Blog di

di Massimo Sorci

Liberalizzazioni: cambiare poco per non cambiare niente

Blog post del 21/12/2011

Ma il benaltrismo è la malattia senile dei gattopardi? Non è detto. L’assioma per cui, quando c’è da mettere mano a un’impresa difficile, sarebbero sempre “ben altre” le cose da cui cominciare, può diventare l’alibi per lasciare tutto così come è. Spesso è vero. Però non sempre.



Prendete il “vasto programma” delle liberalizzazioni. Non sono convinto che sia politicamente efficace pensare che – intanto – meglio muovere la classifica. Che sia preferibile iniziare – una buona volta! – a menare fendenti alle rendite di posizione, anche le più insignificanti, purché si parta. Da chi cominciamo, dai tassisti? O dagli edicolanti? E poi chi altri?

Bisogna liberalizzare “non tanto i taxi” – ha scritto Michele Boldrin su Linkiesta, e sono parecchio d’accordo – “quanto settori come quello bancario, dei trasporti, delle comunicazioni e dell’educazione”. Non solo perché lì c’è più ciccia, ma perché non decidi di andare a bonificare l’agro pontino e poi lasci, intorno, una cintura di terreni infestati dalla zanzare. Prima o poi va tutto a ramengo.

Parliamo, per esempio, delle misure di liberalizzazione del mercato del lavoro. Non si debbono avere pregiudiziali, ok, discutiamo “senza tabù” di articolo 18. Puzza un po’ però la posizione del vicepresidente di Confindustria Bombassei che non vuole sentir parlare di reddito minimo garantito. Mi sembra un modo curioso di cominciare a discutere “senza tabù”.

Facciamo così, decidiamo uno switch-off integrale. Monti e la Fornero tirano giù un grande interruttore rosso e, bon, da oggi in poi siamo tutti liberalizzati. Tutti. Avvocati, banche, farmacisti, padri maristi. Perché altrimenti il tassista potrebbe chiedersi: ma perché solo io? Pensiamo ad una simultaneità, cavolo! Come è successo per l’euro. Come succede per l’ora legale. Come si fa nel cenone di San Silvestro. Ci si mette d’accordo e, ad un’ora X, il mondo cambia passo.

Perché la sensazione è che molti vorrebbero solo le liberalizzazioni altrui e che si inizi proprio da quelle categorie che hanno minore impatto in termini di potere. Perché è più facile, più diretto, più notiziabile. Certo, la vulgata francescana della pietra-dopo-l’altra, la retorica del passo lento che porta da Canterbury a Roma è, in linea di massima, da condividere. Anche se può risultare vagamente ipocrita. Perché il principe di Salina, da gran dissimulatore, ci sballa e ha già pronta – alla faccia del benaltrismo – una rivisitazione della sua regola aurea. Cambiare poco per non cambiare nulla.
 

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Blitz a Corleone, svelati assetti di Cosa Nostra nel mandamento: 5 fermi

Le indagini, partite nel 2012, hanno permesso di fare luce sui meccanismi di potere e sull'"organigramma" mafioso della zona

Siria, raid Usa e di diversi Paesi Arabi contro l’Isis

Alle 2 e 30 italiane attacco da parte di caccia, bombardieri e batterie di missili Tomahawk

Algeria, costola dell’ISIS mostra il video dell’ostaggio francese Hervé Gourdel

Era stato rapito domenica 21 settembre. Nel video chiede alla Francia di non partecipare alla guerra contro l’ISIS

Tre modi creativi (e pacifici) per utilizzare i droni

Non servono solo a lanciare bombe e sorvegliare i civili: si possono rivelare utili per buone cause
SHARE

Cartelli e insegne, la ricchezza grafica di una città

New York è una città infestata di parole e font diversi. Percorrerli e studiarli ne rivela l’anima
SHARE

Guida completa all’uso intelligente delle vitamine

Quali sono, che proprietà hanno e dove si trovano. Tutto spiegato qui, in un’infografica
SHARE

Per tradurre l’intraducibile basta ricorrere all’arte

Wordstuck è una serie di GIF che rappresenta con disegni parole straniere senza corrispondenti
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Perché la politica di Facebook sui “nomi veri” degli utenti dovrebbe spaventarci

Chi si iscrive deve fornire il proprio nome legale. Il problema con gli pseudonimi, anche con quelli noti, è dietro l’angolo

Come la pirateria sta cambiando (in meglio) il panorama musicale

La lotta dell’industria discografica si è rivelata inutile. Eppure la musica continua a creare guadagni legali: è solo cambiato il modello di fruizione

Il peccato originale dell’Europa: la politica dell’asilo per i rifugiati

Un compromesso confuso che crea molti problemi, soprattutto per i Paesi ai confini. Ma non si trovano soluzioni migliori