Dallo scorso 8 maggio, sul sito del ministero del Lavoro è possibile trovare la versione provvisoria dell’Osservatorio nazionale sull’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mercato del lavoro italiano. Tra i principali obiettivi prefissati del ministero possiamo trovare la necessità di prevedere le tendenze del mercato del lavoro, la riduzione del mismatch tra le competenze richieste dalle imprese e quelle in possesso dei lavoratori, l’offerta di strumenti operativi a supporto delle aziende e, in generale, la diffusione delle informazioni riguardanti l’impatto dell’intelligenza artificiale nel mercato del lavoro.
Il portale del ministero ha due sezioni distinte rivolte rispettivamente ai cittadini e alle imprese. Per quanto riguarda i lavoratori, gli utenti attualmente possono trovare un elenco delle professioni maggiormente esposte al rischio di essere sostituite dall’intelligenza artificiale. Ad esempio, tra le mansioni a rischio individuate dall’osservatorio troviamo i centralinisti, gli addetti alle buste paga, gli addetti alle immissione dei dati ma anche i venditori a distanza e gli impiegati agli sportelli bancari. Inoltre, l’osservatorio specifica quali sono le principali competenze richieste ai dipendenti per adattarsi al cambiamento anche attraverso un test di autovalutazione.
Le imprese da parte loro possono approfondire i settori nei quali si ravvisa una maggiore di domanda di lavoro con competenze che ruotano attorno all’intelligenza artificiale. Per citare alcuni casi concreti, l’osservatorio specifica che nel campo dei servizi digitali le aziende cercano persone che abbiano competenze in materia di machine learning e big data, mentre nel settore dell’editoria servono dipendenti che sappiano utilizzare software di intelligenza artificiale per la grafica, l’analisi e la simulazione.
L’iniziativa guarda all’intelligenza artificiale come un’opportunità concreta di crescita per le imprese e di miglioramento delle competenze per i lavoratori. Al momento, l’osservatorio è poco più di un set di informazioni pubblicate con lo scopo diffondere la consapevolezza sui cambiamenti in atto, orientare le scelte professionali dei dipendenti e promuovere l’innovazione delle aziende. Tanti buoni propositi che attualmente si scontrano con un sito piuttosto scarno. Per il momento non ci resta che osservare l’osservatorio.
*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni settimana. Qui per iscriversi