A pochi giorni dalla manifestazione per Gaza a Roma, si va profilando il tono dei discorsi che verranno fatti dal grande palco di piazza San Giovanni, al termine del corteo che partirà non lontanissimo da lì. Il cast degli oratori si deve ancora definire, ma ci sono già due novità: prenderà la parola Rula Jebreal, notissima giornalista internazionale, storicamente sostenitrice di posizioni dure verso Israele. Non ha mai esitato, Jebreal, a parlare di «genocidio» compiuto dal governo israeliano; anzi, il suo ultimo libro si intitola proprio Genocidio: «Stiamo assistendo alla soluzione finale del genocidio programmato a Gaza. Gli israeliani non vedono i palestinesi come esseri umani, ma come sottospecie da sterminare», ha affermato recentemente.
Ora, «genocidio» è un termine che, com’è noto, suscita aspre polemiche anche a sinistra e che, non a caso, non figura nella famosa mozione parlamentare presentata a suo tempo da Pd-M5s-Avs e che, in effetti, non viene mai pronunciato da Elly Schlein e dai dirigenti democratici, che pure non sono certo teneri verso il governo di Bibi Netanyahu. È piuttosto Giuseppe Conte ad adoperare la parola «genocidio», con il contorno di toni antisionisti che certamente verranno da lui urlati nel suo comizio.
Parlerà dal palco anche Luisa Morgantini, storica animatrice del pacifismo, fermata dall’esercito israeliano e anche lei su posizioni radicali. Prenderanno la parola anche i rappresentanti di associazioni di solidarietà ai palestinesi come Aoi, dell’associazione delle Ong italiane, delle comunità palestinesi, e di Gad Lerner, e quindi Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Tutto questo sta provocando malumori tra i militanti di Sinistra per Israele e, in generale, tra tutti quelli che vogliono una manifestazione equilibrata e pacifica. A parte le considerazioni che si possono già fare sugli orientamenti degli oratori e sul prevedibile clima acceso, diciamo così, della manifestazione, gli organizzatori stanno cercando di capire se, in piazza e durante il corteo, potranno esserci presenze non desiderate dell’estremismo pro-Pal.
Anche l’attenzione delle forze dell’ordine è massima. Certo, se ci sarà molta, molta gente, le azioni di gruppetti minoritari passeranno inosservate o quasi. Ma la speranza è soprattutto che gli indesiderati stiano a casa loro, perché, in caso contrario, si faranno sentire nelle modalità che si conoscono, e aver regalato una piazza a chi brucia le bandiere, o peggio, per il tripartito Pd-M5s-Avs sarebbe davvero catastrofico.