ScapigliatureLa mostra sul Divisionismo alla Gam di Milano è una piccola perla

Milano è stata una città chiave per il movimento pittorico: la Galleria d’arte moderna celebra Balla, Boccioni, Pellizza, Segantini e altri maestri, per un viaggio emozionante dalla scapigliatura lombarda ai realismi, fino al primo Novecento. “Divisionismo. 2 collezioni” è in mostra fino al 6 marzo 2022

Gam Milano

Due collezioni, cinque sezioni, una sede prestigiosa come Gam – Galleria d’arte moderna di Milano, in via Palestro (all’ingresso, nello stesso cortile, uno dei locali più fiabeschi della città, LùBar: un’elegante orangerie tra piante, colonne di marmo, vetrate, ornamenti in ferro battuto e una serra in cui la colazione è ottima). Ma restiamo alle due collezioni. La Galleria d’arte moderna e la Fondazione cassa di risparmio di Tortona presentano una mostra visitabile fino a marzo 2022, proprio all’interno degli spazi della Gam, dedicata al Divisionismo, affascinante movimento tutto italiano nato alla fine dell’Ottocento.

Tra i maestri esposti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Tranquillo Cremona, Giuseppe Grandi, Emilio Longoni, Giuseppe Pellizza, Giovanni Segantini e molti altri ancora. Alcuni di loro studiarono proprio qui a Milano; altri, nella nostra città, trovarono invece l’ispirazione per la loro denuncia sociale. Sempre a Milano (all’epoca nel pieno dei suoi cambiamenti urbanistici, architettonici e sociali) i maestri del Divisionismo esposero per la prima volta (Triennale di Brera, correva l’anno 1891). Si tratta quindi di una sorta di ritorno a casa, doveroso, un viaggio che vale la pena di compiere.

Cosa aspetta i visitatori? Un trionfo di luce, di colori, una nuova visione sulle cose. Il Divisionismo vuole rappresentare il vero (la natura o le emozioni) sotto gli effetti della luce del sole e il risultato è straordinario. I colori sulla tela, a volte puntini (non a caso la corrente deriva dal puntinismo francese), sono “semplicemente” accostati, e quasi prendono vita. O forse la prendono veramente nel momento in cui l’occhio del visitatore si mette a ricomporli. 

Il viaggio comincia con la Scapigliatura, prima sezione della mostra. Il colore è spezzato, le tonalità sono accese, sta nascendo qualcosa di nuovo nel corso dell’arte italiana.

Sono premesse che riguardano la natura e i paesaggi, elementi a cui è dedicata la seconda sezione, forse la più affascinante. Un ritorno alle origini (cosa che abbiamo imparato ad apprezzare in questo periodo di emergenza sanitaria) e se è vero che l’arte avvicina l’uomo alla natura, questa parte della collezione ne è la prova. Segantini, Longoni e Fornara salgono in montagna, con le loro vedute d’alta quota, la perfetta armonia tra l’uomo e la natura incontaminata. Tra le opere, ancora, “Il ponte” di Giuseppe Pellizza trasmette una pace così silenziosa, quella della sera, che ha un effetto quasi nostalgico. La tela sovrasta un paesaggio, un ruscello, le montagne sontuose realizzate successivamente, dopo che alla Biennale di Venezia, agli inizi del Novecento, alla sua prima uscita pubblica, il quadro non venne trattato con l’accoglienza desiderata.  

L’emarginazione sociale, l’uomo, il lavoro, fanno invece parte del capitolo sui Realismi, una pittura sociale dell’ultimo decennio dell’Ottocento. Nomellini raffigura i lavoratori del porto di Genova, Longoni denuncia il lavoro minorile, Morbelli e Pusterla rappresentano l’emarginazione e la vecchiaia.

Tutta una parte della mostra è dedicata poi ai pastelli, una tecnica che si sviluppa proprio in pieno divisionismo. La Maddalena di Emilio Longoni (struggente) o le Lagrime di Giuseppe Mentessi interpretano il dolore, in particolare Mentessi, che raffigura con un’immagine emotiva un episodio della repressione dei moti popolari di Milano. 

Balla o Boccioni sono il gran finale. Siamo adesso nel primo decennio del Novecento e la natura, il vero delineato dalla luce, il colore che sta per esplodere, sono gli elementi di una nuova generazione che ricorda la fase futurista, che arriverà veloce, con i suoi manifesti, le sue affascinanti esaltazioni e le sue avanguardie. Un’impressione del futuro, che non sarebbe stato possibile però senza tutto questo passato.

La mostra “Divisionismo. 2 collezioni” è visitabile fino al 6 marzo 2022 presso la Gam – Galleria d’Arte Moderna di Milano, via Palestro 16, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17.30 (ultimo accesso un’ora prima dell’orario di chiusura). Il costo del biglietto intero è di 5 euro, mentre è gratuito il primo e il terzo martedì del mese per gli ingressi pomeridiani. Green pass obbligatorio.