
«Possiamo dire che i democratici, riuniti alla convention che ha sancito la candidatura di Kamala Harris con il suo vice Tim Walz, avevano altro cui pensare che nutrire i giornalisti», parola di Marina Catucci, corrispondente dagli Stati Uniti (New York) per Il Manifesto, una che oramai di elezioni Usa, e relative convention ne ha raccontate diverse.
A quanto si legge, però, un trattamento diverso sarebbe stato riservato agli influencer, la grande novità del 2024, con saletta riservata e abbondanza di buffet, ma non avendo in rubrica nessuno di loro non abbiamo potuto verificare. Sicuramente non è stata una trasferta dal valore enogastronomico, non lo sono mai queste dedicate alla politica americana. Insomma Gianni Mura, Roberto Perrone e Paolo Marchi si sarebbero tenuti ben alla larga, ma la politica non è mai stata tra le loro passioni professionali. Meglio lo sport.
Quindi? Cosa mangiano gli inviati a una convention democratica, o repubblicana fa lo stesso? «Si va al ristorante la prima sera e poi l’ultima» racconta Catucci, «durante la convention è ben difficile, si finisce a ore improbabili, quando trovare qualcuno che ti serva del cibo è una mission impossible. Io personalmente mi porto le barrette, una collega aveva cracker e formaggio, qualcuno alle due di notte si è rifugiato in un Taco Bell. Bisogna anche immaginare l’esercito dei colleghi che arrivano apposta dall’Italia che dopo una cert’ora ciondolano come zombie travolti dall’inevitabile jet lag».
A Chicago potendo si mangia bene, senza puntare sugli stellati overpriced per gli italiani, come Alinea; ci sono un sacco di buoni posti dove magari ascoltare dell’ottima musica blues. Googlando si possono anche scoprire i locali preferiti dagli Obama, a cominciare dall’italiano (e oggi chiuso, lo chef Tony Mantuano dopo 37 anni a Chicago ha aperto a Nashwille, in Tenesse) Spiaggia, dove si è fatta le ossa Missy Robbins, chef di ben tre ristoranti italiani a Williamsburg New York, piuttosto che il Valois Diner, locale preferito per il breakfast, dove campeggiano le foto della coppia presidenziale.
A proposito di diner e giornalisti merita una menzione Billy Goat Tavern and Grill, diventato famoso per un’apparizione al “Saturday Night Life” di John Belushi, Dan Akroyd e Bill Murray, famoso per il mitico doublecheezborger. Questo diner si trova in un garage sotterraneo e metà strada tra le redazioni dei due principali quotidiani di Chicago, il Sun e il Tribune. Qui abitualmente si ritrovano a fine giornata i colleghi concorrenti, ma non durante la convention che finiva troppo tardi.
La grande e finalmente festosa adunata dei democratici si è tenuta allo United Center, la casa dei Chicago Bulls. «Se volevi potevi approfittare degli hot dog che servivano i vendors dell’impianto» racconta Marina Catucci, ma le code erano peggiori che alle finals del basket. Un po’ meglio era la proposta alla convention dei repubblicani a Milwaukee, con qualche food truck, ma anche li code insormontabili».
C’è chi, inviato a Chicago, non ha resistito a provare la Chicago Deep Pizza, che da sempre contende a New York la paternità della pizza americana. Se la grande teglia di moda nella Grande Mela che viene divisa in fette (slices) ha indubbiamente analogie con quella che si mangia da noi, la versione proposta nella città più importante dell’Illinois è indubbiamente lontana: somiglia più a una torta salata ripiena di formaggio e naturalmente pomodoro. A qualcuno è piaciuta, con buona pace del nostro ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida che probabilmente la riterrebbe un insulto alla tradizione.
Conclude il racconto Marina Catucci: «Siamo riusciti a fare una nutrita delegazione di stampa italiana e trovare un buon pub che ci accogliesse numerosi. Ci hanno messo un po’ a preparaci il tavolo, ma alla fine abbiamo concluso in gloria con un ottimo hamburger». Poteva andare peggio. Anche la Convention.
