
Forse sarà vero che i giocatori americani della Juventus, Weah e McKennie, snobbano il cibo italiano e preferiscono i sapori made in Usa, che nello specifico non esistono, ma se guardiamo la presenza italiana al Summer Fancy Food Show (c’è anche la versione winter, che dopo tanti anni a Las Vegas nel 2026 traslocherà a San Diego), la più importante manifestazione commerciale dedicata alle specialità alimentari nel Nord America, il loro assunto viene subito smentito.
Dal 29 giugno al primo luglio il Javits Center, modernissimo centro esposizioni affacciato sul fiume Hudson, ospita ben trecentoquattordici espositori che arrivano dall’Italia, cui vanno aggiunti tutti quelli che hanno una filiale americana e quindi finiscono nell’elenco delle aziende Usa, come Felicetti, Petra, Acetificio Denigris, giusto per fare qualche esempio. La Francia per esempio si ferma a soli quarantasei, la Spagna a settantadue. Quindi negli Stati Uniti, nonostante le dichiarazioni dei giocatori juventini, il cibo italiano tira.
Dunque, nonostante i dazi-su-dazi-giù che ci accompagnano dall’elezione di Donald Trump, gli italiani puntano ancora molto sul mercato statunitense. Anche quest’anno sono numerosi gli espositori esordienti: si fanno notare i produttori di aceto balsamico accompagnati dall’esordio di uno stand del Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena, quello di tutela del balsamico tradizionale di Modena Dop invece era già presente. Numerosi i consorzi che continuano la tradizione in presenza, dallo speck dell’Alto Adige Igp, al Gorgonzola Dop, naturalmente il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma.
Sammontana approfittando dal Fancy Food lancerà il suo “Barattolino”, che si butta in un mercato, quello dei gelati confezionati da banco, dove brillano marchi come Häagen-Dazs e Ben & Jerry’s. Per ora sarà in vendita in tutti gli undici negozi Eataly degli Stati Uniti.
L’Italia sarà presente con uno stand dell’Italian Trade Commission, che rappresenta l’Istituto del Commercio Estero, ma soprattutto ci saranno ben otto regioni con una propria esposizione: Piemonte, Campania, Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Sardegna, proprio perché rappresentano cucine e culture diverse che tengono a promuovere. Altro che cucina italiana patrimonio immateriale dell’Unesco, che sicuramente sarà ancora uno dei temi che racconterà il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, che non manca mai un viaggetto nella Grande Mela per l’occasione.
Ogni regione metterà in campo il meglio dello show cooking e del wine tasting legato al suo territorio. Fancy Food è una manifestazione riservata agli operatori di settore, la parte commerciale supera quella di promozione, anche se ci sono iniziative che vanno di pari passo. La Toscana per esempio, che ha numerosi imprenditori che sono presenti individualmente alla manifestazione, ha scelto di non avere uno stand, ma ha preferito un percorso diverso, più legato alla promozione della regione dove ovviamente il cibo e la cucina hanno un ruolo importante, ma non esclusivo.
Nella seconda settimana di giugno ci sono stati diversi appuntamenti organizzati dalla promozione turistica della Regione Toscana, spesso in collaborazione con altre realtà. Come Fabbri 1905, il famoso produttore di amarene con cui è stata organizzata, dal 12 al 22 giugno, la Italian Aperitif Week: partendo dalla sempre più consistente affermazione del Negroni, cocktail nato proprio in Toscana, sono stati messi in competizione dieci bar tender che dovevano realizzare un aperitivo con i prodotti Fabbri, gin e vermouth presentati per l’occasione compresi.
La Toscana naturalmente promuove anche la sua immensa ricchezza culturale nell’anno in cui cadono due importante anniversari: i cinquecentocinquanta anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti e i seicentocinquanta da quella di Giovanni Boccaccio. Gli americani sono il più importante bacino turistico per Firenze e dintorni, grande attenzione viene data al turismo di famiglia, ma alla fine si torna sempre a tavola. Vetrina Toscana è l’agenzia regionale che si occupa dei progetti legati a cibo e vino, con un occhio attento alle realtà meno conosciute e alle città minori in termini di conoscenza, ma non di bellezza. Il messaggio è che non si deve visitare solo Firenze, con un pensiero al problema evidente dell’overtourism.