Luglio e gelato (I)
Luglio è estate, estate è gelato (anche se c’è un numeroso gruppo di persone per cui il gelato è un alimento da mangiare tutto l’anno, nessun giorno escluso). Quest’anno Stefano Guizzetti ci delizia per la stagione più calda con il lancio di una nuova linea di gusti “Gelato & famiglie botaniche”. Diciassette nuovi gusti che nelle gelaterie di Parma e Milano si alterneranno a due a due.
Now playing: Asteraceae – assenzio, carciofo, camomilla, dragoncello, e Rutaceae – arancio amaro e dolce, pompelmo rosa, limone, acqua di fiori d’arancio, pepe di Sichuan, ruta.
Ciacco
Piazza della Steccata, 1A – Parma
Via Spadari, 13 – Milano
Luglio e gelato (II)
A Gangapur, nel Rajasthan, molti agricoltori stanno abbandonando la coltivazione per convertire i loro minitruck tempos in coloratissimi camioncini per gelati. La filiera locale – officine, stampatori, distributori di attrezzature – è diventata un fiorente ecosistema industriale che trasforma ogni anno decine di migliaia di veicoli. Questi camioncini, vendendo gelato fatto con latte – fresco o in polvere – e ingredienti tradizionali, tra cui cardamomo, zafferano, rosa, mango e pistacchio, permettono ai venditori stagionali di guadagnare in pochi mesi quanto servirebbe per l’intero anno, spesso spostandosi perfino in città lontane.
I fotografi bolognesi Michela Balboni e Federico Borella hanno documentato questa forma creativa e resiliente di adattamento alla crisi climatica e alla scarsità d’acqua: il gelato non è solo un prodotto, ma un mezzo di riscatto economico e di rinascita per una comunità rurale che reinventa il proprio futuro.
Il servizio è nel numero di luglio di National Geographic Usa, volume 248, ma alcune foto potete vederle in questo articolo.
Luglio e verità scomode (I)
È stato pubblicato “Il tempo e il cibo. La food obsession tra rappresentazione dei media e comportamenti di consumo” un rapporto realizzato da Censis per Camst group in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’azienda di ristorazione, che, per questa occasione, ha voluto approfondire il rapporto tra gli italiani e il tempo dedicato al cibo.
Nonostante l’attenzione mediatica sul mondo del cibo, che non accenna a diminuire, ciò che diminuisce sempre di più è il tempo che gli italiani dedicano ai pasti, che è a dir poco ridicolo: sessanta minuti complessivi per i giorni feriali (28 per il pranzo, 32 per la cena). Nel fine settimana si esagera con 75 minuti. Anche il tempo medio dedicato a cucinare è ridotto al minimo: 32 minuti nei feriali, 39 nei festivi.
Viviamo nell’epoca della fretta e dal multitasking, siamo in piena carestia di tempo, ma sta di fatto che il 76,7 per cento degli italiani desidera avere più tempo per dedicarsi a ciò che ama. Tra le attività più ambite ci sono proprio quelle legate al cibo: cucinare, mangiare con calma, condividere un pasto.
«Il cibo si conferma un punto di riferimento fondamentale: il 95,3 per cento degli italiani considera importante il tempo trascorso a tavola in compagnia, l’87,9 per cento vorrebbe poterne avere di più. Inoltre, il 69,3 per cento desidera più tempo per cucinare e il 69,2 per cento per fare la spesa in modo più consapevole». Che questi sogni possano diventare realtà? Davanti a questi dati è davvero auspicabile.
Luglio e verità scomode (II)
Le cattive notizie di luglio non sono finite, ci ha pensato questo articolo de Il Post a raccontarcene un’altra partendo dai dati condivisi da Luca Falasconi, docente di agraria all’Università di Bologna: «Un ipermercato di medie dimensioni butta via in media 240 chilogrammi di cibo al giorno: una quantità sufficiente a sfamare circa 150 persone».
I supermercati spesso trovano più conveniente buttare il cibo invenduto – anziché donarlo o venderlo a prezzo scontato – a causa dei costi logistici, delle incognite legali e delle possibili responsabilità in caso di problemi di salute di chi dovesse consumarlo. Questo comporta che grandi quantità di cibo ancora commestibile finiscono in discarica, anche quando esistono alternative, grazie alla legge Gadda, una delle più avanzate d’Europa, come le donazioni o il rilancio tramite app antispreco.
Una riflessione sul paradosso tra soluzioni già attive e incentivi economici sbilanciati che favoriscono lo spreco: servirebbe intervenire a livello organizzativo nei supermercati per adottare pratiche sostenibili.
Luglio e arte
Luglio è estate e quindi anche mare. Se passate dalla Romagna e nello specifico da Riccione, fino al 5 ottobre non perdetevi “Mare Magnum. Da Ferdinando Scianna a Martin Parr”, la mostra in programma a Villa Mussolini che celebra l’immenso patrimonio fotografico dell’agenzia Magnum, esplorando la spiaggia come palcoscenico umano. Curata da Andréa Holzherr, espone scatti di otto grandi nomi – da Ferdinando Scianna e Bruno Barbey fino a Martin Parr, passando per Bruce Gilden, Harry Gruyaert, Trent Parke, Olivia Arthur e Newsha Tavakolian – provenienti da tutto il mondo. Una mostra che alterna momenti di gioia, relax e gioco a scene di solitudine, riflessione e umorismo sottile, per raccontare la condizione umana attraverso l’elemento del mare.
Luglio e due meravigliose idee per una fuga
Non sono novità, ma sono due strutture che hanno apportato alcune modifiche per questa stagione estiva: Dalla Gioconda e Nina Trulli Resort.
Nelle prime Marche, a Gabicce Monte, Dalla Gioconda ha inaugurato la sua piscina a sfioro vista mare, dove cielo e mare si fondono: la ciliegina sulla torta per le camere già esistenti e le nuove appena inaugurate, frutto del gusto e della cura che Allegra Tirotti Romanoff ha utilizzato per crearle, una a una.
Nel cuore della Valle d’Itria, a Monopoli, si conserva la bellezza di Nina Trulli Resort, con una nuova gestione che ha appena inaugurato la prima stagione estiva. Una masseria-rifugio composta da trulli restaurati, immersa tra uliveti, vigneti e un grande querceto. Qui potete arrivare e non uscire più tra la piscina, la natura che vi circonda, i corsi di cucina e yoga e il ristorante Orto (nome non casuale, che riprende proprio l’orto di proprietà dove vengono coltivati alcuni ingredienti) che da quest’anno ha una nuova veranda per i pranzi e le cene dei suoi ospiti.

Dalla Gioconda
Via dell’Orizzonte, 2 – Gabicce Monte (Pesaro e Urbino)
Nina Trulli Resort
Contrada Tortorella, Monopoli (Bari)
Luglio e nuove aperture
Orvieto non è solo l’unica città italiana ad aver ricevuto il Traveller Review Awards 2025 di Booking.com e quella che ospita Coro (ne abbiamo parlato qui), unico ristorante italiano a essere tra i sedici finalisti del prestigioso Prix Versailles 2025, premio internazionale per l’architettura nella ristorazione, patrocinato da Unesco e Nazioni Unite, che celebra progetti architettonici distintivi per estetica, impatto culturale e sostenibilità intelligente. È anche la città dove da circa un mese ha aperto ARSO, il ristorante dello chef Tommaso Tonioni, la casa del suo progetto, dopo quattro anni dal suo pop-up restaurant. «ARSO è un’alleanza concreta tra chi coltiva, chi cucina, e chi si prende il tempo di ascoltare ciò che ha nel piatto».
Che sia arrivato il momento giusto di fare un bel giro a Orvieto?
ARSO
Piazza del Duomo, 8 – Orvieto
Luglio e nuovi luoghi balneabili
Dopo cento anni, la Senna, il fiume che attraversa la città dell’amore, è nuovamente balneabile. Il comune della città ha aperto tre zone balneabili, con attrezzature e bagnini. È la prima volta dal 1923 che la Senna torna balneabile per le persone di Parigi, grazie a un investimento ingente voluto dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo: negli anni Sessanta il fiume era stato dichiarato «biologicamente morto».
Come è stato possibile? In poco più di dieci anni l’amministrazione di Hidalgo ha fatto piantare circa centotrentamila alberi in città, reso pedonali centinaia di strade ed eliminato migliaia di posteggi. Questo ha garantito una riduzione del livello dei due agenti inquinanti più pericolosi, il particolato fine (PM 2,5) e il biossido di azoto, scesi rispettivamente del 55 e del 50 per cento.
Le tre zone balneabili aperte sono tutte in centro: Bercy, Bras Marie e Grenelle. Ognuna ha un limite di persone che possono fare il bagno contemporaneamente (tra le 150 e le 300) e di quelle che possono accedere al sito (tra le 200 e le 700).
Luglio e tecnologia
«We’re able to find new beauty, new interpretation, new ideas from what the camera creates». «Riusciamo a trovare nuova bellezza, nuove interpretazioni, nuove idee in ciò che crea la macchina fotografica». Ecco come Ryan Mather e Kelin Carolyn l’hanno presentata.
In un’epoca in cui l’eccesso di immagini – reali o artificiali – sembra finalmente rallentare, arriva una fotocamera che sceglie di andare oltre l’apparenza, riscoprendo l’essenza delle cose attraverso la parola, la poesia e i versi (in qualsiasi lingua che utilizzi l’alfabeto latino).
Si chiama Poetry Camera e utilizza l’intelligenza artificiale Claude: basta inquadrare con l’obiettivo un soggetto e scegliere se ottenere un haiku o un sonetto. E poi click, e il prodotto viene stampato come una sorta di scontrino. Chissà cosa scriverebbe alla vista del nostro piatto preferito.
Al momento Poetry Camera è disponibile al pre-order.
Luglio e un prodotto nel carrello
Erin Eun‑Young Kim e Mark Blackwell si sono trasferiti a Milano da New York il giorno dopo il loro matrimonio e Kimchi Pop è la loro startup, un ponte un ponte gastronomico tra Corea e Italia che promuove un’alimentazione fermentata, sana e artigianale. Producono kimchi (김치), il piatto nazionale della Corea del Sud, uno dei contorni tradizionali coreani (banchan), servito con quasi ogni pasto. Realizzato seguendo ricette tradizionali senza conservanti in vasetti da coloratissimi da 300 grammi o 500 grammi acquistabili direttamente qui.


