Questione di sfiduciaI giovani europei sono sempre più disillusi dalla democrazia

Una ricerca condotta da YouGov per la TUI-Stiftung mostra che la fiducia nei sistemi politici non è più unanime tra le nuove generazioni

Unsplash

La casa europea è fragile. La democrazia contemporanea vacilla, e i giovani europei iniziano ad avere dubbi sulla validità di questa forma di governo. Secondo un sondaggio di YouGov per la TUI-Stiftung, condotto tra il 23 aprile e il 19 maggio 2025 su 6703 giovani (sedici-ventisei anni) di Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, Grecia e Polonia, la quota di intervistati che preferisce sempre la democrazia si attesta al cinquantasette per cento, con variazioni significative da Paese a Paese. Ciò evidenzia la necessità di valorizzare i processi democratici e la loro importanza, perché – come ricorda Norberto Bobbio in “Il futuro della democrazia. Una difesa delle regole del gioco”: «La democrazia è il più grande tentativo di organizzare una società per mezzo di procedure non violente».

Questo tentativo sembra essersi indebolito in un’Europa attraversata dai populismi, come mostrano i dati: il minimo si registra in Polonia (quarantotto per cento), mentre il valore più alto è in Germania (settantuno per cento). Seguono Grecia (sessantuno per cento), Regno Unito (sessanta per cento), Italia (cinquantasei per cento), Francia (cinquantadue per cento) e Spagna (cinquantuno per cento).

Quanto al senso di identità europea, il cinquantanove per cento degli intervistati si definisce «almeno in parte» europeo; la quota sale al sessantotto per cento tra i giovani tedeschi. Anche sul giudizio sull’appartenenza all’Unione europea, la Germania primeggia: l’ottanta per cento la considera positiva, contro una media del sessantasei per cento. Sorprendentemente, la percentuale raggiunge il settantatré per cento nel Regno Unito, in linea con l’orientamento dei giovani emerso nel referendum sulla Brexit del 2016.

Germania e Grecia non solo guidano la classifica dei democratici convinti, ma sono anche i Paesi più preoccupati per la tenuta della propria democrazia: rispettivamente il sessantuno per cento e il sessantadue per cento la ritengono in pericolo. Inoltre, il settanta per cento dei giovani tedeschi e il sessantuno per cento di quelli greci dichiarano di «vedere comportamenti anti-democratici».

Merita attenzione anche l’indicatore di soddisfazione per il funzionamento della democrazia nazionale: la media dei sette Paesi è trentasette per cento. Disaggregando: quarantacinque per cento in Germania, trentasette per cento nel Regno Unito, ventisei per cento in Francia, ventitré per cento in Polonia, ventuno per cento in Spagna, diciassette per cento in Italia e appena dodici per cento in Grecia.

In nessun Paese, tutti gli indicatori convergono su valori positivi: solo la Germania mostra una relativa coerenza interna. La casa europea è fragile perché gli inquilini hanno idee e priorità diverse, spesso condizionate da dinamiche nazionali che impediscono di vedere l’insieme.

L’informazione è la chiave di volta: il trentanove per cento dei giovani europei ritiene che l’Unione europea non sia «particolarmente democratica», e il quarantasei per cento ammette di non sapere bene come funzionino le sue istituzioni. Spiegare processi, dinamiche e possibili soluzioni per avvicinare l’Europa ai cittadini potrebbe ridare fiducia alla democrazia, nazionale ed europea. In Italia, ad esempio, la Rai dovrebbe farsi carico di questo servizio pubblico essenziale.

X