Trent’anni e non sentirliCome si mangia a Disneyland Paris

Tra merendine e pizze a forma di Mickey Mouse, ristoranti che richiamano i beniamini dei film di animazione e camerieri che rispondono all’eccessivo entusiasmo dei clienti con una straordinaria indifferenza, il più non-luogo dei luoghi offre un’esperienza gastronomica fatta di non-cibo, pagata con molti euro veri

Disneyland Paris festeggia trent’anni: il 12 aprile 1992 si inaugurava il più grande parco a tema d’Europa che avrebbe regalato il sogno Disney a bambini e adulti in uno spazio immenso poco fuori Parigi. Per l’occasione sono stati creati nuovi spettacoli con effetti speciali, un logo che ha fatto parlare moltissimo per la sua genialità, tanti gadget celebrativi e menu dedicati all’anniversario. Ma com’è mangiare all’interno del parco divertimenti più visitato d’Europa, nonché il quarto più visitato del mondo, e come affrontarlo?

Partiamo dai numeri
Negli oltre 2.000 ettari di territorio Disney – che comprende il Parco principale, gli Studios, il Village e l’area dedicata agli alberghi – sono presenti circa 70 punti ristoro con varie tipologie di servizio (Take Away, pasti con i personaggi, All you can eat, servizio al tavolo) e fasce di prezzo, ciascuno con un’offerta gastronomica ispirata a una cucina del mondo. Dieci ristoranti di cucina americana (praticamente hamburger e patatine) più due BBQ con specialità alla griglia, cinque ristoranti italiani (comprese anche due pizzerie) e cinque di cucina francese. Poi un mediorientale, un africano, un tedesco, un Tex Mex e un caraibico. Negli ultimi anni, in tutti i menu di ciascun ristorante è sempre presente una opzione vegetariana, vegana, kosher e halal. Insomma, pare che non si voglia negare a nessuno la possibilità di mangiare all’interno del parco. Inoltre, sono presenti opzioni bio oltre che la possibilità di pasteggiare con vini pregiati. A proposito di alcolici, una curiosità: per i primi due anni dall’apertura, la vendita di alcol non era prevista, ma è stata introdotto solo in seguito per far fronte alla crisi di visitatori del primo periodo. La motivazione? Il vino farebbe parte dell’esperienza francese per i turisti.

A tutti i ristoranti, che comprendono anche i bar e le caffetterie con dolci e gelati, si aggiungono poi i numerosi carretti, chioschi e food truck sparsi per tutto il parco, carichi di caramelle, crêpes e popcorn. Insomma, non si va certo a Disneyland Paris per magiare, ma è molto difficile non farsi venire fame tra un’attrazione e l’altra e, considerato quante ore si passano al parco (circa 14, di cui 6 in coda) è inevitabile doversi preoccupare del cibo, specie se viaggiate con minorenni o con l’autore di questo articolo. Una volta arrivati al Village, l’area che anticipa l’ingresso ai parchi, ci si trova circondati da numerosi locali a tema, ma anche McDonald’s, Starbucks, Five Guys e Vapiano. L’euforia e l’ansia per le code ci spingono comunque verso i cancelli, facendoci saltare la colazione, nonostante la sveglia sia suonata alle 6:30.

Sopravvivere al languorino
Il primo caffè arriverà dopo la prima attrazione, che non può che essere quella dedicata al film Disney più amato dai gastrofanatici: Ratatouille (questa da sola vale il viaggio). Un caffè americano alle dieci del mattino presso la caffetteria degli Studios significa circa 15 minuti di coda. Freghiamo tutti andando a prenderlo al ristorante americano che, a quell’ora, è vuoto: 3 euro per un espresso 100% Arabica.

Con una dose di caffeina, pronti per affrontare nuove attrazioni, cambiamo zona e dagli Studios passiamo al Parco Disney. Architettiamo uno spuntino prima di pranzo. La scelta cade su Colonel Hathi’s Pizza Outpost: un ristorante italiano con pizza in cui campeggia l’insegna di Acqua S.Pellegrino. Ci comportiamo da bambini mai cresciuti e ordiniamo una Pepperoni Mickey’s Pizza: è a forma di Topolino, con salamino, al prezzo di 12 euro più 3,30 per l’acqua. Risultato: una Speedy pizza un po’ più grande e divertente, che non mangeresti da nessun’altra parte del mondo, ma che non ci farà venire la nausea nemmeno dopo essere saliti sullo Star Wars Hyperspace Mountain. Potremmo aggiungere anche le Mickey Cake Almond-Chocolate che si vedono ovunque nel parco: pseudo madeleine con le orecchie.

Soldi veri in un mondo di favole
Il pranzo vero arriverà solo più tardi, quando tutti avranno già pranzato. Ci intriga l’opzione Gourmet. Il ristorante Walt è un locale con menu ispirato ai piatti preferiti da Walt Disney. Oltre a essere piuttosto costoso, scopriamo anche essere uno dei ristoranti più ambiti e prenotati del parco. Tutto prenotato fino a luglio e senza nemmeno avere una qualche segnalazione in guide ai ristoranti (sob!). Il menu completo costa 62 euro e prevede due piatti e un dessert. Nel menu si sceglie tra Mac & cheese e pollo roast, zuppa di mais e dolci di cui non siamo sicuri di aver capito di cosa si tratta. Ah, il vino è incluso.
Ancora più caro del Walt è l’Auberge de Cendrillon, il ristorante ispirato alla favola di Cenerentola con un menu francese da 79 euro (46 per i bambini tra i 3 e gli 11 anni). Qui è previsto un aperitivo, un antipasto e un piatto principale servito con purè di patate. Segue il dessert. L’impressione è che i menu luxury di Disneyland Paris sono fantasiosi quanto quelli degli ospedali privati. Dispiace non averli potuti provare.

Per un’esperienza immersiva, puntiamo tutto sull’All you can eat del mondo di Aladdin. L’Agrabah Cafè è un ristorante con cucina mediorientale e con proposte che vanno dal cous cous all’hummus, passando per salse e condimenti di ogni tipo, carni di agnello, manzo e pollo cotti in tanti stili. Ma anche frutta in agrodolce, datteri, frutta fresca e molti dessert. Tutto a 38 euro a persona. L’ambiente è come quello che abbiamo visto nel film, il cibo rispecchia tutto il parco Disney: è studiato per essere lì e affascinare. Ma puoi illudere la vista, non il palato. Tutto il buffet è perfetto, ben disposto e con refill continui. I colori del cibo impeccabili, ma i sapori sono sempre piatti, forse studiati anche per piacere ai bambini e quindi perfetti per deludere chi si aspetta sorprese.

Con il pranzo arriva quindi una certezza: Disneyland è un non-luogo, è artefatto e tutto è studiato per farci vivere un sogno. Il cibo è parte della coreografia di questo spettacolo, ma deve assolvere anche a una funzione, anzi due: sfamare migliaia di persone che passano lì la giornata e incrementare gli incassi giornalieri del parco. I piatti di Disneyland Paris non sono fatti per essere buoni, gustosi e saporiti, ma per essere esposti, pagati e masticati.

A questo punto non ci rimane che continuare a divertirci e cenare con quello che è il pasto più coerente che si possa consumare qui: hamburger e patatine. Per i suoi 30 anni, Disneyland ha inventato un panino speciale che prendiamo al Cafè Hyperion: il Generous Gourmand Burger. Con doppio burger, scalogno arrosto, cheddar affumicato e salsa barbecue. Il tutto con patatine fritte, soft drink e un dolcino con la sempre presente testa di topolino. 20 euro e passa la fame!

La serata volge al termine, alle 23 di ogni sera tutto si conclude con uno spettacolo unico al mondo, fatto di droni luminescenti nel cielo intorno al castello principale. La gente prende posto dopo aver acquistato bicchieri di prosecco da 8 euro e popcorn da 6. Le code nei negozi di Main Street sono immense, tutto per acquistare l’ultimo dolcetto di questa giornata magica che ci ha fatto tornare bambini, di cui ci ricorderemo ogni dettaglio, tranne quello che abbiamo mangiato. La prossima volta ascolteremo la mamma e ci faremo preparare dei panini imbottiti.