
I dipendenti italiani non hanno solamente diritto a ricevere la retribuzione accreditata mensilmente sul conto corrente, ma maturano anche il diritto a ricevere un importo aggiuntivo al termine del rapporto di lavoro. Il Trattamento di fine rapporto, Tfr, è un elemento peculiare del nostro diritto del lavoro che, con un approccio paternalistico, mira a proteggere i dipendenti attraverso una sorta di risparmio forzato delle somme guadagnate durante la carriera professionale. In alcuni casi, però, la legge consente ai lavoratori di richiedere un anticipo del Tfr al proprio datore di lavoro.
Il codice civile, infatti, autorizza i dipendenti con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro a richiedere un’anticipazione del Tfr non superiore al settanta percento dell’importo maturato. La domanda può essere effettuata per sostenere l’acquisto della prima casa per sé o per i propri figli da adibire a residenza principale. Inoltre, l’anticipazione del Tfr può essere richiesta dal lavoratore che deve sostenere spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture mediche competenti. Infine, la legge prevede che il Tfr possa essere richiesto per le spese da sostenere durante la fruizione dei congedi di maternità o formazione.
L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto maturato fino a quel momento.
Per quanto riguarda la posizione dell’azienda, il datore di lavoro è tenuto ad accogliere le domande entro il dieci percento annuo degli aventi diritto e, in ogni caso, nel limite del quattro percento dei dipendenti. Le richieste devono essere soddisfatte seguendo l’ordine cronologico di presentazione. In ogni caso, i contratti collettivi o gli accordi individuali possono prevedere condizioni di miglior favore per i dipendenti.
Qualora il dipendente abbia scelto di versare il Tfr a un fondo pensione, bisognerà valutare attentamente il regolamento della previdenza complementare per decidere se chiedere o meno l’erogazione dell’importo. In ogni caso, i fondi pensione generalmente prevedono condizioni analoghe a quelle elencate dal codice civile. Quello che potrebbe variare è la documentazione richiesta al beneficiario per poter procedere con il versamento della somma.
Insomma, i dipendenti con una significativa anzianità di servizio, al ricorrere di determinate condizioni, possono richiedere di ricevere una somma che sarebbe stata versata in un momento successivo. Perché a tutto c’è un limite, anche al paternalismo.
*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni. Qui per iscriversi