Daniel Agami

Nato nel XX secolo, non ha fatto la scuola di giornalismo Walter Tobagi di Milano, non ha mai scritto su Il Riformista (e neanche sul Corriere della Sera, Il Foglio, Il Sole 24 ore) di economia non capisce una mazza, e soprattutto, non è Marco Alfieri. È giornalista, a dimostrazione del fatto che il giornalismo è in crisi e l’ordine non funziona. È (o pensa di essere stato) anche un (tragi)comico, autore, a(ni)matore -nei seminari del Stefano Benni, vicino di casa-, scrutatore, performer, regista (e assistente alla regia), copywriter senza sapere cosa significhi. Come giornalista si occupa di eternità e inattualità, come reporter embedded ed insider di reparti psichiatrici, sicurezza sul lavoro nelle cave di marmo, foibe, prostituzione, smaltimento dei rifiuti, sesso, autobus notturni, fuga di cervelli, storia, amministrazione culturale nel pubblico, spettacoli, cultura, per diverse testate, tra cui Giudizio Universale (a Torino, dopo aver vinto un concorso meritocratico), L’Informatore Europeo. Ha rifiutato di fare l’attore protagonista in un film di Pupi Avati ispirato a sé medesimo, con Laura Morante come mamma (con cui avrebbe fatto però volentieri Edipo Re, per via del connubio). Da volontario ha scritto su Argo, Atelier, Inchiesta (senza k), come pubblicista (sotto)pagato anche su I martedì, Giornalisti, Il Regno, Corriere Cesenate, Cultura & culture. Nel 2011 ha scritto e diretto spot di promozione sociale per la Regione Emilia-Romagna: da allora sono chiusi in un cassetto. Due suoi racconti sono finiti in due libri (uno curato da Giorgio Bàrberi Squarotti), e altri monologhi diventati piccoli spettacoli letterari di cui è spesso attore. Ha vinto una decina di premi letterari, tra cui il premio Federico Maestrami, nel 2011, per L’insistenza di Dio. È stato autore televisivo del primo show del sabato sera per bambini (per la De Agostini). Nel 2013 è, a sua insaputa, il primo concorrente della prima puntata della prima edizione di Masterpiece (Rai), e il primo ad essere eliminato dopo aver superato l’unica prova col massimo dei voti, all’unanimità. Ha scritto il più grande romanzo mai pubblicato (ma proprio mai), L’amore prima di far l’amore: si accettano proposte editoriali indecenti. Non ha facebook, ma ha creato stonefacebook, il primo associal network che in quanto associal non prevede iscritti. Ha il terrore di non sapere dove andare a capodanno e d’estate: si accettano inviti decenti. A Linkiesta è l’ultima ruota del carro (sgonfia). Morirà nel XXI secolo.