HashtagQuello che non tutti sanno dello zucchero

Da Hollywood alla Treccani, passando per le Americhe e Napoleone: il folle viaggio dei granelli che addolciscono la vita ci racconta storie meravigliose di dolcezza e amarezza

Raffinato Il primo trattamento chimico risale a circa 2500 anni fa, in India. La prassi di trattare lo zucchero si estese poi anche a Est verso la Cina e a Ovest verso la Persia e il mondo islamico, raggiungendo infine il Mediterraneo nel 1200

Carta Nel 1600, quando il concetto di packaging non esisteva, confezionare i prodotti significava semplicemente avvolgerli in fogli di carta. Questa accortezza era riservata alle merci di valore in quanto anche la carta era considerata preziosa: vi si avvolgeva per esempio il tabacco e lo zucchero, prodotto nelle lontane Americhe e venduto a peso ancora fino a metà Novecento. Per nascondere le imperfezioni cromatiche della carta venivano usati pigmenti naturali come il guado o l’indaco, ottenendo una nuance desaturata, tra l’azzurro e il grigio, conosciuta ancora oggi con il nome di carta da zucchero

Rara Per tutto il Medioevo è considerato una spezia rara e costosa esattamente come il sale e il pepe

Consistenze Secondo la Treccani, ci sono tredici varianti: in polvere, in grani, a quadretti, in pezzi, in zolle, in pani, a velo, vanigliato, pilato, filato, bruciato, d’orzo, liquido

173,7 milioni di tonnellate La produzione mondiale prevista per il biennio 2021/22 (dati Fao). Il Brasile è il primo paese produttore al mondo, l’India il maggiore consumatore

1 euro il costo medio al chilo

Bilancia Una tazza da caffelatte corrisponde a 170 grammi; un bicchiere di vino a 150; un cucchiaio colmo a 25; un cucchiaio raso a 15; un cucchiaino colmo a 8 (se fosse raso sarebbero 5). Una lattina da 33 cl di Coca Cola ne contiene 30, una quantità che corrisponde a circa nove zollette

25 grammi
La dose quotidiana consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 6 cucchiaini di caffè

Napoleone Nel 1575 l’agronomo francese Olivier de Serres scopre che dalla barbabietola si può estrarre uno sciroppo simile a quello della canna da zucchero. La scoperta non ha grande seguito fino al blocco continentale del 1806 deciso da Napoleone Bonaparte che mette fine alle importazioni dall’Inghilterra. A questo punto la necessità di trovare un’alternativa allo zucchero di canna in arrivo dalle Americhe riporta in auge la scoperta di de Serres

Poesia «Un tempo si credeva che lo zucchero si estraesse solo dalla canna da zucchero, ora se ne estrae quasi da ogni cosa; lo stesso per la poesia, estraiamola da dove vogliamo, perché è dappertutto». Gustave Flaubert

Capitalismo Secondo l’antropologo Sidney W. Mintz, le prime vere fabbriche non sono quelle descritte da Marx in Inghilterra, bensì quelle create nei Caraibi per far fronte alla crescente richiesta di zucchero della classe operaia inglese. Secondo la ricostruzione di Mintz lo zucchero, disponibile via via a un prezzo sempre minore per la working class, è stato il vero motore del capitalismo

Bastoncini Uno dei simboli più iconici del Natale sono i candy cane, bastoncini di zucchero a strisce bianche e rosse popolarissimi negli Stati Uniti. Nel libro “Sweet as Sin: The Unwrapped Story of How Candy Became America’s Pleasure” Susan Benjamin afferma che, con buone probabilità, sono nati in Europa nel Seicento, periodo in cui lo zucchero soffiato era di gran moda, soprattutto in Germania. All’inizio però erano solo bianchi e così rimasero fino a inizio Novecento. «Con l’arrivo delle strisce nacquero tantissime leggende – spiega Benjamin – come quella che ritiene che nascondessero un codice segreto per i cristiani perseguitati in Germania o in Inghilterra nel Seicento, un linguaggio privato che cambiava messaggio di volta in volta a seconda del numero di strisce: tre per la trinità, una per il sacrificio di Gesù. Più in generale, per molti il rosso sta a indicare il sangue di Cristo»

Rum Quello che i francesi chiamano rhum, gli inglesi rum, gli spagnoli ron è un parente prossimo dello zucchero, ottenuto anch’esso dalla lavorazione della canna. Quello tradizionale è derivato dalla distillazione della melassa, mentre il cosiddetto rum agricolo, di origine francese, utilizza il succo fresco

Libri Sidney W. Mintz, “Storia dello zucchero”, Einaudi; Wolfgang Schivelbusch, “Storia dei generi voluttuari”, Bruno Mondadori; Terence McKenna, “Il nutrimento degli dèi”, Apogeo

Bustina Nel 1908 due parigini, Loïc de Combourg e François de la Tourrasse, inventano la sucre-pochette ma oltreoceano, a Philadelphia esisteva già qualcosa di simile fin dal 1862, a opera di Mr Partridge. Durante la prima guerra mondiale, le bustine servono a razionare le quantità ed evitare gli sprechi, come raccomandano le scritte che vi appaiono sopra: ne gaspillez pas le sucre (non sciupate lo zucchero) e ration pour une tasse (razione per una tazza). Negli anni della Grande Depressione, in Germania si diffondono bustine a forma di piramide, che consentono di versare piccole quantità alla volta

Dosatore La tipica zuccheriera da tavola calda a forma di pera, con il beccuccio in acciaio che consente di versare l’equivalente di un cucchiaino, è stata progettata nel 1956 da Henry Keck. Lo storico del design Bill Stern l’ha definita «l’essenza stessa del modernismo, una perfetta fusione di funzione e forma». La forma si adatta al palmo della mano, l’inclinazione del beccuccio ci dice da che parte inclinare il dosatore mentre l’apertura è studiata in modo da indirizzare il contenuto nel punto preciso in cui deve uscire. «Ci hanno chiesto un distributore di zucchero che fosse più facile da tenere pulito per i lavoratori del ristorante e noi lo abbiamo fatto» ha affermato Keck al Los Angeles Times senza immaginare quale reazione avrebbero avuto i clienti: i nuovi shaker erano talmente perfetti che la gente li rubava, costringendo alcuni ristoratori a tornare al modello precedente

Marilyn In “A qualcuno piace caldo”, film del 1959 diretto da Billy Wilder, Marilyn Monroe è Zucchero, una suonatrice di ukulele col vizio dell’alcool. La famosa battuta “It’s me, Sugar” venne ripetuta 47 volte fino al ciak perfetto

Mary Poppins “Con un poco di zucchero la pillola va giù / La pillola va giù, la pillola va giù”. La canzoncina, premiata con l’Oscar nel 1964, ha una storia bizzarra: i compositori stavano cercando l’ispirazione giusta quando una sera, rientrando a casa, uno di loro, scoprì che i suoi figli avevano appena fatto il vaccino antipoliomielite ed erano felici perché la medicina non era affatto amara: nella fantasia dei bambini, il dottore l’aveva trasformata in una zolletta di zucchero. Era nata la colonna sonora di Mary Poppins

Denti Può far sorridere che lo zucchero filato lo abbia inventato un dentista ma è esattamente così. Nel 1897 William Morrison con l’aiuto del pasticciere William J.Warton, costruisce una macchina in grado di conferire allo zucchero una struttura filamentosa. Il dolce, pur essendo composto unicamente da zucchero e aria, a parità di volume pare sia meno zuccherino rispetto a tanti altri classici dolci da luna park

Spazio Gli astronauti impegnati in orbita ricevono speciali sacchetti che contengono le bevande. Devono aggiungere acqua calda e agitarli ma come fanno a sapere se lo zucchero si è sciolto? «Esattamente come faremmo noi, assaggiano». Lo zucchero si scioglie anche nello spazio, assicura l’Esa

Dulcis in fundo, la canzone che ha ispirato questo pezzo.