Pellegrini del gusto Tutto il sapore del cammino di Santiago

C’è chi il cammino lo fa per fede, chi per ricerca spirituale, chi lo affronta per desiderio di avventura e chi si trova lungo le sue strade come turista. Ognuno ha esigenze diverse, ma tutti percorrendo la Spagna troveranno bellezza per gli occhi e sapori unici per il palato

Santiago de Compostela, Fachada do Obradoiro, Catedral de Santiago ©Turgalicia

La Cattedrale, imponente e bellissima, non lascia indifferente nessuno: i pellegrini arrivano stanchi da tutto il mondo. Che abbiano percorso tutto il Camino o solo le ultime tappe, che abbiano camminato per fede, per voglia di viaggiare o per cento altri motivi personali, quando arrivano davanti alla Cattedrale tutti versano almeno una lacrima. Il suo profilo domina l’orizzonte, ma sembra dominare anche i secoli di storia racchiusi tra le sue mura. E a mano a mano che la meta si avvicina, si può avvertire la sua presenza, la sua potenza.

Al di là delle convinzioni individuali, nessuno può sottrarsi al fascino di un’intera umanità in cammino verso la speranza. Giunti sulla piazza della Cattedrale, tuttavia, il senso di solennità lascia il posto alla gioia, una sensazione di allegria che pervade tutta la città e che si ritrova all’interno della chiesa. Non c’è silenzio né austerità, ma canti e una sorta di confidenza con il Santo.

Il suono delle campane accompagna le evoluzioni del botafumeiro, enorme turibolo sospeso sopra le teste dei fedeli; i pellegrini percorrono la navata per andare ad abbracciare la statua di san Giacomo posta dietro l’altare, per poi scendere e visitare la sua tomba.

Fuori, la piazza sembra vivere in un perenne clima di festa, tra gli abbracci di chi arriva e il suono delle gaitas, le cornamuse galiziane, una voce che, una volta udita, non si può scordare. Santiago è dei pellegrini, che la esplorano bastone in mano e conchiglia al collo, ma è anche dei turisti, e di quanti vogliono conoscere questo gioiello di arte e di storia, tra piazze, vie caratteristiche, edifici eleganti, chiese e tanto altro.

Parador de Santiago de Compostela

Sacro e profano convivono serenamente: i negozi di souvenir e di artigianato attirano i viandanti, così come i tanti ristoranti del centro. Il miglior indirizzo per immergersi nel clima di Santiago è offerto dal Parador, considerato il più antico hotel di Spagna. Sorge in Plaza del Obradoiro, accanto alla Cattedrale, ed è sotto ogni aspetto parte integrante del complesso monumentale. Nei due ristoranti dell’albergo si possono gustare, fronte alla Cattedrale, i sapori tipici del territorio. Perché i viaggiatori, i turisti e gli stessi pellegrini non devono rinunciare a scoprire la ricchezza gastronomica dei territori che incontrano.

Piatto principe a Santiago è il pulpo a feira, da gustare nelle tipiche pulperias, i locali dove il polpo cuoce in continuazione nei grandi calderoni di rame: quando va servito, viene sgocciolato e i tentacoli vengono tagliati con le forbici. Indirizzo classico in città è il Meson del Pulpo, ma vale una sosta anche O Tangueiro. Non sono certo posti eleganti, ma la cucina merita, non solo per il polpo, ma anche per specialità come le empanadas, la tortilla o le croquetas caseras.

Pulpo a la gallega ©Ente Spagnolo del Turismo

Per dormire, oltre al Parador, un indirizzo sicuro è l’Hotel Los Abetos, vicino alla via di entrata in città del cammino francese, uno dei percorsi più antichi e più battuti dai pellegrini.

Tutte le strade portano a Santiago
Del resto non esiste una sola via per Santiago, ma una pluralità di cammini, di cui quello francese è solo una delle varianti più note: percorso da più di centocinquantamila pellegrini ogni anno, è stato il primo itinerario del cammino di Santiago dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Il percorso si snoda su diverse strade in territorio francese, e i pellegrini possono entrare in Spagna attraversando i Pirenei ad altezze diverse. L’accesso forse più suggestivo e ricco di significati è quello che parte da Roncisvalle. Qui, nel luogo dove la leggenda ha narrato la morte di Orlando nel 778 e la sconfitta dei paladini di Carlo Magno, la ritualità del pellegrinaggio è affidata ai monaci della Collegiata, che impartiscono ai viandanti una benedizione che li accompagni lungo il cammino.

Parador de Santiago, claustro San Lucas

Il ristoro al termine della tappa è affidato ai gustosi prodotti locali: l’ospitalità di indirizzi semplici come La Posada consente di dormire, di mangiare e di bere un bicchiere di vino. Assolutamente da provare il formaggio Idiazabal, di latte ovino, grasso e saporito, e la txistorra, salsiccia condita con aglio e peperoncino dolce.

Da qui si snoda una serie di tappe, ciascuna pronta ad accogliere i viaggiatori in ostelli, conventi, alberghi e strutture di ogni genere, a ristorarli e a sostenerli in caso di difficoltà. I percorsi sono perfettamente calcolati, e indicati in modo chiaro.

Lungo il cammino ci sono luoghi imperdibili non solo per chi cerca il nutrimento dello spirito, ma anche della mente e del corpo. Arte, bellezza, natura, storia: tutto questo si può incontrare a Santo Domingo de la Calzada o a Burgos, a Leon o a Villafranca de Bierzo.

Nella prima parte di questo percorso, ai piedi dei Pirenei, una visita a Pamplona è di rigore. La città è nota soprattutto per la corsa dei tori durante la festa di San Fermìn, ma ci sono molti altri motivi per visitarla: l’elegante centro storico, la bella cattedrale con il mausoleo del re Carlo III, i sapori della Navarra, dai peperoni del Piquillo al cordero en chilindron, agnello cotto in salsa di aglio, cipolla, vino e peperoncino.

Per dormire si può scegliere un moderno e confortevole hotel in centro, il Tres Reyes, mentre per mangiare si può optare per un bar dove assaggiare piatti casalinghi, come La Bankada, famoso per i suoi navarrukos, a base di uova, patate e txistorra, oppure sedersi a un tavolo di Olaverri, apprezzato per le carni alla brace.

Se il cammino francese è l’immersione nel verde, il cammino del Nord si tinge di blu: chiamato anche cammino della costa, corre lungo l’Atlantico e vede la prima tappa condurre i pellegrini da Irun a Donostia-San Sebastian. In perfetto equilibrio tra un villaggio di pescatori e una raffinata località turistica, Donostia ha un’anima basca e un volto internazionale, che incantano e stupiscono.

Zamburiñas ©Turgalicia

Il panorama della Playa de la Concha, con la sua sabbia sottile e la linea rotonda del golfo è forse la cartolina più nota della città, ma è passeggiando per le vie del centro che si respira la vita locale. E a Donostia non si può fare a meno di andare per tapas e pintxos, la versione locale dei classici “assaggini”.

Famosissima in zona è la gilda, piccolo spiedino con oliva, peperoncino e acciuga, di cui il Bar Valles vanta la paternità. Una vetrina straordinaria di sapori locali è offerta dal restaurante Rojo y Negro, dove non mancano piatti tradizionali e una coppa di Txakolì, il vino simbolo dei Paesi Baschi. Per dormire la scelta può ricadere sul classico ed elegante Hotel de Londres y de Inglaterra, con la sua indimenticabile vista sulla Bahìa de la Concha.

Procedendo lungo la costa si incontrano luoghi suggestivi, attraverso la Cantabria e le Asturie, per arrivare in Galizia, dove la prima località che si incontra è l’incantevole Ribadeo.

Direttamente in Galizia inizia invece il “breve” cammino inglese, percorso da chi arrivava per mare a La Coruña o a Ferrol, città guerriera e marinara dalle profonde reminiscenze storiche.

Descrivere tutti i cammini, tutte le tappe, sarebbe impossibile, come sarebbe impossibile raccontare che cos’è l’esperienza del cammino: diversa per ogni pellegrino, sempre indelebile. Come indelebile è la memoria dell’ospitalità spagnola.

Santiago de Compostela, vista áerea ©Turgalicia

Mangiare correttamente quando si cammina è importante e, al di là di assaggi golosi e proposte di ristoranti con specialità tipiche, il viandante potrà scegliere se fare la spesa per poi cucinare in uno dei molti ostelli che offrono una cucina, o se affidarsi a bar, birrerie, sidrerie e locali di ogni genere. Molti di questi offrono uno speciale “menu del pellegrino”, un pasto completo a prezzi vantaggiosi proposto a chi ha con sé le credenziali del pellegrinaggio, e che comprende di solito una zuppa, un piatto di carne o pesce, un dolce, acqua e vino.

Un esempio? Il ristorante O Descanso a Sarria offre ai viandanti che iniziano a sentirsi prossimi alla meta riposo e un menu che comprende una fabada o una minestra, un’insalata, pesce fresco, dolce e caffè a dieci euro. Senza dimenticare la possibilità di ricaricare le batterie con un bocadillo, panino, con salumi o formaggi, o con un plato combinado, sorta di piatto unico che combina (appunto) diverse proposte: uova fritte, patatine e peperoni; petto di pollo, patatine e insalata; frittata e crocchette di patate; filetto di pesce, patate e verdure sono solo alcune delle combinazioni che si possono trovare lungo la strada.

Una strada che, mai come in questo caso, è importante almeno quanto la meta, quella Cattedrale che diventa a ogni passo più vicina.

Santiago de Compostela, Praza das Platerías ©Turgalicia

Indirizzi utili
Parador de Santiago de Compostela
Praza do Obradoiro, 1 ­– Santiago de Compostela (A Coruña)

Grand Hotel Los Abetos
Rúa de San Lázaro, s/n – Santiago de Compostela (A Coruña)

Pukperia O Tangueiro
Rúa da Ponte de San Lázaro, 10 – Tangueiro (A Coruña)

La Posada Roncesvalles
Carretera N-135, s/n, Calle Ntra. Sra. de Roncesvalles, 2 – Roncesvalles (Navarra)

Hotel Tres Reyes
Jardines de la Taconera, s/n – Pamplona (Pamplona Navarra)

Rojo y Negro
San Marcial, 52 – San Sebastián

Parador de Ferrol
Praza do Contralmirante Azarola Gresillón – Ferrol (A Coruña)

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter