Nuovi notiNordelaia, il progetto apripista dell’Alto Monferrato

A pochi chilometri dalla Liguria ma ancora in pieno Piemonte, questa porzione di regione merita di essere scoperta, raccontata e valorizzata

Vista su Cremolino

Ci sono alcune porzioni di territorio vicine dal punto di vista geografico che, nonostante siano cariche di bellezza, rimangono ancora totalmente inesplorate. La motivazione pùò essere legata a diversi fattori: incapacità governativa, scarsezza di investimenti, cattive infrastrutture, penuria di comunicazione. Tra l’inizio dell’Appennino Ligure e la fine delle colline piemontesi, c’è una fascia di terra rigogliosa, fiorita e coltivata che si apprezza appena passato Ovada.

Bastano pochi saliscendi a spasso tra Cremolino e Acqui Terme, per ritrovarsi a una trentina di chilometri dal mare, immersi tra i vigneti, circondati di itinerari ciclabili, cantine e produttori locali. Solo di recente, nell’Alto Monferrato hanno iniziato a manifestarsi i primi interessi da parte di investitori internazionali intenzionati a creare destination places in cui venire a trascorrere giornate lunghe e oziose, farsi coccolare, ricaricare le energie e allo stesso tempo scoprire nuovi angoli di Italia (Piemonte in questo caso).

Arroccato in cima a una delle colline più alte della vallata, Nordelaia è un nuovo ambizioso progetto di accoglienza che mira a diventare il punto di riferimento internazionale per il soggiorno di lusso in questa zona. Di proprietà inglese, un vecchio cascinale è stato ristrutturato in maniera gentile e accorta dal celebre studio di design britannico These White Walls in collaborazione con Tunesi Studio Genova. Accanto all’edificio storico, una nuova costruzione su tre livelli ospita gli outlet gastronomici della struttura, dal lounge, al bistrot, per finire al primo piano con il ristorante fine dining.

Solo dodici camere, una doppia piscina (una a sfioro sulla vallata e una riscaldata), una SPA con centro benessere e massaggi, una palestra e diverse aree comuni. Ognuna delle stanze è stata progettata individualmente, con un design che racconta la tradizione artigiana italiana e quella locale. Non ci sono televisioni, proprio per accompagnare gli ospiti in un soggiorno immersivo. Le camere sono suddivise in varie tipologie: al piano terra e al primo piano, le camere Garden che affacciano sul giardino ornamentale, una vera e propria terrazza sul panorama, e sono caratterizzate da materiali ristrutturati come legno rustico, pietre naturali, metalli grezzi e ferro battuto.

Al secondo piano le camere Legacy presentano velluto, ottone e materiali più pregiati e lussuosi; al piano Attico i due Attico Suites, Foresta e Mare, con ingresso indipendente, spaziose, intime, scenografiche, dai colori caldi e naturali. Mentre in cima al nuovo edificio si trovano le due design room, Black e White.

Il punto di partenza perfetto per partire alla scoperta del territorio dell’Alto Monferrato, in una posizione strategica tra Genova, Torino e Milano tanto che un Guest Experience Team è a disposizione per far sì che ogni cliente possa godere di visite ed escursioni di giornata, attività in situ, visite guidate. Prenotando per tempo, è possibile partecipare a diverse attività stagionali come la caccia al tartufo in autunno o il foraging in primavera. Per gli amanti della cucina, il team di chef del ristorante è disponibile per organizzare masterclass e lezioni, alla scoperta delle tradizioni locali e dei prodotti regionali che caratterizzano questi luoghi.

Ora che finalmente le giornate si sono allungate e le temperature si sono fatte più miti, è tempo di godersi un aperitivo in terrazza o a bordo piscina. La serata prosegue al primo piano del nuovo edificio fatto di imponenti vetrate ad affaccio sulla vallata, dove il giovane chef Charles Joshua Pearce guida una raffinata proposta gastronomica. LORTO è infatti il ristorante gastronomico della struttura, uno dei pochi della zona. Charles è particolarmente giovane, volenteroso, concentrato sul suo progetto e allo stesso tempo ambizioso di farlo conoscere oltre i confini territoriali. Questo ragazzo fa bene a voler emergere perché la sua visione e il suo approccio alla cucina sono assolutamente riusciti, eleganti e intelligenti.

Il principio dell’economia circolare fa da sfondo a tutti i menu presentati, ponendo l’attenzione sulla riduzione degli scarti e al dare loro una seconda vita trasformandoli in fondi di cottura o rieditandoli in altre forme. Poca tradizione piemontese, pochi riferimenti alla cucina casalinga, tanto minimalismo e un’estetica più nordica che italiana. Ogni piatto è particolarmente ben dosato, c’è molto vegetale, molto mare e umami sempre e comunque. Un viaggio che consta di più portate ma che mantiene dall’inizio alla fine una bella tensione.

Ogni piatto è costruito con pochi elementi, grande concentrazione di gusto e un impatto visivo particolarmente gradevole. Un ristorante che merita più visite e assolutamente vale il viaggio se siete dei gourmand in cerca di esperienze diverse dal convenzionale ligure-piemontese.

Ora avete più che una ragione per organizzare un soggiorno in quel di Cremolino e scoprire un nuovo Piemonte.

Immagini by Nordelaia

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