Defensor criminisL’ultima patacca ideologica di Putin è distruggere le cattedrali per combattere il satanismo

L’ultima follia dell’autocrate russo è millantare una guerra contro la Chiesa ortodossa ucraina per «distruggere i legami spirituali delle nazioni sorelle»: secondo lui, Kyjiv sta distruggendo il cristianesimo ortodosso in Ucraina. E il suo esercito di criminali sarebbe sceso in campo in difesa della fede

AP/Lapresse

Satana si combatte tirando missili sulle cattedrali: è questo il teorema di Putin che si ricava incrociando le ultime «veline» del Cremlino ai media con i comportamenti concreti. In particolare, il brutale bombardamento della Cattedrale ortodossa della Trasfigurazione di Odessa.

Iniziata nel 1794, terminata nel 1808, arricchita tra il 1825 e il 1837 dal campanile realizzato dall’architetto italiano Francesco Frapolli, demolita da Stalin nel 1936, era stata ricostruita tra il 1999 e 2003. Ma nella notte della scorsa domenica l’edificio è stato di nuovo parzialmente distrutto nel corso di un attacco missilistico russo su Odessa.

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenko, ha insistito che l’attacco è stato effettuato con armi navali e aeree di precisione a lungo raggio «sulle strutture dove venivano preparati atti terroristici contro la Federazione russa».

L’Unesco ha condannato i «brutali attacchi russi» con la massima fermezza. «Queste terribili distruzioni segnano una nuova escalation di violenza contro il patrimonio culturale dell’Ucraina», è stata la denuncia della direttrice generale dell’agenzia delle Nazioni Unite per la cultura, l’istruzione e la scienza, Audrey Azoulay.

Ma, appunto, secondo Vladimir Putin è così che si combattono i «satanisti nazisti» che sarebbero «trincerati nella santa città russa di Kyjiv». Meduza ha ottenuto una copia delle ultime istruzioni dell’amministrazione Putin per i notiziari statali e filogovernativi. Il documento delinea esattamente ciò che il Cremlino vuole che i suoi media di propaganda dicessero ai russi nell’anniversario del «Battesimo della Rus’»: la conversione del sovrano della Rus’ di Kyjiv Volodymyr il Grande al cristianesimo nel 988, celebrata il 28 luglio. Il documento ordinava appunto ai giornalisti di riferirsi all’evento come a un «punto di svolta chiave nella storia russa» e al «punto di formazione della statualità russa», e di sottolineare che avere una «fede comune» è ciò che ha permesso alle «tribù slave orientali» di diventare un «popolo unificato».

Molta attenzione era dedicata anche agli «avversari della Russia» che hanno combattuto contro il cristianesimo ortodosso in Ucraina, Bielorussia e Polonia. In particolare, si afferma che «i re polacchi impiantarono il cattolicesimo e l’uniatismo nei territori russi nativi occupati per dividere e soggiogare il popolo».

Meno di una settimana prima, Putin aveva fatto affermazioni territoriali simili sulla Polonia in una riunione del Consiglio di sicurezza russo: «Fu grazie all’Unione Sovietica, grazie alla posizione di Stalin, che la Polonia ottenne notevoli tratti di terra in Occidente, terra che apparteneva alla Germania. È vero: i territori occidentali della Polonia moderna furono un dono di Stalin ai polacchi. I nostri amici a Varsavia se ne sono dimenticati? Glielo ricorderemo». Ovviamente il presidente russo ha glissato sul Patto Molotov-Ribbentrop, e sul modo in cui nel 1939 l’Unione Sovietica invase la Polonia assieme alla Germania.

Ma il documento è se possibile ancora più aggressivo sull’Ucraina, il cui governo è definito «regime apostata» che starebbe conducendo una guerra contro la Chiesa ortodossa ucraina per «distruggere i legami spirituali delle nazioni sorelle». Ovviamente, si glissa anche sui missili contro la Cattedrale della Trasfigurazione dell’Ucraina. Secondo questo schema, l’unica persona che può raddrizzare la situazione è, ovviamente, Vladimir Putin. I media di propaganda hanno dunque il compito di spiegare ai russi che al loro presidente può essere attribuito il merito di «ripristinare il ruolo della Russia come protettore della fede ortodossa». «Oggi il nostro Paese sta combattendo contro un nuovo regime satanico. Il regime di Kyjiv sta deliberatamente distruggendo il cristianesimo ortodosso sul territorio dell’Ucraina, esercitando pressioni dirette contro i sacerdoti e sequestrando le chiese. I satanisti nazisti si sono trincerati nella santa città russa di Kyjiv, dove Rus’ fu battezzata. La Russia è venuta in difesa della fede ortodossa e sta schiacciando i neonazisti che adorano le idee occulte di Hitler e Bandera al fronte».

Il documento attribuisce inoltre a Putin il merito di «sostenere la rinascita dell’Ortodossia» e di «ripristinare la chiesa» in Russia. Una fonte vicina al Cremlino ha detto a Meduza che l’enfasi della guida sullo stesso Putin non è un caso, e che i media russi lo citeranno sempre più per nome nei prossimi mesi: «Questo è importante per la campagna elettorale. Il presidente sarà collegato a ogni sviluppo, in modo che il suo nome sia costantemente sentito».

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