La nona edizione di Parade Électronique prosegue al Teatro Arsenale di Milano con gli appuntamenti autunnali del 2025. La rassegna, organizzata da MMT Creative Lab (Musica Musicisti Tecnologie), quest’anno ha come tema Nova Tempora / Omnes Mundo – Tecnologia e globalizzazione. Dopo i primi incontri di ottobre, il calendario entra nella seconda fase, dove viene approfondito il rapporto tra intelligenza artificiale e creazione musicale.
Il 25 ottobre si svolgerà l’incontro L’intelligenza del contrabbasso… e del fagotto, con un workshop su intelligenza artificiale e improvvisazione. All’interno dell’evento il contrabbassista Ferdinando Romano e il fagottista Gianmarco Canato proporranno una performance che mette in dialogo strumenti acustici, elettronica e algoritmi di machine learning. Romano, dottorando al Conservatorio di Como, conduce parte della sua ricerca all’Ircam, L’Institute de Recherche et coordination acoustique/musique di Parigi, concentrandosi sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale nei processi improvvisativi.
Il 15 novembre la chitarrista Silvia Cignoli presenterà invece Allegory of Earth and Water, un lavoro per chitarra ed elettronica in dialogo con le immagini di Salvatore Insana. L’artista visivo, attivo tra fotografia e video, mette in scena la sua poetica dell’erosione visiva in un confronto diretto con il suono. Durante la serata è atteso inoltre il musicista londinese Caius Williams, in collaborazione con il collettivo Laboratorio Palestro. Williams, attivo nella scena sperimentale britannica, esplora l’improvvisazione su contrabbasso e basso elettrico, collaborando con artisti di rilievo come Charles Bullen, Steve Noble e Daniel O’Sullivan. La sua attività più recente è la rassegna GRAIN all’Avalon Café di Bermondsey, dedicata alle nuove pratiche sonore.
Il 16 novembre, invece, tornerà in scena Ornithorhynchus Live Somewhere, un’ opera multimediale di Giancarlo Schiaffini e Walter Prati, con la partecipazione di Gianmarco Canato e Matilde Sartori. La performance riprende un progetto del 1985 Ornithorhynchus Live in Bauhaus, aggiornato ai linguaggi contemporanei e alle tecnologie di intelligenza artificiale. L’intervento di Sartori introduce componenti di interazione software e visiva, riflettendo nel contesto della globalizzazione e delle estetiche digitali.
«È un’opera multimediale dove suono, immaginazione artefatta, presenza umana e memoria del passato tracciano un percorso circa il significato stesso dell’ornitorinco – racconta a Linkiesta Etc Walter Prati, direttore artistico dell’evento e già fondatore di MMT Creative Lab –. È un animale unico nel suo genere che incorpora caratteristiche tipiche di specie di animali molto diverse tra loro. Elencarle, pensarle tutte incluse nella vita dell’ornitorinco fa pensare a un’invenzione. Ma è l’invenzione di una specie umana che non è una sola cosa, che non ha un unico modo di vivere, che racchiude esperienze e vitalità molto differenti. L’ornitorinco le comprende tutte e le armonizza. Che cosa c’entra l’ornitorinco con la musica elettronica? Nulla, se non fosse già stato scomodato – quarant’anni or sono – dagli stessi autori per una prima riflessioni sulla particolarissima vita dell’ornitorinco. Allora fu Ornithorhynchus live in Bauhaus e quindi il confronto con un periodo storico insofferente nei confronti dell’impegno politico e sociale. Oggi la riflessione riguarda in che cosa l’ornitorinco ci può aiutare per capire la nostra impermeabilità al cambiamento e così restìa al riconoscimento delle diversità come valore».
La chiusura di Parade Électronique è affidata alla compositrice e sound artist svizzero-francese Noémi Büchi, che il 28 novembre si esibirà con Live Liquefaction. La sua ricerca unisce orchestrazioni elettroacustiche a ritmi stratificati, costruendo paesaggi sonori sospesi tra forma e caos. Büchi, attiva tra Basilea, Zurigo e Parigi, lavora tra musica, danza, cinema e teatro, ed è una delle voci più conosciute della nuova generazione europea di autori di musica elettronica.
Insieme alle performance, MMT Creative Lab sostiene anche la ricerca attraverso una borsa di dottorato al Conservatorio Verdi di Como, dedicata proprio allo studio del rapporto tra Intelligenza artificiale e musica. La collaborazione tra generazioni e discipline rimane l’asse portante della manifestazione, che mantiene il formato di laboratorio aperto e di riflessione collettiva sul suono contemporaneo. «Parade Èlectronique è effettivamente una “parata” – spiega Walter Prati –. Come in tutte le “parate” viene presentato tutto ciò che sarà presente sulla scena, in questo caso, della musica elettronica. Non abbiamo distinzioni di genere musicale, di generazioni di musicisti invitati o di categorie estetiche. Portiamo a conoscenza del pubblico tutto ciò che non è considerato “commerciale”, tutto l’ambito musicale che stimola il pensiero critico, che cerca di risvegliare coscienza e conoscenza per affrontare il pensiero volutamente caotico che oggi viene ampiamente dato in pasto al senso comune».
Prati sottolinea inoltre come all’interno di questa “parata” di proposte sia stato riservato spazio a due elementi interdisciplinari principali: da una parte l’ingresso nella nostra vita dell’Intelligenza artificiale e dall’altra la questione della globalizzazione culturale. «Intelligenza Artificiale come proposta di studio e sperimentazione al di fuori del mondo della produzione commerciale; uno studio che si avvale della collaborazione di due musicisti – Ferdinando Romano e Gianmarco Canato – che hanno avuto accesso a un dottorato di ricerca AFAM, presso il Conservatorio di Como, proprio su questo tema – continua Prati –. La globalizzazione è il necessario confronto tra le diversità e la consapevolezza della necessità di creare una nuova comunità più ampia e articolata. Una visione opposta a quello che oggi viene proposta come riferimento maggioritario e foriero di disastri cosmici».