Una bussola in tempi difficiliIl Premio Bancor 2022 all’economista Lord Mervyn King

Nel corso della premiazione, il banchiere britannico, già governatore della Bank of England, ha tenuto la lectio magistralis “The Great Repricing: Central Banks and the World Economy”. Il riconoscimento è stato istituito dall’Associazione Guido Carli con il patrocinio di Banca Ifis, per premiare personalità di rilevanza internazionale che si sono distinte nel campo dell’economia e del giornalismo economico-finanziario

Il Premio Bancor 2022, istituito nel 2020 dall’Associazione Guido Carli con il patrocinio di Banca Ifis, è andato a Lord Mervyn King, economista, accademico e banchiere britannico, già governatore della Bank of England. Il riconoscimento è stato consegnato a Roma, nella storica cornice di Galleria Doria Pamphilj, nel corso di un evento – moderato dalla giornalista Lucia Annunziata – in cui sono intervenuti Federico Carli, presidente dell’Associazione Guido Carli ed Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, alla presenza del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del presidente di Consob, Paolo Savona. Durante la cerimonia di premiazione, Lord Mervyn King ha tenuto una lectio magistralis intitolata “The Great Repricing: Central Banks and the World Economy”.

L’obiettivo del premio Bancor è ogni quello di premiare le personalità eccellenti nel mondo economico-finanziario che si sono contraddistinte per competenza, integrità e trasparenza. Il riconoscimento si ispira, nel nome e nei valori, al termine “Bancor” utilizzato nel 1944 dall’economista John Maynard Keynes, in occasione degli accordi di Bretton Woods, quando i principali Paesi del mondo si preparavano a chiudere la drammatica vicenda della guerra, provando a disegnare un assetto nuovo di relazioni internazionali che evitasse il ripetersi degli orrori che avevano caratterizzato la prima metà degli anni Quaranta del Novecento. Bancor era la soluzione proposta dall’economista: una valuta sovranazionale governata dalla razionalità degli uomini per sottrarre le prospettive di sviluppo dell’intera comunità delle Nazioni all’arbitrio di una sola potenza egemone.

La proposta rimase un’utopia. Il termine Bancor non venne mai più utilizzato fino al 30 maggio 1971, quando comparve per la prima volta sull’Espresso come firma enigmatica. L’articolo d’esordio si intitolava “Tempesta in arrivo”.  Lo pseudonimo in poco tempo si trasformò in un successo editoriale. Gli interventi di Bancor furono attesi da economisti, politici e banchieri con crescente interesse, riportati dalla stampa estera, commentati all’università, dibattuti nel corso di alti consessi monetari internazionali e perfino oggetto di interrogazioni parlamentari. Parecchi anni dopo, si scoprì che gli autori degli articoli erano Guido Carli ed Eugenio Scalfari. Ritrovando negli archivi la raccolta degli articoli di Bancor, è nata così l’idea da parte di Federico Carli di istituire il Premio Bancor, per recuperare lo spirito che sta dietro una parola tanto ricca di suggestioni.

«L’esempio del civil servant Mervyn King dimostra che non è mai vano il tempo dedicato ad alimentare quella spinta morale, che ci faccia considerare l’impegno di servire il proprio Paese, la propria istituzione, la propria azienda, soprattutto nei confronti delle sfide difficili, come un irrinunciabile dovere», ha commentato Federico Carli, nel corso dell’evento di premiazione. «Il Premio Bancor ci riporta alla mente una celebre frase di Guglielmo Orange: “Non occorre sperare per intraprendere, non occorre riuscire per perseverare”. Bancor (Guido Carli) intervistato da Bancor (Eugenio Scalfari) concluse la famosa intervista sul capitalismo italiano con queste parole: “Il mio pessimismo non mi porta a fuggire il mio tempo. Anzi, devo ammettere d’esser lieto che questo sia il mio tempo. In tempi stagnanti mi sarei forse sentito meno angosciato ma più inutile”. Questo insegnamento è vivo ancora oggi, e con il Premio Bancor ci muoviamo lungo questo cammino».

Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, ha spiegato che quasi trent’anni dalla sua scomparsa, la figura di Guido Carli «rappresenta ancora oggi un fulgido esempio per il ruolo che, come banchiere ed accademico, ha avuto nel guidare il Paese attraverso la complessa fase della Ricostruzione. Questo Premio ci ricorda che è sempre possibile affrontare le sfide che il presente ci pone, con una metodologia attenta e precisa – di studio e analisi del presente – che ci consenta, attraverso l’etica nell’agire e la razionalità del pensiero, di indirizzare la nostra posizione nel futuro che desideriamo».

Sulla scia segnata da Bancor, l’intento del premio è proprio quello di dare vita a una riflessione sui problemi che stiamo attraversando, da cui possa ricavarsi una bussola utile per tracciare una rotta che ci conduca fuori del labirinto: ogni epoca presenta le proprie difficoltà, ma la storia insegna che, confidando nella razionalità e nell’ingegno dell’uomo, è sempre possibile trovare la strada per superare gli ostacoli.