A noi lo dici?Letta chiede i voti contro il pericolo della distorsione maggioritaria che ha difeso fino all’ultimo

Secondo il segretario del Pd, «con il taglio dei parlamentari si sarebbe dovuto cambiare la legge elettorale», ma è stato lui a fare di tutto per impedirlo. Lo avevamo avvertito, ha voluto tirare dritto, ora si assuma le sue responsabilità

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Enrico Letta ieri ha dichiarato testualmente (prendo la sintesi dell’intervista a Rtl direttamente dal suo profilo Twitter): «Con il taglio dei parlamentari si sarebbe dovuto cambiare la legge elettorale. Così le cose si sarebbero equilibrate. Abbiamo tentato. Non ce lo hanno permesso. Ora la riduzione dei seggi con questa legge maggioritaria rende il sistema maggioritario all’eccesso. Un rischio».

Prima di passare alle opinioni, forse a questo punto è opportuno ricordare al lettore come si sono svolti i fatti.

La sera stessa della sua elezione a segretario del Pd, poche ore dopo avere incassato il voto dell’assemblea su un ottimo discorso elogiato anche da questo giornale (e da me), discorso in cui non aveva fatto parola della questione, Letta si presentava in tv da Fabio Fazio dichiarandosi a favore del maggioritario, nonostante il suo partito fosse da tempo impegnato per il proporzionale, proprio in seguito al taglio dei parlamentari e alle preoccupazioni sopra ricordate.

Non solo. Anche nei giorni, nelle settimane e nei mesi successivi, Letta faceva del suo meglio per sabotare la possibile convergenza sul proporzionale, in asse proprio con Giorgia Meloni, con la quale ha partecipato a mille iniziative, presentazioni di libri, incontri e dibattiti. Al punto che la stessa Meloni, incredula di tanta fortuna, dopo un po’ si fece scappare persino che erano ormai «come Sandra e Raimondo».

L’interesse della leader di Fratelli d’Italia nell’impedire un accordo sul proporzionale era evidente, quello del segretario del Pd un po’ meno, ma chiaramente nella sua testa c’era la vecchia idea di usare l’avversario esterno per azzerare i possibili rivali interni, polarizzare lo scontro e beneficiare (almeno in parte) proprio di quella «distorsione» maggioritaria che ora denuncia. Probabilmente anche perché convinto che grazie al maggioritario sarebbe stato il dominus della coalizione, in cui era sicuro di tenere dentro anche il Movimento 5 stelle (sì, previsioni e analisi politiche non sono il suo forte).

L’archivio di questo giornale trabocca degli articoli in cui denunciavamo esattamente questa operazione, mettendo inutilmente in guardia dal suo prevedibile esito. È giusto continuare a ripeterlo e ricordarlo ogni giorno, perché non è tollerabile che proprio chi ha fatto del suo meglio per portarci sull’orlo del precipizio pretenda ora di essere eletto guida alpina. Ancora più ridicolo è il tentativo di demonizzare il Rosatellum come la peggiore legge elettorale del mondo e l’unica causa di tutti i problemi, quando la stessa situazione così ben sintetizzata dal tweet di Letta si sarebbe prodotta anche con il Mattarellum (anzi, peggio, perché il Mattarellum era più maggioritario).

Nicola Zingaretti, che il proporzionale ha tentato di farlo davvero, ha titolo per prendersela con Matteo Renzi, ad esempio quando gli rimprovera, giustamente, il voltafaccia di Italia viva sulla legge elettorale, in uno degli ultimi passaggi. Enrico Letta no.

A Zingaretti si può rimproverare di avere ceduto subito sul taglio dei parlamentari, nella trattativa con il Movimento 5 stelle da cui sarebbe nato il secondo governo Conte, accontentandosi di ricevere in cambio generiche promesse sul proporzionale, cioè aria fritta, come ha fatto praticamente su ogni altra questione di merito e di principio (ricordate, per dirne solo una, quanto ci volle anche solo per cambiare i vergognosi decreti sicurezza?). Ma almeno Zingaretti ci ha provato sul serio. Letta no.

Letta e tutti coloro che lo hanno incoraggiato fino all’ultimo sulla strada del maggioritario, che non sono pochi, hanno il sacrosanto diritto di continuare a perorare le loro tesi, ripetendo che il maggioritario significa governabilità e che il proporzionale sarebbe una sciagura. Ma non possono svegliarsi adesso e spiegare a noi che la democrazia, la Costituzione e l’equilibrio dei poteri sarebbero in pericolo perché «la riduzione dei seggi con questa legge maggioritaria rende il sistema maggioritario all’eccesso».

Li avevamo avvertiti per tempo, hanno deciso di tirare dritto, ora si assumano la responsabilità delle proprie azioni.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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