SobrietàA Parigi si va in enoteca ma non si beve (alcol)

Ha aperto da poche settimane ma è già sulla bocca di tutti la prima enoteca che propone un’offerta 100% analcolica ai suoi avventori. Sarà una nuova moda salutista o smetteremo davvero di bere vini e birre?

Gin, vini, birre, spirits. Ma anche soft drink, kombucha, succhi di tutte le risme. Niente alcol, però. Ci andreste, in un locale così? A Parigi pensano proprio di sì, tant’è vero che davanti a Le Paon qui boit, la prima enoteca a proporre un’offerta 100% analcolica per adulti c’è la fila fuori. Sono trecento le etichette in carta, e sono tutte rigorosamente alcool free. Da dove nasce questa provocazione, che forse diventerà tendenza e magari una moda tra qualche tempo? Dal desiderio di essere liberi di bere ma anche di non bere, «senza pressioni sociali e senza rinunciare al piacere di condividere un momento e una buona bottiglia con i propri cari», così come i fondatori ci spiegano sul sito.  

Immaginato da Augustin dal 2021, questo progetto ha finalmente preso vita e ha riunito intorno a sè un team di appassionati, desiderosi di novità e di benessere.


Che cosa c’entra il pavone che dà il nome al locale? Moltissimo. Il pavone, infatti, è un animale che faceva impazzire Darwin, perché non corrispondeva in alcun modo alla sua teoria dell’evoluzione: era l’eccezione alla regola. Con il suo sistema immunitario quasi nullo, è comunque unico e straordinario, elegante e legato al concetto di rinnovamento: ogni anno perde il suo piumaggio e, per farlo riscrescere, il pavone deve bere costantemente. Se troviamo un pavone, troviamo una fonte d’acqua. Mai nome fu più azzeccato, dunque. Poche speranze di sopravvivere, ma grandi potenzialità per farlo: con buona pace degli alcolisti e degli appassionati di bevande che danno ebrezza. La tendenza è segnata, adesso si tratta di capire se sapremo resistere a quel leggero stordimento allegro che ci danno una birra appena usciti dall’ufficio o un bicchiere di vino prima di cena. E a tutte le chiacchiere spensierate che riusciamo a fare quando le nostre difese si abbassano di qualche grado, mentre i gradi alcolici si alzano un po’. Di sicuro, è un’offerta che va incontro al trend salutista, sempre più presente soprattutto nelle grandi città, dove mangiare no carbo o healty è ormai più di una moda. Senza alcol risparmiamo calorie, e con alcune delle proposte ci facciamo anche del bene: se beviamo kefir, kombucha o mate al posto di vino e birra non c’è storia. Riusciremo a farcene una ragione?