«Io già sento primavera
che s’avvicina coi suoi fiori:
versatemi presto una tazza di vino dolcissimo».
Lo scriveva circa 2500 anni fa Alceo, poeta greco, e la sua lirica non ha perso nei millenni una virgola della sua bellezza e della sua verità: quando il mondo fiorisce nella nuova stagione un brindisi è il modo migliore per celebrare la natura. E Pasqua è la festa del risveglio, ma non basta: la Pasqua cristiana è intimamente legata al vino, quel sangue di Cristo che per i credenti ha redento l’umanità, così come legata al vino è la ritualità della Pasqua ebraica. Ma al di là di ogni valore spirituale e di ogni riferimento culturale, il vino non può mancare sulle nostre tavole nei giorni di festa. Che si abbini al tanto discusso agnello o a un menu a prova di vegetariano, che sia rosa come i fiori di primavera, che sia frizzante come un giorno di allegria o che sia dolcissimo come quello desiderato da Alceo: tutto vale, purché il vino sia buono.
Bollicine
Sono l’essenza di ogni festa, da servire per l’aperitivo o a tutto pasto, oppure semplicemente per un brindisi. E per un brindisi tradizionale, niente di meglio di un Metodo Classico: di grande freschezza e intensità aromatica, il Trentodoc Brut Riserva Letrari è perfetto da abbinare alle fritture, ai risotti ai frutti di mare, a sushi e sashimi e al pesce crudo in generale, ma anche a salumi e formaggi e carni bianche pregiate, rivelandosi così un compagno ideale per tutto il pasto.
Profumato di gelsomino, rosa e pesca bianca, il metodo classico Alta Langa Docg di Pasquale Pelissero è perfetto per l’aperitivo e per accompagnare i ricchi antipasti che caratterizzano ogni festa: la sua anima piemontese lo rende imbattibile con quelli regionali, a partire dal vitello tonnato, ma anche con il tipico, sontuoso fritto misto.
Colore luminoso, spuma fine, profumo di agrumi e di fiori: lo spumante metodo classico Cuntame di Cantine Due Palme nasce in Puglia da uve Negroamaro. Mediterraneo e solare, è compagno fedele di crudi di mare, crostacei e sushi.
Per il picnic di Pasquetta niente di meglio di un gioioso Prosecco, come Serre Trèser Valdobbiadene Docg Brut: con le sue note fruttate esalta la golosa semplicità dei panini farciti, ed è ottimo per un aperitivo con cicchetti salati veneti o per un tagliere di salumi.
L’interpretazione siciliana delle bollicine è data dallo spumante Metodo Classico Pas Dosè Sicilia Doc prodotto da Vaccaro con sole uve Cataratto. Le note sono note di pasticceria e agrumi, è ottimo con il classico agnello, con pesce ai ferri e crostacei o anche la pizza Margherita.
51,151: il più classico Metodo Classico di Moser, prodotto per la prima volta nel 1984. Il nome celebra il risultato sportivo di Francesco Moser, membro della famiglia, che quell’anno a Città del Messico batté il cosiddetto Record dell’Ora del ciclismo su pista, ovvero quanti chilometri riuscì a percorrere nel giro di sessanta minuti in sella alla sua bicicletta. La selezione di uve, cento per cento Chardonnay, sono coltivate sui terreni del Maso Warth, a 350 metri di quota affacciati sulla Valle dell’Adige; sulle colline di Lavis; e sui terrazzamenti della Valle di Cembra, tra i 500 e i 650 metri di altezza. La fermentazione e l’affinamento avvengono in vasche d’acciaio e grandi botti di rovere. Dall’affinamento sui lieviti nasce un perlage fine, accompagnato da un colore paglierino. Al palato è secco e fresco, con buona sapidità. (Contributo di Elisa Teneggi).
Se si è indecisi su cosa servire, con lo Champagne non si sbaglia. Da provare Leclerc Briant Réserve che, profumato di pasticceria e spezie orientali, si sposa magnificamente all’agnello, anche in ricette “fusion”, ed è delizioso tanto come aperitivo quanto insieme ai formaggi.
Ancora Francia con il Crémant du Jura Brut Aoc di Marcel Cabelier, prodotto con uve Chardonnay unite a una percentuale minore di varietà locali: uno spumante complesso e generoso, specchio di una regione, il Giura, dalle caratteristiche uniche.
Champagne sì, ma rosa: Damien Hugot Rosé Extra Brut, dal perfetto equilibrio tra finezza e struttura, conquista con un perlage sottile e un finale persistente.
Bollicine rosa, italianissime, nel Brut Rosé di Mosnel, un rosé fragrante dove la freschezza delicata dello Chardonnay si completa con la ricchezza fruttata del Pinot Nero e la soave rotondità del Pinot Bianco. Le uve sostano oltre 24 mesi sui lieviti regalando uno spumante delicato e persistente con note di ribes e ciliegia, petali di peonia e arancia rossa, una delicata sfumatura di mandorla fresca e zucchero filato. Il sorso è vivace e solare, dinamico e succoso con una sottile e vitale sapidità.
Per chiudere in bellezza la rassegna delle bolle, lo Spumante Rosé Paradise di Valdo. E la bellezza in questo caso è da intendere alla lettera: la bottiglia è un tripudio di colori, fiori, piante, animali ed elementi che richiamano l’arte italiana e l’idea di paradiso. La grafica della bottiglia è interamente realizzata a mano dalla designer newyorkese Ceci Johnson con la tecnica dell’acquarello, digitalizzata tramite specifici scanner per poi essere applicata alla bottiglia. Insomma, un inno alla primavera che trova riscontro nel colore rosa e nei profumi fruttati di sottobosco del vino, nato dall’unione dell’uva Glera con il Nerello Mascalese siciliano.
Di tutti i colori ma… sfuso
Un progetto nato durante la pandemia di Covid-19 per aiutare i produttori di vino di qualità a gestire l’invenduto rimasto in magazzino, evoluto in Sfusobuono, nome che dice tutto del sogno di Alessandra Costa: ridare dignità al vino sfuso. Perché tutto il vino nasce sfuso, e perché, per venire incontro alle esigenze di sostenibilità del mercato, il formato bag in box, ovvero una busta inserito in una scatola di cartone, con rubinetto d’erogazione richiudibile, è vincente. Sia dal punto di vista dei costi, che lavorando su formati maggiori, anche tre litri, e approvvigionandosi direttamente dal piccolo produttore diventano più interessanti per bottiglie di pari qualità; sia dal punto di vista ambientale. Rosato del Salento, Bianco dell’Emilia, un Riesling? Il brindisi è a una Pasqua sfusa, e buona. (Contributo di Elisa Teneggi).

Bianchi
Con la primavera cresca la voglia di leggerezza, di profumi fioriti e fruttati, di sorsi freschi e da abbinare a piatti vegetali e a chiacchiere oziose. Se invece si pensa alla spiritualità della Pasqua, provare a perdersi tra i campi della Maremma per cercare la piccola, diroccata, chiesetta di San Bruzio porterà certamente a incontrare qualcosa di mistico. O il destino in persona. La leggenda vuole che il Fato abiti proprio qui, nei resti di questa canonica dell’anno Mille, a pochi passi dal borgo di Magliano. E San Bruzio è il nome scelto per la nuova creazione che arricchisce la linea Le Vigne di Cantina Vignaioli Morellino di Scansano: San Bruzio Vermentino Superiore Maremma Toscana Doc 2023, dorato, pieno e sapido.
Il Vigna Castel Rechtenthal Gewürztraminer 2022 J. Hofstätter nasce sui ripidi versanti che si innalzano maestosi sopra il Castello di Rechtenthal, ai piedi del Monte Roen, in Alto Adige. Qui il vitigno si traduce in un vino moderno e versatile, dove freschezza, leggerezza e delicate note agrumate si fondono in una piacevolezza che invita al sorso.
Lo Chablis Vieilles Vignes di Séguinot Bordet nasce da un vigneto Chardonnay con vigne di età compresa tra gli 80 e i 100 anni. Il profumo è ampio, espressivo e fresco, il colore oro scintillante e abbagliante, a definire un vino dal grandissimo fascino.
Neethlingshof Chenin Blanc 2024 nasce nella seconda area vinicola più antica e prestigiosa del Sud Africa. Interamente vegano, con il suo profumo vibrante di frutta sarà il compagno ideale per un pranzo di Pasqua green e cruelty free.
Si chiama Al+Ma 800 e segna il debutto alla guida della maison Maso Martis di Alessandra e Maddalena Stelzer, figlie dei fondatori: è un cento per cento Müller Thurgau e porta con sé una ventata di freschezza, uno spirito primaverile che lo rende compagno ideale di piatti leggeri, a base di pesce o carni bianche, ma anche di crudità di mare e formaggi giovani.
Aromatico, elegante, sapido, dal carattere forte e sofisticato: è il Kerner Aristos, vino simbolo di Cantina Valle Isarco. Elegante e vivace, secco e pieno, si distingue per la sua versatilità, che lo rende adatto da sorseggiare con risotti alle erbe o pesci d’acqua dolce, taglieri di speck e funghi, ma anche con un must della Pasqua in tavola, le uova in tutte le loro forme.
Majga Vermentino di Sardegna Doc 2024 di Iolei è un compendio dell’isola in cui nasce. Di colore giallo paglierino con riflessi dorati, conquista il naso con note di pesca, fiori di arancio e pompelmo. La grande freschezza lo rende perfetto per l’aperitivo e compagno di primi di mare e secondi piatti leggeri.
Ancora Sardegna e ancora Vermentino: Surrau Montimidola Docg Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva con i suoi riflessi dorati e i suoi profumi di vaniglia e di Mediterraneo si assapora con pesce e carni bianche, pensando all’estate che si avvicina.
Rosati
È come un tuffo nella primavera tra le montagne dell’Alto Adige: un sorso del Lagrein Kretzer di Cantina Sankt Pauls è un momento di gioia assoluta. Per il suo colore, allegro e luminoso, per il suo profumo di lamponi e amarena, per il suo gusto fresco e fruttato. Ottimo come aperitivo, perfetto da servire con le classiche tartine al salmone affumicato.
Lagrein sì, rosato certo, ma Trentino. Gemma di San Leonardo è un omaggio alla Marchesa Gemma de’ Gresti Guerrieri Gonzaga che, durante la prima guerra mondiale, grazie alle sue relazioni riportò in patria migliaia di soldati italiani prigionieri in Russia. Il vino a lei dedicato è elegante, fresco e deciso con profumi di frutti di bosco ed erbe aromatiche di montagna, dalla struttura vellutata e di grande persistenza. Un brindisi ideale per il messaggio di pace che la Pasqua porta con sé.
Dal Lago di Bolsena un Aleatico in purezza: Tojena di Villa Caviciana incanta con il suo colore delicato e con la vivacità dei suoi profumi tra sentori di fragole e ciliegie e note floreali. Leggero ed equilibrato, dà il meglio di sé nell’abbinamento con piatti leggeri a base di carni bianche, insalate o pesce.
Tenuta Il Tesoro, nel cuore della Maremma Toscana, è la culla del progetto “Bevo” di Arillo in Terrabianca, dove nascono vini contemporanei, freschi e intraprendenti. Come Bevorosa, un vino elegante di colore rosa tenue dal gusto intenso. Sangiovese in purezza, fresco e accattivante, ha un gusto sapido e intenso con finale pieno e persistente.
Sempre in Maremma con RosaMati di Fattoria Le Pupille è un omaggio alle tante personalità del Syrah. Luminoso il suo colore rosa antico, elegante il profilo aromatico definito da note floreali di garofano e rosa selvatica e fruttate di fragolina e ribes rosso con tocchi di pepe bianco. Il sorso è pieno e avvolgente, accompagnato da una seducente sapidità.
Si chiama Equilibrista, perché come tutti i rosati vive in bilico tra il bianco e il rosso. Il Rosè di Cantina San Michele nasce da Marzemino, Merlot, Sangiovese e altre uve autoctone a bacca rossa a due passi da Brescia, sul piccolo altopiano del Monte Netto. Ha un colore che incanta, e un equilibrio che gli consente di star bene con tutto, ma è perfetto con i piatti a impegno zero, dalla pizza al ramen fino alle fajitas.
Rossi
I vini rossi non si bevono solo d’inverno. Anzi. E a Pasqua sono la scelta perfetta per gli irriducibili dell’agnello, ma anche per accompagnare piatti gustosi e ricchi tipici della festa, di carne e non.
Lehm in tedesco significa argilla, mont è il monte: da qui il nome Lehmont per il Pinot Nero Riserva di Cantina Sankt Paulus, elegante e complesso, ideale da servire con il tradizionale agnello, ma anche con sella di cervo o con formaggi stagionati e piccanti a pasta dura.
Primosic Skin Settanta ha il profumo di rose tipico della Malvasia e quello di frutti rossi del Pinot, un’anima potente e un’eleganza calda e armoniosa. Da provare con primi piatti gustosi come una pasta all’amatriciana, ma anche con i frutti di mare.
San Gaetano Primitivo Di Manduria Rosso Doc di Cantine Due Palme ha un colore rubino profondo e impenetrabile e un profumo ricco che si chiude su un appagante finale di cioccolato. Si sposa con l’agnello al forno, i pezzetti di cavallo al sugo, gli spezzatini con sughi piccanti e i formaggi a lunga stagionatura.
Per dare il benvenuto alla primavera niente di meglio del Lambrusco di Sorbara Vecchia Modena Premium di Cleto Chiarli, un rosso leggero da bere fresco. Giovane, non troppo costruito, caratterizzato da un ampio spettro aromatico e da buona acidità, si sposa bene con i piatti pasquali, con lo gnocco fritto e i salumi, o con l’immancabile grigliata di Pasquetta. La sua gioiosa effervescenza lo rende protagonista di ogni festa, perfetto per una tavolata dove condivisione e amicizia sono parole d’ordine.
Poggio Valente Igt Toscana Rosso è un cru di Sangiovese, straordinario per raffinatezza ed eleganza, struttura e profondità. L’abbinamento ideale è quello con il cinghiale brasato con la polenta, ma non deluderà con l’agnello e con altri piatti saporiti.
Il colore rosso è sfumato di viola, il bouquet è ricco di note di petali di rosa, mora, lampone, ribes e spezie dolci, il sapore è fresco e vibrante, in una perfetta armonia di tannini leggeri e sentori fruttati di lampone, violetta, ribes rosso e nero. Il Dolcetto d’Alba Doc di G.D. Vajra, eclettico negli abbinamenti, accompagnerà perfettamente qualsiasi menu scegliate per Pasqua, e sarà un’ottima scelta per una grigliata in compagnia.
Po’ Folc, che in friulano significa “poi il fulmine”, di Aganis, con il suo bouquet di marasca, more, ribes e violetta nasce in un territorio ai piedi delle Alpi Giulie, a ridosso dei Colli Orientali, ricco di corsi d’acqua e di verde, dove caprioli e animali selvatici vivono tra filari e fiori di ogni profumo e colore: la primavera nel bicchiere.
Un vino nato dal recupero di un vitigno autoctono siciliano scomparso, riportato alla luce grazie a un progetto sperimentale: l’uva Orisi di fatto non esiste più ufficialmente. Ma esiste il vino “O” di Santa Tresa, ed è scuro, morbido e corposo, dalla buona persistenza aromatica, elegante ed aromatico, perfetto per accompagnare piatti di mare, carni bianche e carpacci.
Dolci
Il vino dolce è nettare che profuma di primavera è poesia del gusto che si fa concreta nell’accostarsi ai dolci della tradizione, a partire dall’immancabile colomba. Arèle Vino Santo Trentino Doc Cavit, ottenuto unicamente da uve Nosiola, ha un colore giallo oro brillante e un intenso bouquet che ricorda la frutta secca. Dolce e fresco, è ideale per accompagnare biscotti e pasticceria secca, oltre naturalmente alla colomba.
La storia racconta che in passato dalle uve Sagrantino si ricavavano vini dolci. Il Passito Montefalco Sagrantino Docg di Arnaldo Caprai rinnova questa consuetudine: rosso, dolce, profumato di marmellata, di vaniglia e cannella, è una coccola avvolgente che regala un tocco in più al cioccolato delle uova di Pasqua e a tutti i dolci della tradizione.
Terminum 2022 è il Gewürztraminer vendemmia tardiva di Cantina Tramin: nasce nei primissimi giorni d’inverno e ha il sapore della frutta gialla e del burro caramellato. Si può degustare da solo, oppure con i formaggi, o con la frutta secca, ed è una delizia con i dolci speziati alla cannella.












