Dalla moda alla pitturaI ritratti femminili della prima “personale” di Fabio Bellotti

Ferocia e sensualità, libertà ed eleganza, il vecchio e il nuovo: le opere della mostra milanese, aperta fino al 18 marzo, vogliono essere la bussola del nostro viaggio interiore

Installation view, Fabio Bellotti. FOR YOUR EYES ONLY, Antonia Jannone Disegni di Architettura, 2023, ph. Henrik Blomqvist

Con la mostra milanese For your eyes only (galleria Antonia Jannone, corso Garibaldi 125, fino al 18 marzo), l’art director, imprenditore tessile e (ora) pittore Fabio Bellotti, classe 1938, ha svelato le sue doti di artista per la prima volta. Attenzione, però, a definirlo in questo modo: «Ma quale artista: io mi diverto e basta. L’altro giorno è passato Mimmo Paladino, lui sì un artista, e mi chiedeva perché mi sono messo a dipingere. “Lo faccio perché mi diverto”, gli rispondo, e lui: “Anche io! Molti parlano di sofferenza, fanno arte perché soffrono”. No, io mi diverto e basta», ha detto alla Stampa poco prima dell’inaugurazione. 

Un percorso, il suo, che si discosta da quello delle discipline figurative. Infatti ha lavorato per trent’anni come consulente creativo per Armani, Chanel, Miyake e Valentino, riscuotendo molto successo nei campi dell’imprenditoria e del fashion system. For your eyes only è l’inizio di una nuova parentesi. 

Fabio Bellotti, THEATER LOVER ©Henrik Blomqvist

L’esposizione si concretizza in una collezione di trentadue opere di grande formato, quasi tutte dedicate a ritratti femminili, combinando ferocia e sensualità, libertà ed eleganza, il vecchio con il nuovo. Invitando tutti gli spettatori a condurre un viaggio interiore, Bellotti ha bene in mente la direzione che vuole perseguire. Questo è certo. 

Ogni quadro appartiene a una stagione, e tutti insieme prendono forma grazie al ciclo che inizia e finisce con l’inverno. Le trame che ogni quadro assume sono pluridimensionali: ecco perché l’accessibilità e la partecipazione concessa allo spettatore risultano parziali. Dentro di noi, fin da bambini, viene instaurata una certa consuetudine rispetto alle stagioni, che rappresentano gli stati d’animo con i quali tingiamo le paure e i desideri che collidono in noi.

II percorso della mostra rende l’idea dell’articolazione politica proposta. È intuibile come l’intenzione dell’artista sia quella di mostrare la propria solidarietà nei confronti delle donne di tutto il mondo, rimuovendole dalla dimensione domestica e lustrando la qualità di ognuna di loro. Coerentemente al significato delle opere, l’artista si è impegnato di donare parte del ricavato dalla vendita dei suoi pezzi all’ente benefico Associazione di solidarietà donne per le donne (Asdd), che da ottobre 2022 si occupa di creare una rete di sostegno e inclusione per le donne afghane.

Fabio Bellotti, RAGAZZA DAL CAPPELLO FIORITO ©Henrik Blomqvist

A livello formale, lo spettatore a stento ha difficoltà nell’indulgere in fantasie bislacche. Ecco perché i ritratti si presentano reali, nelle loro verità intrinseche. Nonostante le donne illustrate abbiano età e look differenti, si notano parecchie similitudini rispetto alla posa e al portamento che mostrano. È come se comunicassero di essere diametralmente opposte nel temperamento.

Ciò che non conforta, ma che risulta al contempo motivante, è questo: pare che l’unica soluzione per diventare interlocutori di noi stessi sia gettare qualsiasi altro pensiero, facendo passare in sordina la necessità scolastica di spiegare le cose. Come scrisse Italo Calvino nel capitolo dieci del Visconte Dimezzato: «Ma già le navi stavano scomparendo all’orizzonte e io rimasi qui, in questo nostro mondo pieno di responsabilità e di fuochi fatui». E anche chi si approccerà a For your eyes only dovrà necessariamente capire – senza pregiudizi – il carattere sfuggente delle opere di Bellotti.

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