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di Guido Tedoldi

Valentino Rossi e la fine (che è arrivata anche per Giacomo Agostini)

Blog post del 14/04/2012

Valentino Rossi è arrivato alla fine? Dopo la sua prestazione nel Gp del Qatar di domenica scorsa 8 aprile, è una domanda che è lì, sotto traccia.

Dopo aver dominato per anni il motomondiale, con 9 titoli Mondiali vinti di cui 7 nella massima categoria (qualche numero preciso lo si trova nella pagina a lui dedicata dalla Wikipedia) Valentino adesso è in netto ritardo rispetto agli avversari. Non soltanto gli avversari al top ma proprio tutti, pure quelli che corrono con la sua stessa moto, la Ducati, ma non hanno il supporto del team tecnico principale.
Ma c’è un’altra cosa che ha colpito negativamente. Valentino non soltanto è andato più piano dei suoi avversari, giungendo 10° a oltre 33” di distacco dal vincitore Jorge Lorenzo, ma è andato più piano anche di se stesso, sulla stessa pista, nel 2011... solo che all’epoca si correva con moto da 800 cc di cilindrata, stavolta si correva con le più potenti 1˙000 cc.

A sentire Valentino, le dichiarazioni che ha rilasciato in tv dopo la gara, il problema non è lui in quanto pilota o persona bensì la sua moto, e il team di ingegneri che non riesce a fornirgli un mezzo adeguato alle ambizioni.
Ma forse c’è dell’altro. Forse Valentino si è spremuto troppo nel corso della carriera, e adesso non ha più la forza di dominare.

Uno che ha tale dubbio pare essere Giacomo Agostini, il più grande centauro della storia del motomondiale con 15 titoli Mondiali e intere annate tra il 1968 e il 1972 in cui se partecipava a una corsa la vinceva, senza se e senza ma (maggiori info sulla Wikipedia).
Agostini ha scritto, sulla Gazzetta dello Sport dell’11 aprile: «Ci si deve anche porre la domanda se per caso non sia arrivato il momento che pensi non debba arrivare mai. E invece arriva, è successo a me, prima di me, dopo di me. Succede per tutti».

Secondo Agostini, il pilota è come un’arancia, «si spreme, si spreme e alla fine si esaurisce».
Nemmeno Agostini è sicuro che per Valentino sia arrivata la fine. È lui il primo a sapere che il talento è una caratteristica quasi insondabile, e che anche coloro che ce l’hanno non sono sempre in grado di controllarlo al meglio.
Però.
Però stavolta per Valentino sembra davvero dura.

COMMENTI /

Ritratto di Ba Bar
Sab, 14/04/2012 - 11:51
Ba Bar
Tra le 800 e le 1000 di quest'anno c'è un abisso e soprattutto c'è una moto, quel pezzo di ferraglia e gomma che separa il pilota dalla pista, rifatta con il grande cuore ducatista ma grossolanamente. Il dubbio sul The End della carriera di Rossi e' lecito. Solo che prima di farsi delle domande, bisognerebbe conoscere la carriera di Valentino Rossi (non su Wikipedia) e avere un'idea vaga di come si progetta una moto GP. Detto questo, Agostini rimane uno dei più grandi, che di questi tempi interviene su un giornale che sempre più spesso riporta le chiacchiere da bar dei suoi lettori.
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Ritratto di kia
Dom, 15/04/2012 - 03:06
kia
Esattamente. Valutare la carriera di Valentino Rossi da quanto scritto su Wikipedia è come valutare Picasso dalla semplice descrizione testuale delle sue opere.
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Ritratto di enrico
Sab, 14/04/2012 - 12:17
enrico
Sig. Guido, può darsi che Vale sia arrivato alla fine della carriera, ma vorrei ricordarle che quando correva Agostini, era praticamente l'unico ad avere una moto decisamente superiore agli altri. Pasolini correva con una "carretta" ma come è arrivato Kenny Roberts la musica per Ago è cambiata . Per cui un pò di attenzione serve quando si giudicano le cose. Saluti Enrico
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Ritratto di kia
Dom, 15/04/2012 - 02:55
kia
Chi conosce veramente la carriera di Valentino, vittoria dopo vittoria, domenica dopo domenica, sa che questa non è la fine.
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Ritratto di tiptop
Dom, 15/04/2012 - 14:02
tiptop
Ho letto prima i commenti e poi l'articolo, ma mi sembra che Wikipedia venga citata come fonte di dati ed enumerazioni di dettagli, non come riferimento di valutazione, la quale valutazione non decreta la fine, sarà Valentino Rossi a dimostrarlo, se questo sia un momento, imputabile alla moto, o meno. Certo che Valentino ha avuto anche degli incidenti, e non è detto che si torni freschi come prima (questa, la mia sensazione da casalinga che sfoglia il giornale, non certo da fan che non perde un colpo, e Valentino Rossi mi è sempre stato simpatico)
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Ritratto di Carlo
Dom, 29/07/2012 - 16:28
Carlo
Io credo che Valentino sia stato un grande campione. Un campione che doveva capire quando era il momento di fermarsi ed entrare nella leggenda. Non penso però abbia in mente la Yamaha. Già faticava moltissimo allora a tener dietro Lorenzo figuriamoci oggi, con la moto sviluppata dallo spagnolo.... Valentino, che non è stupido, sa che se va in Yamaha e non arriva davanti a Lorenzo (non dico di vincere il mondiale) non può accampare più nessuna scusa. A lui interessa rimanere in Ducati, con un nuovo contratto accompagnato da un pacco di milioni, dove tutti sanno che la moto non sarà vincente ancora per qualche anno e che uniche aspettative riposte su di lui sono solo quelle dello sviluppo. Pensateci....
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