L’India ha colpito il Pakistan con attacchi missilistici, colpendo le zone da cui sostiene siano partiti gli attentati terroristici di aprile nel Kashmir. Il governo di New Delhi ha detto che le sue forze armate hanno colpito in nove punti nel Paese confinante e nella parte pakistana del Kashmir, in un’offensiva che è stata rinominata “Operazione Sindoor”. Da Islamabad dicono che almeno ventisei persone sono state uccise, tra cui un bambino, e altre quarantasei sono rimaste ferite.
Da anni il Kashmir è luogo di scontro tra le due potenze asiatiche, ma l’attacco missilistico che ha colpito prevalentemente il Punjab pakistano rappresenta un’escalation del conflitto pericolosa tra due Paesi in possesso di armi nucleari. Il lancio di missili, hanno detto le Forze Armate indiane, rappresenta una ritorsione per gli attentati terroristici compiuti lo scorso 22 aprile a Pahalgam, nel Kashmir indiano, in cui erano state uccise ventisei persone.
Dopo gli attacchi missilistici sono stati sparati diversi colpi di artiglieria lungo la cosiddetta linea di controllo che separa le aree del Kashmir indiano e pakistano, da entrambe le parti. Il Pakistan ha detto di aver abbattuto cinque aerei militari indiani e un drone. Due sono caduti su centri abitati uccidendo almeno civili. Un portavoce militare pakistano ha detto all’agenzia Reuters che gli aerei indiani abbattuti sono cinque in tutto: tre caccia Rafale, un Su-30 e un Mig-29. Tutti sarebbero stati colpiti mentre erano nello spazio aereo indiano, ma dopo che avevano effettuato attacchi sul territorio pakistano.
New Delhi ha detto di aver colpito il Pakistan dopo aver raccolto prove «che indicano il chiaro coinvolgimento di terroristi con base in Pakistan nell’attacco del mese scorso contro civili in una zona turistica del Kashmir». E che le sue azioni militari sono state «misurate, responsabili e progettate per non provocare escalation, prendendo di mira solo campi terroristici noti». Islamabad invece, per voce del suo premier Shebaz Sharif, dice che si tratta di un «atto di guerra» e ha già fatto sapere che le azioni indiane «non rimarranno senza risposta, la ritorsione arriverà nel momento e nel luogo che vorremo».
Lo stesso Sharif ha convocato per questa mattina una riunione del Comitato per la Sicurezza Nazionale per decidere la condotta militare dopo gli scontri avvenuti durante la notte. Mentre l’India ha attivato i sistemi di difesa antiaerea e ha chiuso alcuni aeroporti della regione ai civili.