Il Corpo più trascuratoLa carenza di Vigili del Fuoco in Italia è un problema più urgente che mai

Uno dei peccati originali del nostro Paese è quello di non concepire la sicurezza come un investimento per il futuro. Lo scarso numero di pompieri, mezzi e attrezzature non garantisce interventi efficaci, e le risorse del Pnrr (95 nuove assunzioni e 3.500 camion 100% elettrici) appaiono non idonee per fronteggiare un’emergenza incendi destinata ad aggravarsi estate dopo estate

LaPresse

«Abbiamo un rapporto di un Vigile del Fuoco ogni 15.000 abitanti, quando lo standard europeo detta e promulga un Vigile del Fuoco ogni 1.500 abitanti». «Ad oggi il Corpo dei Vigili del Fuoco è al collasso». Sono le parole di due pompieri calabresi in un video allegato a una petizione pubblicata su Change.org. Le richiesta alla politica e alle istituzioni è chiara: assicurare risposte adeguate per garantire ai cittadini un soccorso efficiente. Garanzia che, al momento, non esiste. 

La petizione risale all’aprile del 2022, e in questi quattro mesi la carenza di Vigili del Fuoco è risultata senza mezzi termini drammatica. Quella che stiamo vivendo è infatti una delle peggiori estati della nostra storia per numero di incendi e di ettari di terreno bruciati. Per rendere l’idea, secondo Legambiente dal 15 giugno al 21 luglio sono stati 32.921 gli interventi mirati allo spegnimento delle fiamme che hanno colpito boschi o vegetazione in genere: 4.040 in più rispetto allo stesso periodo del 2021. 

Numeri a cui, purtroppo, dovremo abituarci, considerando che le conseguenze della crisi climatica causata dall’uomo (desertificazione, siccità, foreste meno resilienti) permettono agli incendi – 6 volte su 10 provocati volontariamente dagli esseri umani, secondo il dato 2022 di Coldiretti – di propagarsi con maggior velocità. In Italia i Vigili del Fuoco soffrono storicamente di una mancanza di personale umano e di mezzi (e attrezzature) a disposizione, ma queste lacune appaiono ancora più evidenti in un contesto di emergenza climatica e ambientale. Meno pompieri ci sono, più gli incendi si propagano a causa dell’impossibilità di spegnerli tempestivamente. 

«Non abbiamo i numeri per garantire una copertura efficace sul territorio nazionale», ci spiega Marco Piergallini, segretario generale del Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco. «La sicurezza è un investimento: con un Corpo efficiente a disposizione, è tecnicamente possibile spegnere qualsiasi incendio con facilità. Altrimenti si arriva su quell’evento troppo tardi, e spegnere le fiamme comporta un enorme dispendio di tempo ed energie, oltre che una perdita di beni immobili e patrimonio naturale. Tutti questi costi vengono ripagati dalla comunità». 

L’ultimo incendio in cima alla cronaca nazionale è stato quello del 17 agosto a Pantelleria, un’isola che conterebbe solamente 10 Vigili del Fuoco in totale. Pochi giorni fa, Eurostat ha pubblicato un report – riferito al 2021 – che non lascia spazio a dubbi: i Vigili del Fuoco occupati in Italia erano 39.440, ossia lo 0,17% della popolazione (media Ue allo 0,18%). 

«Nella sola città di Parigi ci sono circa 10.000 pompieri, mentre a Roma siamo 1.800 persone. Non arriviamo nemmeno a 35.000 sul territorio nazionale, e siamo divisi in quattro turni. Significa, in sostanza, che ogni giorno in tutta Italia non sono in servizio di soccorso tecnico urgente più di 7.000 persone contemporaneamente, sia di giorno che di notte», sottolinea Piergallini. 

Peggio di noi, in Unione europea, fanno solo Polonia, Germania, Francia, Finlandia, Slovenia e Paesi Bassi. E se la media italiana di Vigili del Fuoco professionisti (quindi assunti) è in linea con i dati europei, quella dei volontari è nettamente inferiore rispetto ad altri Stati membri. In Italia, per esempio, sono circa 6.000, mentre in Belgio 17mila e in Finlandia 19mila. 

Fonte: ec.europa.eu

I volontari, quando sono operativi, devono rispettare gli stessi obblighi dei professionisti, ma non hanno vincoli di orario e di presenza: intervengono a chiamata. Secondo gli addetti ai lavori, lo scarso numero di Vigili del Fuoco volontari è dovuto principalmente a costi ingenti e ad aspetti burocratici che disincentivano i cittadini a fare domanda. Per fare un esempio, la visita di idoneità per un volontario costa più di 400 euro.

«Nessuno vorrebbe impegnarsi a fare il volontario iniziando con una spesa del genere. E non è l’unico ostacolo: per poter conseguire la patente di guida dei nostri mezzi, va seguito un corso che dura un mese e che deve essere svolto in orari lavorativi, senza alcun genere di rimborso da parte del ministero dell’Interno, che è il nostro interlocutore. Quindi l’aspirante volontario dovrebbe mettersi in ferie per un mese per fare la patente», ha detto Rolando Fagioli, ora vice presidente dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari, in un’intervista all’Eco di Bergamo. 

Passando oltre, secondo Eurostat l’Italia non è ai primi posti nemmeno per investimenti destinati ai servizi di protezione dagli incendi. Nel 2020, infatti, il nostro Paese ha mobilitato 3,5 miliardi di euro, ossia lo 0,4% della spesa pubblica: un dato inferiore alla media dell’Unione europea (0,5%) e più basso, ad esempio, rispetto allo 0,8% della Romania o allo 0,6% della Germania, della Grecia e della Repubblica Ceca. 

Il “fenomeno” dei Vigili del Fuoco volontari, tra l’altro, non è visto di buon occhio dai sindacati dei Vigili del Fuoco professionisti, che chiedono a gran voce le risorse per assumere più personale disponibile in modo permanente. I sindacati Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Confsal Vvf, in occasione dello stato d’agitazione proclamato a fine luglio, hanno chiesto un piano triennale di assunzioni che prevede 4.500 nuove unità per lavorare in emergenza, in modo tale da arrivare a quota 40.000 unità operative e 5.000 unità del ruolo tecnico professionale. 

«I volontari esistono per coprire le lacune a livello di organico. Ma, se ci pensi, non ci sono i poliziotti volontari, i carabinieri volontari, i soldati volontari. Un Corpo moderno dello Stato non può affidarsi a una componente volontaria. La domanda che bisogna porsi è: un Corpo dello Stato può sottostare alle necessità e agli orari di un personale che non è obbligato a presenziare? Secondo me, non è questo il giusto approccio», afferma Piergallini.  

A peggiorare le cose c’è un altro aspetto sottovalutato ma fondamentale: «Abbiamo un parco automezzi datato, che ha bisogno di investimenti consistenti», spiega il segretario generale del Conapo. «Se devo rimotorizzare il Corpo della Polizia di Stato è un problema relativamente facile, perché stiamo parlando di automobili e di qualche attrezzatura. Il Corpo dei Vigili del Fuoco si muove invece su mezzi speciali che costano tantissimo. Per dire, il costo di una auto pompa a serbatoio è quello di 30 macchine della Polizia. Abbiamo un parco automezzi molto vecchio e i nuovi inserimenti arrivano con il contagocce. Lavorano sempre gli stessi mezzi, tutto il giorno, e quindi sono più soggetti a guasti». 

Poi, come se non bastasse, c’è la crisi idrica, al momento priva di impatti negativi sugli interventi cittadini: «Ma negli interventi mirati allo spegnimento degli incendi boschivi è un problema sempre più presente. A causa dei cambiamenti climatici ci sono bacini idrici completamente prosciugati, e questo potrebbe avere un’influenza anche sul nostro lavoro», teme Marco Piergallini. 

I problemi nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rimangono sempre gli stessi da anni, mentre la crisi climatica assume dimensioni sempre più preoccupanti settimana dopo settimana. Una dinamica apparentemente omessa durante la formulazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ha autorizzato il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ad effettuare solo 95 nuove assunzioni entro il 2032: 65 saranno inserite nelle sezioni dedicate alle funzioni specialistiche, 30 in quelle tecnico-professionali. Grazie al Pnrr, inoltre, arriveranno 3.800 veicoli green, di cui 3.500 al 100% elettrici. «Le risorse destinate ai Vigili del Fuoco nel Piano nazionale di ripresa e resilienza sono deludenti», si legge in un comunicato del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sul sito della Fp Cgil. L’Italia continua a bruciare. E non abbiamo gli uomini, i mezzi e la volontà politica per spegnerla. 

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