Gli spatriatiPrimi piccoli segnali di vivacità tra chi non si rassegna al bipopulismo

Nasce il Circolo Giacomo Matteotti, un luogo transpartitico di dibattito per democratici, liberali e socialisti che non si accontentano della palude stagnante offerta dalla politica attuale. Primo appuntamento il 15 maggio a Milano

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Nella morta gora del discorso pubblico italiano, dove ristagnano populisti e demagoghi di ogni schiatta e non c’è spazio per un dibattito serio e informato, si contano sulle dita di una mano le voci estranee alla geometrica potenza bipopulista di questi tempi impazziti.

Voci estranee al bipopulismo perfetto italiano, e per questo spaesate, anzi spatriate, come ha raccontato Mario Desiati nel romanzo con cui ha vinto il Premio Strega del 2022. Voci irregolari, anticonformiste, o come dicevano gli americani prima di impazzire del tutto, «maverick». Scarseggiano gli intellettuali, i giornali, le associazioni, e i politici capaci di ragionare senza indossare la sciarpa della propria curva di appartenenza. Ci sono formidabili eccezioni, ovviamente, ma sono più uniche che rare. Non abbondano nemmeno luoghi reali di dibattito, di pensiero critico, dove possano circolare liberamente idee.

Linkiesta, nel suo piccolo, ci prova da quasi sei anni, in piena e totale indipendenza, senza sponde o camarille di alcun tipo, tanto più adesso che è accertato lo stato adolescenziale della politica diciamo così ex terzopolista.

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Tutta questa premessa per segnalare un’iniziativa politica e intellettuale, non partitica, che sarà lanciata a Milano il 15 maggio alla Cascina Cuccagna. Si tratta del Circolo Giacomo Matteotti che con un manifesto (che pubblichiamo a parte) si propone di creare uno spazio di dibattito per tutti gli spatriati in cerca di dimora saldamente contraria al bipopulismo contemporaneo, siano essi socialisti o liberali, o liberal socialisti, ma comunque democratici, repubblicani, riformisti, europeisti e sostenitori del favoloso popolo ucraino che combatte per la sua libertà, e anche per la nostra.

La parola d’ordine del Circolo Giacomo Matteotti è «Dare», sia nell’accezione anglosassone di «osare» sia nell’acronimo italiano di Democrazia, Autonomia strategica, Riforme ed Europa.

Leggete il manifesto, e vediamoci il 15 maggio alla Cascina Cuccagna di Milano, assieme a tanti autorevoli esponenti del Partito democratico (Pina Picierno, Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle, Pier Maran, Simona Malpezzi), di Italia viva (Lisa Noja), di Azione (Elena Bonetti), del mondo radicale di Più Europa (Benedetto della Vedova, Marco Taradash), e soprattutto con tanti spatriati. È l’ora di dare.

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