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di Andrea Guarise

Albergatori: prendete la valigetta, girate il mondo, e diventate social

Blog post del 5/04/2013

La settimana era iniziata con la notizia della vendita, da parte di Boscolo Hotels, delle strutture alberghiere a 4 stelle, e si conclude con la notizia di Frits van Paasschen, Presidente & CEO di Starwood Hotels & Resorts, che racconta le sue cinque settimane di tour nel Middel East. E penso: c’è un mondo, fuori dall’Italia, che corre. Noi che facciamo?

Albergatori: prendete la valigetta, girate il mondo, e diventate social

Lo chiarisco subito: la mia intenzione non è quella di giudicare un’attività imprenditoriale italiana, soprattutto da un semplice articolo, non conoscendo bilanci, numeri e strategie, men che meno prendere per oro colato, un comunicato stampa di una multinazionale dell’industria alberghiera e del turismo, ed esaltarla. Quello che mi ha interessato, e spero interessi anche il lettore è il diverso approccio.

Abbiamo un signore, Frits van Paaschen, alla guida di uno dei più grandi gruppi d’hotellerie al mondo: 1.134 proprietà in un centinaio di paesi, con oltre 170 mila dipendenti, un fatturato di 5,62 miliardi di dollari, e brand tra i più conosciuti al mondo: St. Regis, The Luxury Collection, W, Westin, Le Méridien, Sheraton, Four Points by Sheraton, Aloft, ed ElementSM; che ha preso la sua valigetta e si è fatto 61.000, ripeto, 61mila chilometri, visitando 19 città in 12 Paesi del Medio Oriente e dell’Asia centrale, vedendo 200 manager e direttori del Gruppo, incontrando non solo i suoi grandi clienti, ma anche quelli potenziali. E, naturalmente, le personalità politiche e governative di quei luoghi. Riporto il comunicato ripreso da BusinessWire:

Marking the conclusion of Starwood’s month-long relocation to Dubai, Frits van Paasschen, President & CEO of Starwood Hotels & Resorts Worldwide, Inc. (NYSE:HOT), today shared highlights and insights from the company’s immersion in the Middle East.

“I have no doubt that our time spent here will drive future hotel contracts in the region, accelerate Starwood’s position as the most global high-end hotel company and further define our culture.”

Throughout the month of March, van Paasschen and members of Starwood’s Senior Leadership Team met with 3,000 associates, conducted nearly 50 owner meetings and visited all 14 Starwood hotels in Dubai, which is the company’s second largest hotel market behind only New York City. The team also took advantage of Dubai’s strategic location to travel to 19 cities across 12 countries, meeting with government officials and potential development partners in fast-growing markets, including Lebanon, Saudi Arabia, Ethiopia, Mauritius, Tajikistan, Kazakhstan and India. During the five-week relocation, the team travelled 61,000 kilometres (38,000 miles) – the equivalent of circling the globe one and half times.

Over the course of the month, more than 200 of Starwood’s senior leaders and General Managers travelled to Dubai as the company ran day-to-day operations almost 7,000 miles and an eight-hour time zone difference away from the company’s global headquarters in Stamford, Connecticut.

During the relocation, Starwood executives also met with more than 150 corporate and leisure customers who drive business to hotels globally. The Middle East is an increasingly important outbound travel market, and regional membership in Starwood Preferred Guest, the company’s loyalty program, has increased 140% over the last five years.

“It is hard to overstate the potential for our business in this region of the world. By bringing our executives here and spending time with our partners and local teams, we are uniquely positioned to take advantage of this once-in-a-lifetime growth opportunity,” said van Paasschen. “I have no doubt that our time spent here will drive future hotel contracts in the region, accelerate Starwood’s position as the most global high-end hotel company and further define our culture.”

Last month Starwood announced that it will increase its Middle East and Africa (MEA) portfolio by more than 60 percent with nearly 50 new hotels set to open over the next five years, adding more than 14,000 guest rooms to the region and creating thousands of local employment opportunities. With 82 operating hotels and over 20 hotels expected to open by the end of 2015, Starwood is on track to reach a milestone 100 hotels across MEA.

“With 80 percent of Starwood’s pipeline coming from rapidly growing markets, it’s important for us to remain at the forefront of new travel demands and changing travel patterns,” said Simon Turner, President of Global Development, Starwood Hotels & Resorts. “The Middle East is experiencing rapid economic growth, a growing middle class and ever greater global connectivity, and the Dubai relocation will help us expand all of our brands across this important region."

The company also announced a comprehensive renovation strategy for its Le Méridien brand, for which Starwood and its ownership groups will invest more than $200 million in the renovations of 13 hotels and resorts in the MEA region over the next 3 years.
Following the company’s successful relocation to China in June 2011, this second leadership move reflects Starwood’s innovative management approach to cultivating a more global culture by understanding, appreciating and leveraging different societal and associate perspectives and approaches to business and hospitality.

Images and updates from the month’s journey are available via Tumblr and Instagram at: http://starwoodhotels.tumblr.com/ and http://instagram.com/starwoodbuzz.

Per il commento finale parto dalla fine del comunicato: non solo il Presidente e CEO di Starwood ha viaggiato, ma è stato seguito passo passo, attraverso un sito dedicato e molto social come Tumblr, e sono state postate 56 foto su Instragram, foto nella maggior parte di carattere extralavorativo. Una rivoluzione? No, la normalità: la lotta tra Paesi e tra i suoi operatori per accaparrarsi i milioni di turisti, ormai viaggia in Rete, e si fa anche “umanizzando” i top manager (come ha fatto, per semplificare, Giovanni Rana con le sue pubblicità).

E comunque, scusate l’accaloramento: è così che si fa! Certo è impensabile paragonare economicamente o finanziariamente un colosso come Starwood, con la realtà, prevalentemente familiare italiana, ma quello che conta, a mio avviso, è la strategia, e la voglia di fare, e di mettersi in gioco, anche, e soprattutto in gruppo: in questo caso il Presidente si è preso la valigetta, e con manager e persone entusiaste, ha fissato le date, e ha viaggiato. I clienti, quelli del segmento luxury per intenderci, a cui puntano gli operatori nostrani, sono concentrati oggi in due aree ben definite del nostro pianeta: vanno cercati, stuzzicati e affascinati (certamente non con una brochure cartacea, o attirandoli propondo loro strutture degli anni ‘60 del secolo scorso).

L’Italia, in tanti settori, e specie nel turismo, non è seconda a nessuno. Ricordiamocelo più spesso. Apriamoci veramente al mondo con uno spirito ed un approccio diverso, il mondo corre. L’alternativa? La potete immaginare benissimo da soli.

COMMENTI /

Ritratto di Marco Giovanniello
Ven, 05/04/2013 - 10:20
mgiovanniello
"L’Italia, in tanti settori, e specie nel turismo, non è seconda a nessuno. Ricordiamocelo più spesso." Non sono d' accordo, per niente d' accordo, Ricordiamo un nome: CIGA, che incidentalmente quando si parla di Starwood vuol dire Danieli, Gritti, Cala di Volpe, Romazzino, cioè il meglio di quello che un turista può sognare. Gli alberghi CIGA sono stati venduti da quasi vent' anni e le piccole catene nostrane come Boscolo sono state costruite sul debito e non sul capitale, l' unica quotata in Borsa, Jolly Hotels, ora fa parte della spagnola NH Hoteles. Non esiste alcuna realtà italiana lontanamente paragonabile non dico all' americana Starwood, ma nemmeno alla francese Accor o alla spagnola NH. Ci siamo fottuti il futuro, in quasi tutti i settori, col "piccolo è bello", senza aver mai il coraggio di dire che è bello perché permetteva di avere a che fare col fisco più facilmente. Frits van Paasschen sta un mese a Dubai perché alle spalle ha 1.134 alberghi e non 10 ipotecati alle banche, perché può raccogliere capitali per espandersi quando vuole e come vuole in qualsiasi Borsa, non è il Bagnasco che ha seppellito la CIGA e non è Boscolo che viene commissariata dalle banche.
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Ritratto di Andrea Guarise
Ven, 05/04/2013 - 10:39
Aguarise
Marco, completamente d'accordo sulla non paragonabilità da un punto di vista economico-finanziario tra Starowood e praticamente "il nulla" in Italia. Quanto alla mia affermazione "L’Italia, in tanti settori, e specie nel turismo, non è seconda a nessuno. Ricordiamocelo più spesso.", in realtà mi riferivo alle potenzialità geografiche/culturali ancora in gran parte inespresse. Grazie, come sempre, per i tuoi spunti, e la lettura critica dei miei pezzi.
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Ritratto di Marco Giovanniello
Ven, 05/04/2013 - 12:38
mgiovanniello
Volevo in realtà portare l' attenzione sul fatto che IMHO c' è qualcosa che non va nel modo in cui il settore viene gestito, analogamente a quanto accade in troppi altri. Senza vaneggiare di una politica industriale futuristica, dobbiamo constatare che il Governo non ha mai dato linee d' indirizzo in un settore che per noi è sì strategico ed è abbandonato a se stesso. Grillo è ossessionato dal costo della politica, ma nemmeno quello dell' amministrazione veramente conta, se non lo si paragona ai suoi risultati.Non abbiamo un Ministero del Turismo, i cui affari sono affidati insieme allo sport e agli affari regionali. Se lo avessimo sappiamo che non cambierebbe molto, comunque. Questo paese non può crescere finché accetta che la macchina pubblica non produca risultati o nemmeno possa mai produrli.
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Ritratto di ester
Ven, 05/04/2013 - 14:59
ester
marco, è vero che il vuoto di grandi gruppi che fanno turismo ha marcato la mancanza di un prodotto Italia che sia considerato tale. Ma è anche vero che è la ns storia, noi siamo il Paese delle aziende famigliari delle botteghe degli artigiani e delle nicchie di prodotti enogastronomici. Piuttosto affermerei che l'incapacità di mettere in rete tutto ciò è il ns limite. Condivido che è assurdo che il paese Italia, per antonomasia il bel Paese, non abbia un ministero con portafoglio che lavori mattina e sera per riuscire a cambiare l'idea che, se di industria si deve parlare, deve essere quella turistica. Invece si perdono soldi e soldi a rifinanziare industrie che ormai non possono più produrre per costi e soprattutto per mancanza di commesse. Se si riuscisse a far capire che l'unica soluzione per rialzare le sorti sarebbe quella di vendere il prodotto primo dell'italia: il turismo saremmo a metà dell'opera. Se si capisse che il prodotto turistico italiano non ha concorrenza forse potremmo pensare di vivere di questo
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Ritratto di Marco Giovanniello
Sab, 06/04/2013 - 02:55
Marco Giovanniello
@ester "noi siamo il Paese delle aziende famigliari delle botteghe degli artigiani e delle nicchie di prodotti enogastronomici" È proprio per questo motivo che siamo nella decrescita infelice, perché siamo assenti e perdenti dove per essere competitivi bisogna avere certe dimensioni. Non è che le aziende familiari debbano sparire, ma non si può avere solo quelle, non più, a parte che, decenni fa, avevamo la grande industria e, nel turismo, CIGA e Jolly Hotels. E adesso?
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Ritratto di Marco Giovanniello
Sab, 06/04/2013 - 13:44
mgiovanniello
<p>@ester</p> <p>&quot;&egrave; la ns storia, noi siamo il Paese delle aziende famigliari delle botteghe degli artigiani e delle nicchie di prodotti enogastronomici.&quot;</p> <p>O cambiamo o moriamo, non si possono pi&ugrave; rifiutare quelle dimensioni che consentono l&#39; efficienza.</p>
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Ritratto di @pla_baldax
Sab, 06/04/2013 - 23:30
@pla_baldax
In Italia gli albergatori modello Starwood si candidano al Senato
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Ritratto di coach bags 2013 collection
Mar, 09/07/2013 - 13:44
coach bags 2013 collection
Love is the mother oflove coach bags 2013 collection http://www.vrmitalia.org/wp-content/languages/
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