BLOG
9 May 2012
Come si diventa miliardari autopubblicando il proprio ebook
Alessandra Malvestio
Nel suo blog, la ventisettenne Americana Amanda Hocking si descrive così:
Twittatrice ossessiva. Compiangitrice di John Hughes (regista di Mamma, ho perso l’aereo e La carica dei 101), devota di Batman. Fan sfegatata dei Muppet. Appassionata di Unicorni. Chitarrista dei Fraggin Aardvarks eccetera…
“Chi è codesto caso umano?!” starete pensando. Beh, codesto caso umano è una giovine che è diventata miliardaria auto-pubblicandosi su Amazon.
Amanda Hocking, 27 anni, di ➦ Austin, Minnesota, ha raggiunto il successo autopubblicandosi
Se una notte d’inverno una fan dei Muppets… Tutto cominciò in una fredda notte d’inverno di due anni fa, nell’appartamento che Amanda divideva con l’amico Ben, in un paesino del Minnesota.
Amanda, che si trova in gravi difficoltà economiche, viene a sapere che è in programma a Chicago una mostra sui Muppet, la sua grande passione. A mala pena riesce a pagare l’affitto, non può certo permettersi di comprarsi il biglietto, andare a stare in albergo, e pagare pure la benzina fino a Chicago. Come fare? Seguono momenti di panico; poi ad Amanda viene un’idea geniale: perché non tentare la fortuna auto-pubblicando su Amazon alcuni dei romanzi paranormali che la sua penna ha accumulato durante gli ultimi nove anni?
L’incompreso. Diciassette romanzi in 9 anni, alcuni dei quali scritti in poco più di una settimana, appartenenti a un genere che lei stessa definisce “fantascienza urbana per adolescenti ” (storie di vampiri, trolls e mostri vari ambientati nella capitale del Minnesota) contornati di storie d’amore e drammi adolescenziali vari. Gli innumerevoli sforzi fatti nel tentativo di essere pubblicata in maniera tradizionale non erano mai andati a buon fine, tanto che Amanda a casa ancora custodisce una scatola con tutte le lettere di rifiuto delle varie case editrici e agenzie letterarie (che ora, la mia inclusa, si stanno voracemente mangiando le mani).
Grazie all’aiuto di alcuni blog specializzati e del supporto online di Amazon, Amanda comincia a pubblicare i suoi libri su internet in formato Kindle, occupandosi lei stessa del design delle copertine, dell’impaginazione, e della correzione dei manoscritti.
L’editore St. Martin's and Pan Macmillan ha acquisito i diritti di alcuni titoli di Amanda
Mama I’m a Billioner, cantava Kelis in un famoso duetto con Andrew 3000, e ora lo canta anche Amanda. Nel suo primo anno di vendite questa fanciulla delle praterie ha accumulato un fatturato lordo di 2 milioni di dollari, arrivando alla vetta delle classifiche di ebooks più venduti di Amazon e del New York Times. Prima di lei, non era mai successo che un autore auto-pubblicato riscuotesse neppure lontanamente questo tipo di successo.
Amanda, or the business woman. La strategia imprenditoriale di Amanda su Amazon funzionava un po’ come le logiche della dipendenza da stupefacenti. Vendeva il primo libro a un prezzo bassissimo ($ 0,99) per poi triplicarlo per i successivi episodi della serie. Il lettore, appassionato e ormai libro-dipendente in crisi di astinenza pagava. L’astuta tattica di pricing era coadiuvata da un’intensa campagna di marketing su twitter e facebook, nonché da un’assai pragmatica ricerca di mercato: «Un giorno sono andata da Walmart», racconta sul blog (un po’ come dire sono andata alla Standa) «e ho visto che c’erano 700 diversi romanzi sui vampiri, quindi ho cominciato a scrivere di vampiri».
Nonostante il successo del fai-da-te, l’anno scorso Amanda ha deciso di affidarsi a una casa editrice (e a un agente) firmando un contratto da due milioni di dollari con il colosso editoriale Saint Martin’s Press per i suoi prossimi quattro libri, una serie chiamata Water Rose. «Autopubblicarsi è fantastico, ma anche molto impegnativo. Sei continuamente occupato da i piccoli dettagli, e questo porta via molto tempo che potresti dedicare alla scrittura». Lo stesso ragionamento ha fatto uno scrittore che ha raggiunto analogamente la fama, John Locke (☞blog). Davvero impossibile confondere i suoi libri (alcuni titoli? A girl like you, The love you crave, Lethal experiment, Lethal People) con quelli del filosofo. Dopo aver venduto milioni di copie su Amazon, anche lui ha firmato un contratto con Simon&Schuster. Sembra quindi che l’editoria tradizionale continui a dare segni di vita. Ma a scoppio ritardato.
Comunque, alla fine, Amanda c’è andata davvero a Chicago a vedere i Muppet.
Leggi anche:
Il successo degli ebook? Merito delle donne che leggono libri erotici

Comments
L'acclamazione del pubblico è un fuoco fatuo, la difesa all'accusa di snobismo è tempo perso.
In realtà succede anche in Italia perché ho acquistato da poco un e-book autoprodotto da un autore italiano su amazon (per il kindle). Come molti mi affido ai feedback degli altri lettori che erano incredibilmente positivi per questo libro. Dopo aver letto il libro, il cui livello era veramente basso, mi sono detto: 1) gli autori senza casa editrice (almeno in italia) assoldano una schiera di supporter per scrivere feedback su amazon facendomi sprecare dei soldi per un libro che non li vale e facendo perdere credibilità al sistema dei feedback (forse in USA non arrivano a questo); 2) forse il fatto di acquistare un libro da una casa editrice mi può dare garanzia sulla qualità, perciò dubito che ripeterò l'errore di comprare un libro autoprodotto, in quanto trovarne di ben scritti potrebbe essere più un'eccezione che una regola.
Consiglio agli autori senza casa editrice (e/o ai loro amici) di evitare di fare come nel caso che ho citato perché oltre a discreditare sé stessi discreditano altri scrittori autoprodotti.
Non capisco, stai (se ti da fastidio considera il mio tu come un lei) davvero rimproverando alle case editrici di non pubblicare libri sui vampiri a meno che non vendano milioni di dollari?
Ma è possibile che la questione siano i quattro milioni di dollari e non che questa scriva bene e quindi è stata premiata dal pubblico o d'altro canto sia solo mediocre ma all'utenza di Amazon questo tristemente basta purchè la si accontenti insomma che la letteratura è roba da idioti quanto le telenovelas sudamericane.
E poi perché questo snobismo nei confronti dei Muppets? Se proprio vuoi essere snob scatena il tuo mestruo contro l'ennesima balenottera che scrive storie di vampiri per giunta diventata milionaria senza che tu ne abbia lontanamente scorto prosa (io ho poche speranze comunque che si riveli la nuova Virginia woolf, ma non ho scritto un articolo a riguardo).
Ma lascia stare i Muppets.
p.s. sperando che superi il filtro antispam
theoatmeal.com/story/twilight
Nessuno ce l'ha con i Muppets, mi sembra.
Questo stesso articolo è premiato dal pubblico, mi sembra
l'unico commento che mi sento di fare è che gli USA rimangono ancora il luogo ove i sogni si possono avverare , non riesco ad immaginare qualcosa di simile in italia e forse nemmeno nel resto d'europa.
Post new comment