Kyjiv va aiutataL’avanzata russa ricorda al Pd chi ha candidato e chi sono i suoi alleati

L’Ucraina non può permettersi i dubbi dell’Occidente. E chi mette nelle proprie liste dei candidati contrari all’invio di armi o sceglie di fare patti con Conte è chiamato a una riflessione esistenziale

AP/Lapresse

L’Ucraina andava aiutata di più. Va aiutata di più. Lo dicono i fatti di queste ore davanti all’offensiva, per ora contenuta, di trentamila soldati russi nelle vicinanze della seconda città ucraina, Kharkiv. Vedremo cosa succederà: l’eroismo del popolo ucraino non ha limiti, come il mondo sta vedendo da due anni e più. Ma stanno emergendo tutte le difficoltà di una lotta impari. Il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che «il nostro compito è assolutamente chiaro: ostacolare il tentativo russo di espandere la guerra. L’adempimento di questo compito dipende letteralmente da tutti coloro che sono attualmente in posizione: da Chernihiv a Vovchansk, da Kharkiv alla regione di Donetsk».

Non è un compito facile. Kyjiv ha bisogno di sostegni economici e militari. Oggi si comprende meglio che si sarebbe potuto e dovuto fare di più. La colpa dei ritardi dei cospicui finanziamenti americani è dei conservatori che infine Joe Biden è riuscito a piegare. Ed è chiarissimo che le sciagurate posizioni “pacifiste” di Giuseppe Conte e del candidato numero quattro del Partito democratico nella circoscrizione Centro Marco Tarquinio sono speculari a quelle di Donald Trump: in poche parole, chi se ne frega dell’Ucraina.

Se per sventura ci fosse stato un governo Conte 3 con Matteo Salvini, Tarquinio e Cecilia Strada l’Italia avrebbe negato le armi alla Resistenza ucraina aiutando non poco la guerra di Vladimir Putin, aprendogli la strada – lo ha detto anche Ursula von der Leyen da Fabio Fazio, non esattamente una combattente – per altre delinquenziali avventure nel cuore dell’Europa, nonostante adesso sia costretto a fate i conti anche con la rivolta di Tbilisi.

Se quindi oggi il popolo ucraino vive una fase di estremo pericolo per la sua stessa esistenza deve “ringraziare” i pacifisti ingenui che ancora vogliono mettere i fiori nei loro cannoni mentre i massacratori non si fermano, e quello, moralmente ancora peggiore, degli alleati di fatto del tiranno del Cremlino. E prima o poi le persone serie che ancora ci sono nel Partito democratico una riflessione su chi hanno candidato e chi vogliono come alleato dovranno pur farla, se hanno dignità.

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