L’alta velocità europeaLa Torino-Lione è anche la Milano-Parigi (con Novara da coinvolgere)

La linea tra il capoluogo piemontese e la città francese va inserita in un contesto di incremento delle connessioni su ferro con l’Italia e i suoi porti, per evitare che la crescita in corso della logistica non sia solo e soprattutto concentrata sulla gomma

LaPresse

Lunedì 20 alle 18.30 si svolgerà a Torino l’incontro “Milano-Torino-Europa” alla Sala Carpano in Via Fenoglietti 14. Sarà anche l’occasione per parlare di alta velocità, se ne discute meno che in passato eppure l’argomento è tuttora fondamentale. La costruzione della Torino-Lione procede sempre con fatica, come spesso capita a opere così complesse, ed è fondamentale che nel frattempo non se ne dimentichi la centralità. Dobbiamo partire da un presupposto importante: è una linea che serve sia per le persone, sia per le merci.

Il trasporto su ferro delle merci dall’Italia ai valichi alpini è questione di rilievo: oggi circa un terzo delle merci li attraversa su ferro e il sistema è messo in grave crisi da alcuni incidenti che rendono inagibili o parzialmente ostruiti per ancora qualche mese Frejus e Gottardo, nonché dai lavori del Pnrr che in prospettiva saranno fondamentali ma attualmente si stima contribuiscano a una riduzione dell’otto per cento dei treni/km rispetto al 2021.

I numeri sono comunque robusti e hanno soprattutto un potenziale di crescita prevalentemente nel rapporto con la Francia, che ad oggi ha per noi più o meno una rilevanza pari alla Svizzera e circa la metà dell’Austria. La Torino-Lione va quindi inserita in un contesto di incremento delle connessioni su ferro con l’Italia e i suoi porti, per evitare che la crescita in corso della logistica non sia solo e soprattutto concentrata sulla gomma.

Ovviamente poi ci sono le persone: dobbiamo ricordarci che dopo Lione c’è Parigi, dopo Torino c’è Milano, quattro città che si possono connettere in circa quattro ore, un po’ come accade oggi tra Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, con flussi che non sono trascurabili: basti pensare che sono circa due milioni i passeggeri dei voli tra Milano e Parigi. Dal punto di vista delle emissioni, convincerli a passare al treno, come accaduto col Milano-Roma, avrebbe un impatto forte.

Quindi questa linea resta fondamentale nell’ottica di un’Europa che deve ridurre il più possibile i voli aerei di medio raggio favorendo connessioni ferroviarie veloci, senza lasciare indietro nessuno. Per questo ritengo che la questione di una stazione di alta velocità a Novara sia molto rilevante, anzi, un impegno che le istituzioni si devono prendere a ogni livello, dalla Regione all’Europa. 

Oggi Novara rischia di essere tagliata via da flussi che invece potrebbero renderla un polo centrale, come sta accadendo a Reggio Emilia. È una questione che potrebbe sembrare molto locale, ma non lo è, c’entra con un’idea di Paese che non si concentra solo sulle grandi città ma coinvolge nella crescita anche città medie poste in posizione strategica come può appunto essere Novara, a metà strada tra Milano e Torino, potenziale sede di poli direzionali e attività che interessano entrambe le altre città.

Agli investimenti per l’alta velocità vanno affiancati, indubbiamente, quelli sui treni locali. Abbiamo bisogno di immaginare la Pianura Padana come un’unica grande città, quindi in qualche modo i treni locali ne sono la sua metropolitana. L’Europa può essere protagonista di questa scelta anche perché è un modo concreto di intervenire per rendere più sostenibile la Pianura Padana, dando opportunità di mobilità a un territorio che paga la scarsa lungimiranza delle regioni, troppo concentrate su investimenti autostradali anziché far crescere i servizi ferroviari locali.

Quella che ho in mente è quindi una connessione forte tra istituzioni, da quelle locali, alle regioni, allo Stato, fino all’Europa per infrastrutturare il nostro territorio spostando mobilità dalla gomma e l’auto, verso trasporti pubblici efficienti e di qualità. E credo che questo sia un tema che rende l’Europa più vicina a tutti noi.

Significa realizzare una logistica più sostenibile, connessioni veloci transnazionali, rimettere al centro luoghi che rischiano di essere bypassati, come Novara, e aver chiaro che le ferrovie sono tutte importanti, soprattutto quelle che trasportano ogni giorno i pendolari verso le città.

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