
Ogni volta che torno nel Parco Nazionale d’Abruzzo accade sempre qualcosa che mi regala grandi emozioni. Basta imboccare uno dei sentieri storici per incontrare animali selvaggi, ammirare panorami mozzafiato, percepire suoni e odori particolari o contemplare esseri straordinari che vivono su questo pianeta da diverse centinaia di anni. Nei pressi di Monte Tranquillo, ad esempio, si trova un Acero di oltre 500 anni: per chi vive da queste parti (i pescasserolesi) è un albero che rappresenta una figura quasi mitica, un padre della foresta che da secoli battezza sotto le sue fronde i giovani che si accampano attorno per passare la notte e risvegliarsi adulti, pronti per affrontare il mondo. Nessun boscaiolo si è mai permesso di tagliarlo tanto che oggi questo esemplare plurisecolare, così come altri sparsi nei vari siti allora salvati dalla scure, è diventato patrimonio UNESCO.

L’Acerone di Monte Tranquillo è un albero unico non solo perché si trova in un territorio in cui predomina in maniera assoluta il faggio: una rarità. Ma anche per le sue dimensioni fuori scala, tanto che per misurarlo occorre l’abbraccio di otto persone data la sua circonferenza di quasi otto metri e un’altezza di trenta. Certo, non è questa la misurazione ufficiale per saperne l’età ma è quella che viene istintivamente quando lo si incontra durante il proprio sentiero. Già un sentiero nel bosco dove anima, natura e spiritualità si fondono in un unicum che fa del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise un museo naturale a cielo aperto. Ma in questo Parco c’è una sorpresa in più. Anzi sette. Come sette sono le opere d’arte di Arteparco, iniziativa che dal 2018 valorizza con interventi di arte contemporanea un territorio unico.

Il 27 luglio, a Pescasseroli, è stata inaugurata una nuova opera: Rinascita di Margherita Burcini, in arte megx (classe 1984), artista visiva il cui lavoro vede sempre protagonista il contesto del bosco in una costante riflessione intorno al rapporto tra uomo e natura. La scultrice, colpita dalla maestosità delle foreste vetuste, ha fuso nella corteccia di un albero una figura umana che emerge dall’elemento naturale, evocando una visione di rinnovamento: rami-umani che si innalzano verso il cielo rappresentando così una primavera simbolica che porta a germogliare ogni cosa.
«Ho sempre creato opere “vive”, biodegradabili, realizzate con argilla e paglia perché il mio intento è quello di unire corpi che raffigurino esseri umani alla corteccia dell’albero, così da ricreare un’integrazione fisica tra uomo e natura. Quando l’opera si decompone nutre la terra e restituisce vita all’albero che l’ha ospitata. Ma qui ad Arteparco è stato tutto diverso: la scultura che mi hanno chiesto di realizzare doveva essere permanente e poggiata su un albero morto, per cui ho lavorato con argilla non più cruda ma cotta. Il processo creativo è così radicalmente cambiato. Temevo di perdere la sacralità che ho guadagnato in tutti questi anni. Ma la natura mi ha guidato e ho capito cosa fare durante il sopralluogo a marzo quando mi sono portata via un pugno di terra con cui ho creato un colore che ho chiamato “terra d’Abruzzo”. Così ho creato il legame con Arteparco. Una volta cotta la scultura e tornata in Abruzzo è bastato montarla sull’albero per capire che tutto era come doveva essere. Era perfettamente integrata con il paesaggio ed è li che è iniziata la sua “Rinascita”, intesa come la ciclicità della vita dove la morte è solo l’attesa della nuova vita che verrà», spiega megx.

Da agosto quindi la nuova opera è visitabile all’interno del percorso di Arteparco che si raggiunge arrivando da Pescasseroli e attraversando i sentieri C1 e C2 dove si trovano le installazioni le installazioni delle passate edizioni di Marcantonio, Matteo Fato, Alessandro Pavone, Sissi, Valerio Berruti e Accademia di Aracne. Come ogni anno, la manifestazione offre ai visitatori una particolare audioguida per aggirarsi tra le opere scortati dalla voce di Victoria Cabello e Paride Vitale.
Il progetto, ideato dall’imprenditore e comunicatore abruzzese Paride Vitale – che ha da poco pubblicato il libro “D’amore e d’Abruzzo. Guida sentimentale alla regione più bella del mondo” (Cairo) –, sorge dalla collaborazione tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Comune di Pescasseroli e il brand di profumi PARCO1923, nato proprio sul territorio per portare un po’ di essenza di bosco anche oltre confine. Inoltre Arteparco è realizzato grazie anche al supporto di partner attenti alla salvaguardia dell’ambiente come GORE-TEX, che in autunno e per il 2025 organizzerà una serie di iniziative in loco legate alle quattro stagioni (dalle lezioni di yoga nel parco ai trekking sui sentieri incontaminati accompagnati da guide locali), Woolrich Outdoor Foundation (nata nel 2021), BMW Italia, Sky Arte (che ha omaggiato il territorio con un live di Syria dedicato alla figura di Gabriella Ferri), INWIT.

Tutto ad Arteparco nasce per valorizzare la terra abruzzese, ma soprattutto per fare cultura: «Perché cercare le opere è solo una parte del percorso. La sfida più grande è capirne il messaggio più autentico: il valore aggiunto alle opere è quello di riportarci al fatto che abbiamo goduto di un mondo ricco che sta cambiando e che dobbiamo non solo rispettare e preservare ma a cui dobbiamo restituire. Perché l’ambiente, non tutti lo sanno, è patrimonio della Costituzione», ricorda Luciano Sammarone, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.