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di Stefano Maruzzi

La scuola ai tempi di Kindle: costerebbe di meno, servirebbe di più

Blog post del 29/03/2012
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Oggi pomeriggio parlavo con il nuovo direttore marketing di una delle maggiori case editoriali italiane. Inevitabile confrontarsi sui volumi registrati dagli ebooks nel 2011, commentare i dati di vendita dei primi mesi dell'anno (apparentemente in forte calo) e non sono riuscito a trattenermi sull'imminente lancio del Kindle Touch di Amazon, pronto a sbarcare in Europa nelle prossime settimane a €129.

Da tempo ho una mia teoria sulle modalità di insegnamento e la tecnologia. Molto semplicemente, le due devono procedere in totale sinergia. Ipotizzare qualsiasi forma di educazione senza Internet e strumenti per accedervi - principalmente tablet - è semplicemente un controsenso. Me ne sono reso conto in prima persona il giorno prima quando mi sono imbattuto in una piramide a base triangolare. Purtroppo per me, non si è trattato di un triangolo pacifico, ma di un terribile, irregolare e irrispettoso scaleno. Una brutta bestia, sia per quanto concerne l'area che per il calcolo delle dimensioni del cerchio iscritto. Sui libri di testo di mia figlia tutte le piramidi citate e illustrate godevano di basi "decenti", intendendo con questo termine quadrati, rettangoli o triangoli più friendly di uno scaleno. La ricerca di qualche suggerimento su Internet impostando interrogazioni in inglese mi ha portato a imbattermi - credo per la prima volta - in Erone (Heron o Hero di Alexandria) e nelle sue magiche formule. In pochi secondi quello che sembrava un rompicapo si è trasformato in un semplice calcolo matematico con grande soddisfazione di tutti.

Riprendendo il discorso e collegando i due temi, la mia proposta/provocazione consiste nel considerare il lettore  Kindle di Amazon come un perno centrale di un sistema educativo adatto ai nostri tempi. Un investimento di €99 costituisce di sicuro un importo non trascurabile, ma equivale a tre mesi di telefonia o di un biglietto per una partita di calcio tra squadre blasonate. Quindi non una spesa folle e totalmente impossibile. La Federal Communication Commission statunitense (FCC) è accorsa in mio aiuto per supportare la mia tesi - si fa per dire - rilasciando proprio oggi in serata una documentazione da parte del Ministero dell'Educazione e dalla stessa FCC. Un versione preliminare del documento è recuperabile qui. Secondo quanto teorizzato, il passaggio al New Learning (all'insegnamento con supporti tecnologici) risulterebbe addirittura più economico del metodo tradizionale. Insomma, qualità superiore a costi inferiori. Sembrerebbe troppo bello: non può essere che così. Ora serve solo che qualcuno se ne accorga da noi e lo implementi velocemente se vogliamo che le prossime generazioni abbiamo qualche chance di competere con coetanei cresciuti in paesi meno penalizzanti del nostro.

 

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COMMENTI /

Ritratto di michegil
Gio, 29/03/2012 - 23:44
michegil
Totalmente d'accordo. A questo proposito posso dire che da circa 1 anno ho la fortuna di occuparmi del problema in prima persona. In De Agostini Libri, (tra i vari business abbiamo anche quello dell'editoria scolastica) e so che come noi diversi editori importanti in Italia stanno facendo lo stesso, stiamo lavorando duro per innovare, creare nuovi concept di prodotto che arricchiscano l'esperienza di apprendimento dello studente. Chiaramente il problema è complesso, riguarda non solo gli editori - che cmq hanno un bel da fare per evolvere - ma anche i docenti, le scuole, le famiglie... E' verosimile che il salto quantico rispetto ad oggi lo vedremo nell'anno scolastico 2014/15. Non lontano da oggi. Se quando dici "Ora serve solo che qualcuno se ne accorga da noi e lo implementi velocemente se vogliamo che le prossime generazioni abbiamo qualche chance di competere con coetanei cresciuti in paesi meno penalizzanti del nostro" hai in mente un arco di tempo inferiore ai 24 mesi rimarrai deluso.
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Ritratto di Mentelab
Ven, 30/03/2012 - 07:08
Mentelab
Del tema se ne discute dal 2006 http://bit.ly/H5Hg98 con dibattiti e convegni , tuttavia le "resistenze" della scuola e di alcuni docenti "immigrati digitali" si fanno ancora sentire, la possibilità di scegliere da parte degli studenti i libri di testo in formato elettronico consentirà dal prossimo anno scolastico l'apertura di una breccia in tal senso ... speriamo Prof Daniele Pauletto http://bit.ly/H5Hg98
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Ritratto di orcoiPod
Ven, 24/08/2012 - 17:40
orcoiPod
D'accordo su tutto, ma ci vorrebbe un più costoso tablet rugged, un kindle nelle mani di un ragazzino dura 15 giorni se va bene...
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Ritratto di whiteboss
Gio, 13/09/2012 - 14:31
whiteboss
Un Kindle o similare puo' essere anche delicato ma se inserito in una custosia che lo protegga integralmente (il touch e' superfluo a mio avviso) risolverebbe tutti i problemi di resistenza. Se poi si volesse fare una cosa seria, si potrebbero anche installare i libri all'interno dei banchi e con il concetto di cluoud avere gli stessi contenuti a casa su altri dispositivi per lo studio personale. Soluzioni ne esistono diverse ed io personalmente finanzierei con le mie tasse volentieri dei progetti portate avanti dalle università che potrebbero mettersi in gioco proponendo dei progetti da premiare con dei finanziamenti a delle startup (questi sarebbero fondi non assistenziali ma mirati alla crescita dell'imprenditoria con delle ideee). Questo dovrebbe essere il modello da adottare per tutte le cose che hanno a che fare con la tecnologia (Jobs era uno studente quanto ha fondato la Apple, Linus Torvalds anche quando ha dato impulso a Linux, e non sono gli unici casi)
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