Avamposto nel Mar NeroPerché Russia e Ucraina si contendono la piccola Isola dei Serpenti

Dall’inizio della guerra questo pezzetto di terra di 0,7 chilometri quadrati è teatro di scontro tra gli eserciti. Può essere una testa di ponte importante per raggiungere la regione di Odessa, ma il suo reale valore è simbolico più che strategico

AP/Lapresse

Nella notte del 26 giugno le forze armate ucraine hanno colpito la guarnigione russa sull’Isola dei Serpenti. Era il primo attacco portato con jet da combattimento in quel pezzetto di terra nel Mar Nero dopo diverse settimane: il 21 giugno gli ucraini avevano preso di mira l’isola e le vicine piattaforme del gas che la Russia usa come stazioni radar e di sorveglianza, ma aveva usato solo i droni forniti dalla Turchia. Un attacco che non poteva passare inosservato nelle cronache del conflitto, perché le esplosioni erano state così forti da svegliare i residenti di Vylkove, l’insediamento più vicino sulla terraferma, a 35km di distanza.

Le autorità di Kiev hanno dichiarato pubblicamente che gli attacchi missilistici e i droni sono partiti dalla costa martedì 21 giugno e hanno registrato la distruzione di veicoli militari russi, difese antiaeree e un sistema radar. Poi l’esercito russo ha negato anche questo, dicendo che le sue difese hanno resistito mentre le sue forze sull’isola hanno intercettato tutti i missili ucraini e abbattuto 13 dei 15 droni.

Uno scontro mediatico prima ancora che bellico che dice molto su quanto sia importante l’Isola dei Serpenti tanto per Kiev quanto per Mosca.

L’Isola dei Serpenti è piccolissima, alcuni la definiscono semplicemente una roccia molto grande, un pezzo di terra di meno di 0,7 chilometri quadrati a circa 40 km a sud-ovest di Odessa, nel Mar Nero. E fin qui è stata teatro di molti momenti salienti della guerra.

Al primo giorno l’isola era diventata un simbolo nazionale ucraino perché una delle sentinelle che era di guardia aveva rifiutato di arrendersi a una nave russa – era la Moskva che sarebbe affondata due mesi dopo – e aveva risposto alle minacce dicendo: «Nave da guerra russa, vaffanculo». La frase era diventata uno slogan ripetuto infinite volte dagli ucraini, apparso anche su cartelloni stradali, magliette e muri del Paese. Le sentinelle erano state date per morte e celebrate per il loro eroismo, poi si era scoperto in seguito che erano state fatte prigioniere.

L’importanza smisurata, se paragonata alle dimensioni, l’Isola dei Serpenti la deve alla sua posizione strategica. «La sua posizione con vista sul delta del Danubio e sui canali di navigazione che portano a Odessa e verso altri porti del Mar Nero lo rendono un luogo chiave: potrebbe anche fungere da testa di ponte per un attacco anfibio a Odessa, a circa 140 km di distanza», scrive l’Economist. «La Russia – si legge ancora nell’articolo – ha già istituito una stazione di ricognizione con un gruppo di commando marini della 388a divisione: il compito principale dell’unità è raccogliere informazioni e condurre la sovversione, ma non hanno ancora rinunciato ai piani per uno sbarco».

Per capire l’importanza dell’isola come avamposto nel Mar Nero bisogna guardare la vicina città di Vylkove, situata nel Delta del Danubio, nel sud della regione di Odessa, l’unica città dell’Ucraina costruita su isole create dall’uomo. Sembra una piccola Venezia ucraina, perché è attraversata da moltissimi canali. Ed è stata a lungo considerata una potenziale prima tappa per un eventuale attacco anfibio a Odessa.

Alcune immagini satellitari suggeriscono che la Russia mantenga ancora una forte presenza sull’isola, infatti, spiega all’Economist Brian Ramsey, ex ufficiale dell’esercito britannico, le barche russe rifornivano l’isola almeno una volta alla settimana, in genere di notte: «I viaggi vengono generalmente effettuati il mercoledì e il giovedì, a seconda della nave necessaria per spostare l’attrezzatura».

Come in altri teatri di questa guerra, la battaglia per l’Isola dei Serpenti dipenderà molto dalla logistica. «Chi è in grado di portare prima l’equipaggiamento giusto nel posto giusto farà la differenza: la Russia era stata in una posizione più forte per la maggior parte della guerra, ma l’Ucraina sta iniziando a prendere in consegna alcuni sistemi avanzati di artiglieria occidentale e razzi a lungo raggio. Questi sistemi sono mobili, precisi e hanno una portata sufficientemente lunga per colpire l’isola dalla terraferma», scrive l’Economist.

In realtà secondo alcuni analisti l’importanza strategica dell’Isola dei Serpenti è molto relativa, nel senso che controllare quel piccolo pezzo di terra non equivale a controllare il Mar Nero, né porta altri vantaggi massicci che faranno svoltare il conflitto.

Però se Kiev e Mosca si contendono quell’isola è perché, come scrive France24, «è diventata una sorta di grido di battaglia per gli ucraini, che lo vedono come un simbolo della loro resistenza a un nemico che la maggior parte delle persone pensava fosse troppo più forte di loro».

Riprendersi l’Isola dei Serpenti sarebbe quindi un grande colpo soprattutto per il morale dell’Ucraina. Potrebbe perfino far pensare che Kiev possa invertire le sorti della guerra a suo favore da un momento all’altro. Magari non è vero, ma Mosca non vuole rischiare che una roccia nel Mar Nero si trasformi nella prima tessera del domino della sua caduta.