Saluti daOtto viaggi con tappa gastronomica per il 2023

Il regalo ideale non esiste ma i viaggi sono sempre quanto più gli si avvicina: dal glamping agli alberghi diffusi, tra ville esclusive e boutique hotel, un breve elenco di idee dove unire il piacere del soggiorno e quello della tavola

Foto Jametlene Reskp - Unsplash

Non è più il tempo dei regali intesi come cose, oggi i veri regali sono le esperienze: momenti in cui imparare, svagarsi, lasciarsi andare o lasciarsi prendere da attività che ci confermino che il mondo è un posto bello, ad eccezione di casa e ufficio.

Se i nostri consigli sullo shopping non sono stati abbastanza esperienziali, si può sempre regalare un weekend a sfondo enogastronomico. Abbiamo preparato una guida con qualche spunto per il 2023. E se non avete nessuno a cui regalare il viaggio, potrete sempre farlo voi. Viva i viaggi, viva il cibo, viva la voglia di organizzare cose belle.

Iniziare l’anno in modo diverso: il winter glamping
L’evasione del campeggio con il comfort delle amenities, ovvero tutti quei servizi tipici dei resort.
Si sintetizza così il concetto di glamping, che in Italia inizia ad affermarsi in ritardo rispetto a molti altri Paesi. È una forma di soggiorno tipica della bella stagione, ma perché privarsi di un contatto più stretto con la natura d’invero? Ecco che Orlando in Chianti, il primissimo glamping resort aperto in Italia, rende disponibili alcuni dei suoi più confortevoli spazi anche in alcuni weekend tra dicembre e gennaio. Ci si ritrova in una suite indipendente immersi nella natura del Parco di Cavriglia. All’interno del glamping anche un bistrot dove carni, vini, salumi e formaggi sono a locali. Ma hey, siamo nel Chianti, forse una delle mete più tradizionali e famose del turismo enogastronomico italiano. E allora tradizione sia!
Fuori dal glamping organizzate una visita in cantina, magari al Castello di Albola e un pranzo in uno dei locali che fanno del Chianti una capitale permanente del gusto. Due suggerimenti nonché grandi classici: Trattoria Mangiando Mangiando, storico locale che, secondo la guida Osterie d’Italia Slow Food, è il luogo in cui «la cucina testimonia il territorio e mantiene la tradizione». Bruschette, crostini, pappardelle e bistecca di chianina sono i piatti da non lasciarsi scappare in questo locale di Greve in Chianti. Ma se siete alla ricerca di una vera istituzione della carne, tocca fare un salto a Panzano in Chianti per fare visita a Dario Cecchini e alla sua Officina della Bistecca. Un luogo iconico per gli appassionati di carne. Ma tranquilli, c’è anche una proposta vegetariana.
Tornerete a casa felici, grati di un’esperienza classica fatta in una stagione insolita.

Febbraio, Firenze e tutti Fuori di Taste
Non che servano delle scuse per andare a Firenze, ma perché non farlo proprio in occasione di Taste, l’evento totalmente dedicato al cibo, all’interno della rassegna Pitti? Per il 2023 sono già disponibili le date: dal 4 al 6 febbraio presso la Fortezza da Basso, a due passi da stazione S. Maria Novella. Tanti appuntamenti e un numero maggiore – rispetto alle edizioni precedenti – di espositori che rappresentano la nicchia dell’enogastronomia. Ma gli appuntamenti sono sparsi anche per tutta la città, con il calendario Fuori di Taste, dove ristoranti, hotel, cocktail bar organizzano piccoli momenti dedicati al gusto.
L’occasione sarà buona per lanciarsi in nuove esperienze in città come Gucci Osteria, godersi uno specialty da Ditta Artigianale. Momento cultura con un museo? Perché no, ma magari fuori dai giri famosi, come il museo Stefano Bardini, luogo che raccoglie parte della collezione dell’antiquario più famoso al mondo alla fine dell’Ottocento.

Un weekend, due regioni: la Lunigiana
Non diamo nulla per scontato. Dov’è la Lunigiana? È una subregione tra Toscana e Liguria compresa tra le province di Massa-Carrara e La Spezia. Seppur poco raccontata, è espressione di ricchezze enogastronomiche e culturali tra mare e collina. Sarzana è un po’ il centro di quest’area: una cittadina ben tenuta dove c’è sempre un’attività culturale tra le strade. Aprile, ad esempio, è il momento di Atri Fioriti, l’appuntamento in cui i palazzi storici aprono i loro portoni e gli atri diventano straordinari spazi di allestimento floreale. Da Sarzana è possibile muoversi verso il resto della Lunigiana, entroterra o mare.
Con sedici minuti di auto si arriva in località Fodisnovo, dove ci sono due indirizzi interessanti a partire dalla Locanda de Banchieri, nella quale lo Chef Giacomo Devoto propone una cucina lunigianese fondata sulla ricerca e l’interpretazione. Parte dell’offerta del menu è fatta di ingredienti che provengono dall’azienda agricola di proprietà. Menu sempre diverso, ma basato su una proposta affine a questo territorio fatto di mare ed entroterra. E poi La Burlanda, un agriturismo dove provare una cucina semplice e locale fatta di pici al ragù, Sgabei – tipica pasta fritta – e le carni allevate in loco cotte arrosto o, nel caso del capretto, fritto.
Se non siete tanto da bosco quanto più da riviera, allora vale la pena spostarsi verso Lerici e provare Ristorante Ciccillo: tipica cucina di mare, ma con un panorama suggestivo, specie se la giornata è soleggiata (è aperto solo a pranzo). Insomma, questo territorio è un tesoro ancora nascosto che vi aspetta.

Umbria: tra boschi, castelli medievali e soste golose
L’Umbria è una terra speciale: è tanto autentica quanto bella senza sbavature. Uno di quei paesaggi perfetti per le foto di Instagram, ma che non ti deludono mai quando li vedi dal vivo. Ritagliatevi tre o quattro giorni per scoprire alcuni dei borghi incontaminati di questa piccola regione del centro Italia.
Fate un salto nel borgo di Montone (Pg) per un pranzo alla Locanda del Capitano, guidata dallo Chef Giancarlo Polito. Qui la cacciagione è di casa e, nel periodo autunnale, anche funghi e tartufi non mancano. Continuando il giro, una sosta a Gubbio per godersi il panorama e poi proseguire verso Borgo Santa Cecilia: una tenuta isolata con tanto di bosco che contiene un mondo fatto di ottimi salumi, buona cucina e l’accoglienza appassionata di Giuseppe, Serena e il cane Juno. Vi racconteranno questa regione attraverso parole, sapori e calore di una struttura che ha voglia di farvi passare bei momenti.
Le notti diventano straordinarie se passate in luoghi che hanno una lunga storia. Dormire a Castello di Postignano diventa un’esperienza memorabile: un albergo diffuso ricavato da un antico borgo recuperato, con camere che sono le vecchie case del borgo. Andate alla ricerca degli spazi comuni, della sala relax, della sala biliardo o della piscina. Vi perderete tra le vie e vi ritroverete sempre più felici. La proposta gastronomica a Castello di Postignano è nelle mani di Chef Vincenzo Guarino, altra grande nota di merito di questo posto lontano dal mondo.
Se subite il fascino delle residenze antiche allora Castello di Petrata è il luogo dove passare una notte. Una fortezza del XIV secolo circondata da un giardino troppo bello per essere vero (ma lo è) e un panorama tra collina e pianura. Queste e altre strutture sono tutte raccolte nella Guida de Les Collectionneurs, che raccoglie indirizzi esclusivi legati al mondo della ristorazione, dell’accoglienza e dei viaggi.
Tenetevi una notte per concludere meravigliosamente il viaggio nel centro di Assisi, al Nun Assisi Relais & Spa Museum. Questa è una struttura fondata sulle mura di un antico monastero, che ancora oggi preserva il chiostro colmo di erbe aromatiche, punto centrale di una struttura ottimamente conservata. La vera chicca è la SPA: uno spazio di relax e benessere che si circonda di antiche colonne romane. Le camere sono ricche di comfort, ma alcune sono delle vere e proprie perle rare fatte di affreschi centenari e terrazzini con vista panoramica su Assisi. Imperdibile la cena al ristorante del Relais, Benedikto, dove starete bene dal primo all’ultimo istante che vi passerete, grazie soprattutto ai piatti dello Chef Enea Barbanera.
Attività extra: una visita al frantoio di Olio Decimi, una delle realtà di eccellenza dell’olio italiano. Qui scoprirete le nuove tecniche per fare olio buono e potrete fare una degustazione guidata con dei padroni di casa appassionati.

Saluti all’estate con Mangirò sui Colli bolognesi
Primo fine settimana di luglio. Lasciatevi alle spalle la città e dirigetevi verso gli iconici Colli bolognesi.
Il paesaggio è tranquillo, senza eccessi e vi metterà di buon umore. La destinazione è il paese natale di Gianni Morandi: Monghidoro. Qui Il Forno di Calzolari organizza ogni anno Mangirò, una camminata con soste gastronomiche costeggiando campi di grano maturo, ruscelli, piccoli borghi all’interno dell’appennino Tosco-Emiliano. Potete pensare di fare una gita in giornata o organizzare un pernottamento da queste parti. In entrambi i casi non tornate a casa senza essere passati dal forno per prendere pane e biscotti di uno dei panifici più buoni del mondo. Quasi certamente, al ritorno passerete da Bologna dove potrete continuare il tour a sfondo rurale con un passaggio a Il Campo di Fave, una piccola azienda agricola che produce ortaggi, miele, olio e farine gestita interamente da tre giovani agricoltori. L’alternativa, altrettanto giovane e appassionata, vi porta fino al cuore della città rossa per provare la cucina del ristorante Ahimè, luogo fortemente legato al concetto “dalla fattoria alla tavola”, e che si è visto assegnare la Stella Verde dalla Guida Michelin 2023.

Una villa nelle Marche
L’idea di uscire di casa per rinchiudersi in una casa più bella, con tanti amici e fare attività casalinga potrebbe somigliare poco a una vacanza, ma è invece una formula perfetta per chi non riesce ad avere i ritmi lenti e cerca quella che molti definirebbero normalità.
Il turismo in villa è una tendenza che agli italiani piace moltissimo: coccolarsi in grandi case storiche, magioni ricche di comfort e spazio con il valore aggiunto di sentirsi a casa e vivere un sogno. Tra le tante proposte di Emma Villas – sito che riunisce ville esclusive in affitto – abbiamo puntato sulla regione Marche per una vacanza ideale per isolarsi in buona compagnia, magari scegliendo di cucinare in casa, ma avendo a disposizione mete dove andare ad acquistare buoni prodotti.
Campofilone (Fm) è una tappa obbligatoria per comprare gli omonimi maccheroncini che hanno conquistato anche la certificazione Igp. Basta arrivare qui, guardarsi intorno e puntare al primo pastificio. E due olive ascolane, no? Due indirizzi per le olive ascolane originali: Frittomistolab e Agorà Ascoli Piceno. Completate i giri nei mercati locali dove è facile trovare ottimo pesce dell’Adriatico e verdure locali. Magari potreste cimentarvi nella preparazione dello stoccafisso all’anconetana per una cena in villa, magari bevendo Ribona, un piccolo vitigno poco conosciuto della zona maceratese. Un buon esempio è l’Altabella di Cantine Fontezoppa dove potreste organizzare anche una visita.

Autunno, foliage e Bagoss
Svegliarsi circondati dalla natura d’autunno è il centro cui far ruotare intorno un fine settimana di vacanza gastronomica perfetta. La meta è la provincia bresciana, più precisamente sulle rive di Anfo (Bs) dove si trova Lago Idro Glamping Boutique. Vi ritroverete immersi tra lago e montagne a godervi lo spettacolo del foliage, il cambio di colore della vegetazione a fine ottobre, pernottando nelle mobile home. La proposta gastronomica qui è tutta locale, ma se siete dinamici e affamati vale la pena salire sulla montagna sopra Anfo e fare visita al ristorante del rifugio Fabus per affondare le fauci nella sincera cucina montana fatta anche di casoncelli e del mitico spiedo bresciano.
Meta gourmet è Bagolino, patria del Bagoss, il formaggio a pasta gialla e saporita che caratterizza la cucina della Valsabbia. Può valere la pena fare un salto in questo borgo medievale e acquistare un pezzo di formaggio direttamente in una delle tante aziende casearie del posto. In generale questa provincia – come tutta la Lombardia – pullula di formaggi eccezionali che meritano di essere provati. Una gita in questi territori, nel nuovo anno, può trasformarsi in un’occasione unica: Le province di Brescia e Bergamo sono state proclamate Capitale della Cultura 2023: sarà un anno ricco di eventi e appuntamenti per ogni tipo di interesse culturale, compreso quello gastronomico.

Baccanale in Romagna
Se c’è un’area italiana che ci rende felici già solo sentendola nominare, questa è la Romagna. In parte è dovuto allo stereotipo del romagnolo sempre di buon umore, dall’altra per l’identità gastronomica che è colma di piatti comfort come le paste ripiene, le piadine, i passatelli in brodo (!!!). Perché allora non combinare un weekend sincero? Magari in concomitanza di un evento gastronomico che da oltre trent’anni si svolge a Imola (il comune romagnolo della provincia bolognese): il Baccanale. Abbiamo già raccontato l’edizione 2022 che aveva come tema centrale quello dei ripieni. Si tratta di una rassegna gastronomica che vuole valorizzare le tradizioni popolari esaltando le attività locali usando il cibo come motore propulsivo di cultura, promozione e approfondimento. Nei giorni dell’evento sono previste tante cene degustazione, mostre, spettacoli e mercati.
Il tema di Baccanale 2023 non è ancora stato svelato ma potrete scoprirlo prossimamente sul loro sito. Ricordate di mangiare almeno una piadina – che da queste parti è leggermente diversa rispetto a quelle riminesi – e, se vi sentite in modalità fine dining, ricordatevi del San Domenico, lo storico ristorante due stelle Michelin che rende fiera questa zona da molti anni ormai.