Aria frittaNon puzza, non unge… non frigge!

Il nuovo irrinunciabile elettrodomestico nelle cucine degli italiani: come funziona la friggitrice ad aria tra false promesse, sogni di dieta e solide realtà

Foto Bich Tran - Pexels

«Frigge senza olio! Frittolosa! Frigge senza olio! Frittolosa! L’olio non c’è più! Con Frittolosa patatine tutti i giorni!»

Sono passati circa vent’anni dal lancio di questo spot che – nonostante il jingle piacevolmente ossessivo – non ha prodotto i risultati sperati in termini di vendite: l’allettante e non troppo celato sottinteso “senza olio = senza grasso = salutare” non è forse bastato a controbilanciare quella sensazione di golosità peccaminosa suggerita dalla parola “Frittolosa”, facendo prevalere il senso di colpa sulla curiosità di testare l’ennesimo elettrodomestico.

Decisamente più rassicurante è la “friggitrice ad aria”: la Airfryer introdotta sul mercato da Philips nel 2010 promette cibi croccanti e gustosi come quelli fritti, ma senza olio, o quasi.

La geniale trovata di marketing risiede principalmente nel nome, che genera aspettative utopistiche: vi sfidiamo a giurare che le arancine cotte in aria fritta siano goduriose quanto quelle estratte dall’olio bollente.

A onor del vero, anche i marchi più accreditati non vendono menzogne nelle loro guide all’acquisto; Philips recita: «una friggitrice ad aria è un piccolo forno ventilato che può essere posizionato sul piano della cucina e produce risultati simili a quelli della frittura tradizionale senza sporcare o emanare odori».

Ecco perché i nostri amici non la usano solo per “friggere” patatine, bocconcini di pollo e olive ascolane, ma anche per preparare lasagne, torte rustiche e biscotti: perché è un forno, incredibilmente compatto ed efficiente.

Sia che ne stiamo valutando l’acquisto o che la esibiamo già in bella mostra sulla nostra penisola, può valere la pena approfondire le funzionalità di questo relativamente giovane aiutante in cucina, così da sfruttarlo al massimo delle sue potenzialità o – quando opportuno – lasciarlo da parte per rispolverare le vecchie guardie.

Tra le due litiganti…
«Che dici, le faccio fritte o al forno?». Questo antico dilemma pare ormai superato, adesso che c’è lei, capace di coniugare gusto e benessere.

È innegabile che la friggitrice tradizionale non sia propriamente attraente per chi è più attento alla linea: il cibo viene immerso completamente (e sottolineiamo “completamente”) in olio caldo, a temperature comprese tra 160 e 180 °C, così che il velocissimo trasferimento di calore possa disidratare solo l’esterno degli alimenti, lasciando l’interno morbido a contrastare l’amata crosticina, custode di quelle godibilissime sostanze aromatiche che rendono il fritto così appetitoso.

Diversamente, in un forno ventilato il calore prodotto dalle resistenze viene messo in circolo da una ventola: l’intento è quello di ottenere una cottura più rapida e uniforme (molto utile quando vogliamo cuocere più pietanze contemporaneamente) grazie alla distribuzione omogenea del calore, che non sarà più localizzato nella parte alta o bassa del forno, come avviene in modalità statica.

E la friggitrice ad aria? Anche qui l’aria calda circola nel cestello e viene distribuita ad una velocità molto elevata, così da cuocere gli alimenti molto rapidamente grazie anche alle dimensioni notevolmente ridotte. Ed è qui che si gioca la partita: essendo notevolmente più compatta di un forno, e anche di un fornetto, garantisce tempi di cottura decisamente più brevi con annesso risparmio energetico, che di questi tempi non va disdegnato.

Naturalmente non è adatta a preparare porzioni condominiali, anche se sul mercato iniziano a diffondersi le “taglie forti”, equipaggiate da recipienti in grado di accogliere un intero pollo o più di un chilo di patatine fritte.

La friggitrice ad aria rimane dunque una valida alternativa se non avete un forno e non avete intenzione di comprarne uno, perché magari siete in affitto e quindi cercate un efficiente sostituto takeaway; o magari avete poco tempo per cucinare, i sofficini Findus sono il vostro comfort food serale e non morite certo dalla voglia di diffondere la puzza di fritto per tutto il monolocale.

E ora quale scelgo?
Esistono in commercio diversi modelli, accomunati dallo stesso principio di funzionamento, e suddivisi in due grandi categorie: “a cassetto” e “a fornetto”.

Quelle a cassetto sono certamente le più diffuse e pubblicizzate, soprattutto perché essendo più piccine trovano facilmente posto anche nelle cucine a prova di Tetris: presentano un cestello (spesso lavabile in lavastoviglie) che può essere estratto dall’apparecchio, esattamente come un cassetto, e sono munite di una maniglia frontale, funzionale ad aprire e chiudere la friggitrice. Generalmente sono digitali, con un touchscreen e programmi impostati, anche se è sempre possibile selezionare i gradi ed il tempo di cottura in autonomia.

In merito alla capienza, ce n’è per tutte le esigenze: dai 3,5 litri adatti ad una coppia, fino ai 7 litri dei modelli extra large, perfetti per una famigliola anche piuttosto numerosa. Philips resta senza dubbio il brand leader di mercato e la sua Essential Airfryer XL continua ad essere uno dei modelli più venduti nei negozi online e fisici, più capiente della Essential Compact, anche se non ai livelli della Premium XXL (che promette di sfamare fino a sei persone): molto basica dal punto di vista degli accessori (lavabili in lavastoviglie), ha sette programmi di cottura, tra cui l’utilissimo “mantenimento in caldo”, ed è accompagnata da un ricettario consultabile direttamente su una app mobile.

La friggitrice a fornetto è esteticamente molto simile al forno tradizionale, con uno sportello a ribalta e almeno un paio di ripiani interni che si prestano a cuocere più preparazioni contemporaneamente.

Dotate di teglie e griglie, possono raggiungere una capienza che tocca i 30 litri, nella media dei fornetti elettrici più diffusi. Se amate gli accessori è certamente intrigante la Innsky, dotata addirittura di un girarrosto a spiedo, perfetto per il pollo del sabato sera, un girarrosto a cestello che favorisce una cottura ancora più uniforme, per una croccantezza assicurata, e due rastrelliere per la disidratazione.

Patatine (non) fritte
Se l’obiettivo è rispettare la dieta, la friggitrice ad aria saprà darci manforte: basteranno pochi minuti per darci l’illusione di gustare le patatine fritte della rosticceria sotto casa, di cui conserviamo un tristemente lontano ricordo.

Per un risultato più che soddisfacente tagliate le patate a bastoncini e immergetele in una ciotola piena di acqua fredda per circa mezz’ora, così che rilascino un po’ del loro amido; tamponatele accuratamente con un canovaccio e versatele direttamente nella vostra friggitrice ad aria, senza aggiungere alcun tipo di condimento, impostando una temperatura di 160 °C.

Fatele “asciugare” per alcuni minuti, dando una mescolata di tanto in tanto (a meno che non abbiate il cestello rotante): saranno pronte quando diventeranno opache e prive di lucentezza. A questo punto versatele in una ciotola, condite con il famoso cucchiaio d’olio consentito a pasto, mescolate bene e rovesciate tutto nel cestello, a 180°C per circa 20 minuti (tempo puramente indicativo). Anche questa volta, rimestate spesso per ottenere una cottura uniforme.

Sembrano quelle della rosticceria? Probabilmente no. Sono tanto meglio di quelle preparate con il caro vecchio forno? Giudicate voi.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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