Patto di responsabilitàCalenda spiega quali misure bisogna adottare per combattere la crisi energetica e finanziaria

In una intervista al Corriere della Sera, il leader di Azione spiega quali azioni concrete adottare per evitare un aumento del costo delle bollette e chiede un accordo tra i partiti per eliminare gli interventi che scasserebbero i conti pubblici: «Occorre cancellare le follie di Salvini e Berlusconi che stanno terrorizzando gli investitori»

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Sono giorni che Carlo Calenda chiede un patto di responsabilità tra i partiti per concordare una risposta concreta contro la crisi energetica in Europa ed evitare una ondata di speculazione sui titoli di Stato italiani. Il leader di Azione rilancia la sua idea in una intervista al Corriere della Sera, aggiungendo una ulteriore proposta, cancellare «dai programmi proposte irrealizzabili come la flat tax e quota 41 sulle pensioni che scasserebbero i conti pubblici. Occorre cancellare le follie di Salvini e Berlusconi che stanno terrorizzando gli investitori. Vedo proposte molto superficiali e irrealizzabili. Letta dice no al gas, Meloni sbaglia i calcoli sugli effetti del taglio degli oneri del 300%».

Per Calenda sono in arrivo due tsunami, uno energetico e uno finanziario e l’Italia sarà meno protetta dalla Banca centrale europea: «Il nuovo scudo anti-spread sarà condizionato all’esecuzione di impegni precisi su deficit e riforme».

Il leader di Azione spiega quali azioni concrete bisogna fare per tamponare l’emergenza energetica: «Per dimezzare le bollette e aiutare le imprese serve sganciare il prezzo delle rinnovabili non contrattualizzate dal gas, serve un obbligo di legge del Gse. Bisogna anche sospendere i certificati Ets sulle emissioni di Co2, e mettere dieci miliardi su imprese gasivore ed energivore». E soprattutto i partiti dovrebbero fin da subito appoggiare il rigassificatore di Piombino, fondamentale per non razionare il gas. 

Nell’intervista al Corriere, Calenda ha annunciato anche una manifestazione del Terzo Polo prevista per il 7 settembre: «Organizzeremo una mobilitazione a favore delle infrastrutture. Collegati da Acerra, Piombino, Ravenna, Melendugno, Val Susa. Basta dire no a tutto. Diventiamo un Paese normale».

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