazze, circondate da una flora rigogliosa, curata nei minimi dettagli. Il Parco termale del Negombo, a Lacco Ameno, si affaccia sulla baia di San Montano. All’interno ci sono diversi percorsi che alternano cascate a varia temperatura, doccioni termali, una grotta di tufo con acqua a 12 gradi dedicata ai problemi di cervicale, e il percorso Maya dedicato alla tecnica Kneipp per la riattivazione della circolazione. Tra i più suggestivi punti termali dell’isola c’è quello delle Terme di Cavascura. Splendenti al tempo dell’impero romano, la loro storia è più viva che mai ancora oggi. Grotte, cascate e getti di acqua bollente, il tutto scavato nella roccia millenaria, costituiscono l’ambiente in cui fare rilassanti passeggiate e bagni curativi.


Tutti al mare: le spiagge più belle di Ischia
Inutile girarci intorno: le spiagge più belle dell’isola sono a Forio. Da quella di Citara, con tratti liberi e lidi attrezzati, tra cui quello collegato al Poseidon, fino a San Francesco e la centralissima Spiaggia della Chiaia, è possibile fare il bagno contando su comoda sabbia, raggiungibile anche senza l’aiuto dell’auto. Scendendo, s’incontra il bellissimo borgo di Sant’Angelo: le spiagge si rimpiccioliscono, ma cresce la bellezza. Qui è possibile bagnarsi alle Fumarole, tratto di costa in corrispondenza con una delle falde termali più calde dell’isola. In quest’area il sottosuolo emana una grande energia termica che produce nuvole di vapore nell’ambiente esterno e bolle di gas nel mare alla temperatura di 100°C, osservabili con maschera da sub a pochi metri dalla riva o addirittura, avvicinandosi, agli scogli bianchi posizionati sulla sabbia bollente, passeggiando a distanza di sicurezza. A poca distanza, nel comune di Barano, troviamo la Spiaggia dei Maronti. Lunga circa 3 chilometri, il suo nome deriva dal greco e fu tradotto poi in latino con il termine “quatior” che significa “spiaggia tranquilla”. Questo tratto di Ischia fu un gentile regalo della dinastia Aragonese, nella persona di Federico che, memore dei servigi e delle fedeltà del popolo ischitano mostrati verso il nipote Ferdinando, volle che il popolo ischitano diventasse proprietario dei promontori, delle spiagge e del mare per mezzo miglio attorno alla costa, ricavandone il popolo, tramite i fitti, benefici economici. Circondata da maestose colline, le cui rupi a picco sul mare nascondono l’entrate delle cave, è possibile scovare potenti sorgenti di acque termali. A proposito di terme e getti d’acqua potenti, da non perdere il bagno di notte nella baia di Sorgeto. Per gli amanti dei paesaggi verdeggianti, da non perdere la piccola e deliziosa spiaggia di San Martano, a Lacco Ameno: qui si può fare il bagno in uno specchio d’acqua cristallino, circondato da due braccia montuose ricoperte di boschi. Poco conosciuta, ma incredibilmente suggestiva, un’ultima nota la merita la Spiaggia di Cartaromana. Per arrivarci si può percorrere uno stretto sentiero o prenotando un taxi boat da Ischia Ponte. Lo specchio d’acqua della baia è oggetto di una scrupolosa attività di ricerca subacquea per riportare alla luce quanti più reperti della piccola colonia romana di Aenaria, fondata nel I secolo a. C.

Eventi da non perdere
Ischia è anche il luogo ideale dove coltivare l’amore per la musica. Complice la carriera da musicista di William Walton, i Giardini La Mortella offrono un ricco programma concertistico, organizzato sfruttando anche la bellissima terrazza con sguardo su Forio e le sue coste. Dal 4 settembre si ricomincia con la Stagione concertistica autunnale, con artisti del calibro di Yuanfan Yang, il Trio Eidos, Lavina Bertulli. Per gli appassionati di enogastronomia l’appuntamento da non perdere è alle porte: dal 20 al 30 settembre 2021 si terrà Andar per Cantine. Tra trekking in vigna – e con certe pendenze, la parola trekking appare persino riduttiva – passeggiate e degustazioni, si potrà scoprire la vera natura dell’isola: quella contadina. Questa è un’occasione unica per incontrare i produttori storici e i numerosi, piccoli vignaioli locali, che custodiscono i vitigni autoctoni dell’isola: il Biancolella, il Forastera e il Per’e Palummo. Alla sua tredicesima edizione, l’iniziativa propone una serie di itinerari in simultanea – a piedi o in bicicletta – che combinano scoperta del territorio, escursionismo e degustazioni: ogni itinerario offre tre tappe enogastronomiche in altrettante cantine.
I vini dell’isola
Il Biancolella, il Forastera e il Per’e Palummo sono i tre vitigni autoctoni che fanno la storia della Doc Ischia. All’interno di questa denominazione troviamo i vini Ischia Bianco, anche Superiore e Spumante, Ischia Rosso, Ischia Forastera, Ischia Biancolella, Ischia Piedirosso o Per’ e Palummo, anche Passito. L’area della Doc Ischia coincide con l’estensione dell’Isola. Il rilievo più elevato è rappresentato dal monte Epomeo. La viticoltura ad Ischia ha origini millenarie. Numerosi scavi archeologici hanno messo in luce una lunga tradizione storica legata alla produzione vitivinicola, su cui per molti anni si è basata l’intera economia dell’isola. L’isola vanta numerose cantine attive e impegnate nella coltivazioni eroiche di vigneti quasi impossibili: Casa D’Ambra, che dal 1888 produce vini dai vitigni tipici dell’isola; Pietratorcia, che coltiva 7 ettari nell’areale di Forio e Serrara Fontana; Tommasone, attivo nella zona di Lacco Ameno; Cenatiempo, con la sua viticoltura eroica sul versante sud dell’isola a 450 metri slm nel comune di Serrara Fontana; Mazzella Vini, fondata nel 1940 che ancora oggi raccoglie e pigia le uve a mano; Perrazzo Vini l’azienda nata nel 1880 nelle profonde gole tufacee del porto di Ischia; Tenuta Ruffano che coltiva 5 ettari di vigna alle pendici dell’Epomeo sul versante sud; le Cantine Crateca nate in un vecchio cratere inattivo a 500 metri di altitudine tra i comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno.

La colazione
Se in Sicilia la colazione è sinonimo di brioche col tuppo e granita, a Ischia il risveglio si saluta con il cornetto briosciato. Non è un croissant, ma nemmeno la classica pasta italiana: il cornetto ischitano è diverso dagli altri. La sua storia inizia allo storico Bar Calise, dove Emidio Calise, imprenditore simbolo dell’isola, ne sfornò i primi. Pare che oggi i veri depositari della ricetta siano a Forio, nella Pasticceria Bar Gelateria F.lli Calise, dove si creano queste paste usando ancora i quattro passaggi in cui pasta sfoglia e pasta brioche si sovrappongono, il profumo di agrumi, aggiunto all’impasto, e quello della pasta madre. Non aspettatevi grandi ripieni: la crema pasticcera con amarene e limone viene aggiunta in quantità limitata prima della cottura, arrivando quasi a fondersi con l’impasto.


Piatti da non perdere e dove mangiarli
Al contrario di ciò che si crede, la cucina ischitana è di terra. Lo spiega benissimo lo chef Pasquale Palamaro dello stellato Indaco attraverso il Riccio non riccio, ricordo delle estati in cui, da bambino, pescava i succosi frutti di mare attorno all’isola (pratica ora vietata). Tra i piatti simbolo della cucina dell’isola ci sono il famosissimo Coniglio all’Ischitana (da provare la versione del Ciglio preparata dalla Trattoria Il Focolare, da Taverna Verde e dal Nascondiglio dell’Amore), la Zingara (un panino fatto con due fette di pane casereccio, prosciutto crudo, pomodoro, mozzarella, insalata e maionese; da provare, tra le altre, quella di Porto51) e la Pizza di scarole con vino cotto.

 

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Ovviamente, anche sulla pizza l’isola può dire la sua: da provare quella de La Locanda di Vito. Ma Ischia è pian piano diventata anche una meta gourmet grazie, tra gli altri alla cucina di Nino di Costanzo, chef del bistellato Danì Maison, e Antonio Monti di Tenuta C’est la vie. Per cene con vista mozzafiato, prenotare (con largo anticipo) a Il Monastero ristorante (all’interno del Castello Aragonese).


Ischia in un amaro: il Rucolino
Non c’è pasto sull’isola che non termini con un bicchierino d’amaro, anzi di Rucolino. La tradizione contadina e gli splendidi limoni hanno permesso la presenza in dispensa di profumati limoncelli e altri elisir come la Piperna. Ma è il Rucolino prodotto da Ischia Sapori il vero simbolo dell’isola. Inventato all’inizio degli anni Novanta, è composto da oltre 30 ingredienti: i più noti sono grumi, frutta, erbe e naturalmente una quantità elevata di rucola selvatica, che è molto conosciuta a tavola ed apprezzata in diverse pietanze. Col tempo molte aziende e cantina hanno proposto le proprie versioni. Ad esempio, l’enoteca Nu’ poc e Ischia e ha messo sul mercato la sua versione meno zuccherina, l’Amarucola, dove viene esaltato il sapore dell’erba selvatica. Se vi siete stancati dell’Amaro del Capo, questa è la risposta che stavate cercando.