Senza aiutiLa Gaza humanitarian foundation ha chiuso per un giorno i centri per la distribuzione di cibo

Martedì 3 giugno, nei pressi della struttura di Rafah, sono state uccise almeno ventisette persone palestinesi. L’esercito israeliano ha dichiarato che le strade che portano ai punti di distribuzione stanno diventando «zone di combattimento»

AP Photo/LaPresse (ph. Mariam Dagga)

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato di aver aperto il fuoco nei pressi di un punto di distribuzione del cibo della Gaza humanitarian foundation (Ghf) a Rafah, nel sud di Gaza. Stando al bilancio del ministero della Salute della Striscia, controllato da Hamas, sono state uccise almeno ventisette persone palestinesi mentre cercavano di ricevere un pasto. I feriti sarebbero almeno novanta. Episodi simili si sono verificati anche nei due giorni precedenti.

Martedì 3 giugno, mentre la folla si dirigeva verso il punto di distribuzione seguendo i percorsi designati, l’esercito israeliano avrebbe inizialmente sparato colpi di avvertimento, per poi aprire il fuoco contro un gruppo considerato «sospetto» che si stava avvicinando ai soldati dell’Idf e alle postazioni della Gaza humanitarian foundation (Ghf), l’ong istituita da Israele per gestire e controllare gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

Secondo la versione fornita dall’Idf, le persone sospette non si trovavano lungo il percorso indicato dalla Ghf che conduceva ai punti di distribuzione. «Durante lo spostamento della folla lungo le strade designate verso il sito di distribuzione degli aiuti – a circa mezzo chilometro dal sito – le truppe dell’Idf hanno individuato diversi sospetti che si dirigevano verso di loro, deviando dai percorsi prestabiliti. Le truppe hanno quindi sparato dei colpi di avvertimento e, dopo che i sospetti non si sono ritirati, sono stati sparati altri colpi nei pressi di singole persone sospette che avanzavano verso i militari», si legge nel comunicato delle forze di difesa israeliane pubblicato su X

Stando alla Bbc, il direttore dell’ospedale Nasser di Khan Younis, Atef Al-Hout, ha detto che l’esercito israeliano ha aperto il fuoco su «folle di civili che attendevano gli aiuti umanitari nella zona occidentale di Rafah». L’Idf, invece, ha scritto che i militari israeliani «non stavano impedendo ai civili di Gaza di recarsi presso il sito di distribuzione. I colpi di avvertimento sono stati sparati a circa mezzo chilometro di distanza dal punto di distribuzione verso diversi sospetti che si erano avvicinati alle truppe» in modo minaccioso. 

Le strade che conducono ai siti di distribuzione del cibo stanno diventando «zone di combattimento», dice l’esercito israeliano. Ora i civili hanno il divieto di avvicinarsi. Per questo, la Gaza humanitarian foundation (Ghf) ha annunciato che oggi, mercoledì 4 giugno, i punti rimarranno chiusi, ufficialmente per non specificati «lavori di aggiornamento, organizzazione e miglioramento dell’efficienza». Una decisione che rischia di aggravare ulteriormente la crisi umanitaria in corso a Gaza. 

Secondo il ministero della Salute della Striscia, dopo l’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 – che ha provocato circa 1.200 vittime – a Gaza sono state uccise 54.470 persone, di cui 4.201 dall’inizio della nuova offensiva israeliana, il 18 marzo.

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