Blog di

di Paola Bisconti

La gaffe di madame Duflot

Blog post del 11/06/2012
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Quando accade che un esponente politico riveli il proprio sostegno a favore della legalizzazione delle droghe cosiddette leggere si scatena sempre un putiferio.
Recentemente, infatti, Cècile Duflot, ministro delle politiche abitative francesi, ha dichiarato ai microfoni della radio Rmc e davanti alle telecamere dell’emittente televisiva Bfmtv, che la cannabis è come l’alcool e il tabacco, quindi deve essere commercializzata senza proibizionismi.
Le affermazioni dell’ecologista, leader dei Verdi, hanno stupito tutti creando una divergenza con il pensiero di Francois Hollande, il neo presidente socialista, che nella sua campagna elettorale, alla vigilia del primo turno per le presidenziali aveva garantito di rivolgere particolare attenzione sul delicato argomento promettendo di monitorare in modo più severo il traffico di droga e aveva affermato categoricamente il suo “no” alla marijuana.
Sono stati in molti a notare la prima contraddizione del governo inoltre alcuni esponenti politici hanno voluto far notare il disappunto con le idee di madame Duflot.
Manuel Valls, ministro degli Interni, e Jean Marc Ayroult, il primo ministro, infatti, hanno precisato che nessuno si è espresso ancora sull’argomento e hanno persino invitato la trentasettenne che già fece parlare di sé quando si presentò in jeans all’Eliseo, di lasciare la guida del partito.
La giovane anticonformista, tuttavia, ha sostenuto di aver parlato nella veste di segretaria nazionale dell’Eelv, Europe Ecologie Les Verts.
In entrambi i ruoli che riveste Cecile Dufllot sembra davvero fuori luogo, inopportuna e sconveniente l’idea di legalizzare l’erba. Considerando poi gli sforzi che gran parte delle istituzioni hanno messo in atto affinchè si diffondano i danni che provocano le dipendenze dalle droghe spesso sottostimati a causa anche del fatto che sia l’alcool che il tabacco non uccidono per overdose ma creano ugualmente delle patologie correlate a questo tipo di tossicità acuta.
Gli studi effettuati sul consumo della marijuana hanno rivelato che danneggia 20 volte di più rispetto ad una sigaretta perché le piante di cannabis, in tutte le varietà di canapa, contengono diverse sostanze psicoattive stupefacenti che rendono la pianta illegale.
La nocività delle canne è nella modalità di consumo che presuppone boccate più profonde e durature rispetto alla sigaretta perciò si inala maggiore quantità di catrame e di monossido di carbonio.
I problemi che genera colpiscono a livello respiratorio, la circolazione del sangue, la psiche nonché aumenta il rischio di tumore polmonare, di tubercolosi, di bronchite cronica e di schizofrenia.
Il 95% dei tossicodipendenti hanno iniziato il loro percorso di malattia facendo uso di marijuana e la gran parte di loro ricopre una fascia d’età molto bassa. Spesso sono solo ragazzini adolescenti che decidono di iniziare a fumare l’erba per appartenere ad un gruppo o per dimostrare una sorta di sfida nei confronti dell’adulto.
Uno dei principali effetti è quello di essere euforici e subire l’aumento del battito cardiaco.
Il tetracannabinolo seda il sistema immunitario perché la marijuana contiene il 50% dei composti policiclici aromatici cancerogeni tra cui il naftalene, il benzoantracene, il benzopirene.
Nonostante si voglia diffondere la falsa notizia che la cannabis non faccia male sono in molti coloro che si stanno adoperando a diffondere la realtà dei fatti. La veridicità dei dati ha fatto rivedere anche l’Indipendent, il quotidiano della Gran Bretagna, che ripudia una campagna messa in atto da loro stessi nel 1997 quando Rosie Boycott, direttore del giornale, scriveva che la marijuana non fa male definendola addirittura innocua. Ora a distanza di tanti anni la prestigiosa redazione britannica si ricrede pubblicando anche alcuni studi che appurano la nocività che genera questo tipo di erba.
Ci auguriamo di tutto cuore che anche madame Duflot possa rivedere le sue convinzioni e ammettere pubblicamente quanto possa essere devastante fare uso di droghe leggere così come è negativo il largo consumo di alcool e tabacco.
 


 

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